margherita buy e barbara ronchi in dieci minutu

Dieci Minuti, la recensione del nuovo film di Maria Sole Tognazzi

La recensione di Dieci Minuti, il nuovo film di Maria Sole Tognazzi al cinema dal 25 gennaio con Vision Distribution.

E’ approdato sul grande schermo il 25 gennaio distribuito da Vision Distribution: Dieci Minuti, il nuovo film diretto da Maria Sole Tognazzi, dietro la macchina da presa di film quali io Viaggio Sola del 2013, de la serie Petra con Paola Cortellesi, e di Io e lei del 2015, sua ultima regia.

Liberamente ispirato al romanzo Per Dieci Minuti di Chiara Gamberale edito da Feltrinelli, Dieci Minuti scritto dalla stessa Tognazzi assieme a Francesca Archibugi, è film dalla particolare profondità d’animo in cui ognuno può riconoscersi nella caduta e rinascita degli interpreti. Un viaggio interiore visto, vissuto e raccontato dalle diverse angolazioni di persone e non personaggi. Prospettive, emozioni, sofferenze, dolori e volontà di ricominciare ripartendo da zero comuni a tutti e che non risparmiamo niente e nessuno. Storie, legami e crisi che hanno come punto di partenza la difficoltà di affrontare e accettare una realtà che non si vuole, che distrugge e annienta e ci pone inesorabilmente di fronte a bivi e scelte.

Dieci Minuti, la trasposizione del romanzo

maria sole tognazzi e barbra ronchi sul set di dieci minuti

Prodotto da Indiana Production e Vision Distribution in collaborazione con Sky e in collaborazione con Netflix, Dieci Minuti è prodotto anche da Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito e Daniel Campos Pavoncelli, ed è interpretato da un cast che include: Barbara Ronchi, Fotinì Peluso e Margherita Buy, affiancate da Alessandro Tedeschi, Anna Ferruzzo, Marcello Mazzarella, Mattia Garaci, Matteo Cecchi e Barbara Chichiarelli.

“Il romanzo aveva all’interno tutta una serie di caratteristiche che mi interessavano, che ci interessavano, e questa proposta che arrivò a me e Francesca (Archibugi), da parte di Indiana Marco Cohen e Musumeci, era precisa” – spiega Maria Sole Tognazzi in merito alla decisione di realizzare il film. “Il libro che è stato molto amato aveva un’idea forte che non era solo l’idea di dieci minuti, ma l’idea di raccontare una donna che decide di ricominciare, e che attraverso la magia degli incontri, e in questa circostanza l’incontro con la sua psichiatra, le da la possibilità di iniziare una nuova vita, di uscire da quello che è il dolore e la sofferenza che ti porta a pensare solamente a te e avere quindi uno sguardo allargato agli altri e di conseguenza a te stesso” – dice la regista. “A dare quindi una seconda possibilità perché la separazione e l’abbandono sono delle tematiche che abbiamo vissuto tutti e sono state sempre molto al centro dei miei film. Mi sembrava un’ottima occasione per collaborare con due donne che non sconoscevo da un punto di vista lavorativo, perché non ci avevo mai lavorato. Due donne molto diverse alle quali si sono unite altre donne e ora posso dire che in questo senso è un film al femminile.”

“Quando scrivo per altri, mi piace proprio scrivere per loro, nel senso che ho pensato sempre a come avrebbe fatto le cose Sole (Tognazzi). Ci siamo confrontate e ho scartato immediatamente tutto ciò che lei non sentiva. E’ stato un grandissimo esercizio che fa bene e poi mi piaceva molto lavorare con lei sul libro di Chiara.” – svela Francesca Archibugi.

Dieci Minuti, una rinascita comune a tutti

margherita buy e barbara ronchi in dieci minutu

Dieci minuti giorno possono cambiare il corso della giornata? Dieci minuti facendo qualcosa di completamente nuovo, possono cambiare il corso di una vita? Questo è quello che scoprirà Bianca (Barbara Ronchi) nel pieno di una crisi esistenziale, lasciata dal compagno Niccolò (Alessandro Tedeschi), il quale le recrimina la mancanza del dovuto spazio emotivo, e come se non bastasse licenziata dal giornale con cui collabora. Eventi che faranno crollare tutte quelle certezze grazie al quale lei aveva costruito le sue zone comfort, ora completamente rase al suolo proprio come la sua anima e mente con un’unica ancora di salvezza, il consiglio dell’alquanto schietta Dottoressa Brabanti (Margherita Buy).

Bianca infatti dovrà dedicare per l’appunto dieci minuti al giorno per fare qualcosa che non ha mai fatto, oltrepassando quei confini e quelle mura in cui si era rifugiata e sentita al sicuro. Un percorso che la porterà a nuovi incontri, a scoprire legami speciali e soprattutto ad ascoltare chi le ha sempre voluto bene. Perché a volte basta poco per ricominciare, basta guardarsi intorno per capire che non esistiamo solo noi e questo film ce lo insegna con un racconto caldo e appassionante.

Una delicata risalita, vera, sincera, priva di forzature, artifici, metafore superflue, discorsi banali e ripetitivi, con al centro della scena prima tutto l’umanità fragile. Una sensibilità che evita intelligentemente di scivolare nell’eccessiva e penalizzante rappresentazione drammatica e claustrofobica della cura, se così si può definire, ma che dona la giusta ariosità e luce. Una visione che porta lo spettatore a rinascere assieme alla protagonista, verso una libertà persa e faticosamente conquistata e ritrovata dalla viscerale emotività.

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Emanuela Giuliani

Il Voto della Redazione:

7


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