YOUTOPIA – Recensione

YOUTOPIA – Recensione

“Lo spunto iniziale è nato mentre giravo lo storyboard di un altro progetto riguardante il virtuale, e rendendomi conto delle effettive potenzialità di questo materiale culturale, dal momento che in un video gioco si ha la possibilità di crescere, cambiare ed interagire, ho voluto e cercato di raccontarlo combinandolo all’aspro e duro momento che stiamo vivendo.”

Youtopia diretto da Berardo Carboni altro non è che il crudo e concreto ritratto del dilagante e desolante spaccato di vita, in cui ognuno va alla ricerca di quella lontana, irraggiungibile, terra chiamata felicità che possa spazzar via drammi, più o meno plausibili, dei quali si è vittime. Insoddisfazioni verso cui non sempre si hanno i mezzi e la volontà per reagire, e che affonda prepotentemente le sue radici nel fittizio, colmo di insidie, universo irreale del web, unico apparente luogo in cui potersi rifugiare sentendosi, se pur qualche misero attimo, al sicuro tornando a sognare e respirare, immaginando e credendo che tutto possa cambiare e realizzarsi.

Ma il più delle volte la fiaba si trasforma in un incubo ancor peggiore, causa una condizione reale opprimente a cui è impossibile sfuggire, come la diciottenne protagonista Matilde, figura chiave dell’intera pellicola, la quale oltre ad avere tutto ciò che desidera attraverso i viaggi fantastici nella piattaforma del gioco Landing trova una scorciatoia per ottenere facili guadagni vendendo il proprio corpo spogliandosi davanti alla webcam.

Il degradante siparietto in seguito coinvolgerà, suo malgrado, anche la madre Laura dipendente palesemente dall’alcool, con la speranza di far fronte ai gravi problemi economici che rischiano di far perdere loro la casa, evidenziando, di conseguenza, lo stato di totale smarrimento e solitudine di due donne prive di una figura maschile guida rassicurante e ferma, e che spingerà e costringerà la giovane a compiere il gesto estremo di mettere all’asta la propria verginità.

A vincere questa degradante competizione online sarà Ernesto (Alessandro Haber), farmacista di 60 anni con la mania del possesso, avvezzo a tradire costantemente la moglie con volgari prostitute, la cui arroganza e convinzione assoluta di poter compare qualsiasi lui voglia, si scontrerà inaspettatamente con il ritrovato orgoglio materno di Laura, per un finale scioccante profondamente significativo.

La delicata tematica affrontata nella pellicola è accuratamente sottolineata dal tratto grottesco e cupo di una rappresentazione scenica narrativa sentita in grado di trasmettere e far percepire i sentimenti di intima inquietudine e sofferenza del notevole impatto emotivo della storia, un vortice di rassegnazione e speranze che scuote gli animi e le coscienze con incisiva determinazione, ponendo il faro su una situazione tristemente comune al giorno d’oggi, che vede cadere nella trappola della squallida rete della mercificazione adolescenti entusiaste e piene di un incomprensibile sicurezza suscitata dalla non adeguata considerazione del proprio essere.

Ad incarnare perfettamente Matilde, Matilda De Angelis, presente all’incontro avvenuto in occasione della proiezione stampa, assieme al regista e Donatella Finocchiaro interprete della mamma.

“Sicuramente per Matilde il virtuale è una via di fuga dall’inferno in cui vive, ma nello stesso tempo questo costituisce un modo attraverso cui instaurare una nuova scala di valori, priorità e rete di rapporti interpersonali che in qualche maniera la aiutano a confrontarsi e risolvere i conflitti interni ed esterni relativi alla realtà in cui è prigioniera. E’ un confine labile e sottile, nella quale è immersa vivendo attraverso questa sorta di sdoppiamento di personalità, un utopia nel quale i sentimenti acquistano man mano concretezza e profondità.”

Youtopia è un’opera il cui obiettivo è quello di invitare a riflettere ed analizzare individualmente lo spettatore, smettendo di voltare le spalle ad una vicenda dai cruenti ed inevitabili risvolti, nelle sale dal 25 aprile.

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