La recensione di: White Noise, il film di Noah Baumbach apertura della 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Il regista candidato all’Oscar Noah Baumbach, dopo il successo di Storia di un Matrimonio, presentato in anteprima alla 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha aperto la 79esima edizione del festival con White Noise. Il film, prodotto da Netflix, si ispira al romanzo omonimo di Don DeLillo del 1985 e segna il primo adattamento cinematografico del regista, che in passato ha costruito la sua carriera su opere originali. White Noise segna il ritorno di Baumbach alle tematiche esistenziali che esplorano la morte, la vita e l’amore, ma lo fa in un contesto più ampio, riflettendo sull’incertezza e le paure universali della società contemporanea.
In Storia di un Matrimonio, Baumbach aveva esplorato la fine di un matrimonio con un’intensità cruda e realistica, mettendo a nudo le emozioni, i rancori e le sofferenze. In White Noise, invece, l’attenzione si sposta su una famiglia americana alle prese non solo con le difficoltà quotidiane, ma anche con le complesse riflessioni sulla vita, la morte e l’inesorabile paura di quest’ultima in un mondo sempre più incerto.
Baumbach, che ha letto il romanzo di DeLillo poco dopo la sua pubblicazione, ha descritto questa lettura come un’esperienza formativa. Il libro gli è sembrato non solo un’opera fresca e introspettiva, ma anche particolarmente pertinente con il periodo storico che stava vivendo, coincidente con l’inizio della pandemia. Il regista ha suddiviso il film in tre atti, ciascuno con un titolo emblematico: Waves and Radiation, The Airborne Toxic Event e Dilarama, sviluppando con sarcasmo e humor i temi del consumismo, della pubblicità, della guerra, della moralità, dell’isteria di massa e, naturalmente, della morte.
White Noise è una satira del mondo contemporaneo, in particolare del consumismo e della società dell’informazione, e della sua incessante ricerca di risposte a domande esistenziali. Baumbach ha commentato la sua lettura del romanzo dicendo che “la rilettura del libro è avvenuta proprio all’inizio della pandemia e mi ha colpito quanto fosse pertinente con il momento storico che stavamo vivendo”. La sua intenzione, quindi, è stata quella di trasferire la satira di DeLillo nella sua “lingua”, per esplorare la visione del mondo dell’autore con uno sguardo critico, ma anche ironico.
Il film, purtroppo, a volte risulta lento e distante emotivamente. Nonostante le sue tematiche universali siano incredibilmente attuali e possano facilmente riflettere la società di qualsiasi epoca, il ritmo della narrazione e l’accumulo di informazioni talvolta impediscono una connessione empatica con i personaggi. Questo è un peccato, soprattutto considerando la forza della performance di Adam Driver, protagonista indiscusso del film.
Driver, durante un incontro stampa, ha commentato il suo personaggio, rivelando che è stato un lavoro estremamente teatrale, molto simile a quello che si fa in un ambiente teatrale. “Abbiamo lavorato molto attorno a un tavolo, e il processo è stato simile a quello teatrale, solo condensato”. La sua trasformazione fisica è stata un altro aspetto interessante: “Abbiamo deciso che doveva essere un po’ calvo, e i truccatori hanno fatto un lavoro fantastico”, ha spiegato, aggiungendo che, sebbene fosse stato dotato di una pancia finta, ha comunque dovuto ingrassare per il ruolo.
Anche Greta Gerwig, co-protagonista e compagna di Baumbach, ha parlato della sua esperienza con il film e con il romanzo. “Mi sono resa conto della qualità particolare del linguaggio del libro, della sua capacità emozionale che ci spinge ad ascoltare e a leggere ad alta voce”, ha detto, spiegando che, sebbene i personaggi nel romanzo fossero figure astratte, durante le prove si sono trasformati in persone reali, diventando più “umani” grazie al dialogo e alla preparazione.
Una delle tematiche centrali del film è l’influenza dei media, che alimentano la paura della morte e della perdita. In un mondo dove la quantità di informazioni è infinita e confusa, la società sembra sempre più incapace di distinguere tra ciò che è reale e ciò che è falso. I personaggi del film, immersi in questo flusso incessante di dati, cercano di dare un senso alla loro vita, ma la paura della morte rimane sempre presente, come un’ombra che non può essere allontanata.
Baumbach ha spiegato che uno degli aspetti principali di White Noise è proprio il modo in cui la società crea rituali per “rimandare” il pericolo della morte, ma alla fine la morte arriva comunque, e la gente non sa come reagire. “Il film tratta del modo in cui creiamo rituali che ci permettono di rimandare il pericolo, ma la morte arriva e noi non sappiamo come affrontarla”, ha detto il regista, riflettendo sull’ironia di come, nonostante il flusso di informazioni, siamo ancora così impotenti di fronte all’inevitabilità della morte.
Sul piano visivo e sonoro, Baumbach ha tratto ispirazione dal libro per creare una sinergia tra immagini e suoni che rispecchiano il “rumore bianco” del titolo, cioè la sovrabbondanza di stimoli che ci circondano. La scelta di girare in 35 mm, come nei film degli anni ’80 che hanno influenzato il regista, ha permesso di enfatizzare un’estetica visiva che si restringe e si allarga, creando un effetto simile a quello di una mente che cerca di concentrarsi tra i mille suoni che la circondano.
In conclusione, White Noise è un film audace e satirico, ricco di spunti di riflessione sulla società moderna, ma a volte lento e complesso, che potrebbe limitare l’immedesimazione emotiva con la storia. La straordinaria performance di Adam Driver e la regia ricca di dettagli sono indubbiamente i punti di forza del film, ma la sua densità narrativa e il tono distaccato potrebbero lasciare alcuni spettatori alla ricerca di una connessione più profonda con i personaggi e le loro vicende.
Prodotto da Noah Baumbach, David Heyman e Uri Singer, il film vanta anche le interpretazioni di Don Cheadle, Raffey Cassidy, Sam Nivola, May Nivola, Lars Eidinger, Andre Benjamin e Jodie Turner-Smith.
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Emanuela Giuliani
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