Nelle sale italiane dal 3 aprile: Th Last Showgirl, il diretto da Gia Coppola con un’assolutamente inedita Pamela Anderson.
Arriva nelle sale italiane il 3 aprile, distribuito da Be Water Film in collaborazione con Medusa Film, The Last Showgirl, il film diretto da Gia Coppola, figlia di Gian-Carlo Coppola e nipote del celebre regista Francis Ford Coppola, con protagonista un’inedita Pamela Anderson.
Entrata nell’immaginario collettivo come sex symbol grazie al ruolo di C.J. Parker nella serie televisiva Baywatch (1992-1997), qualche anno più tardi finì sulle prime pagine di tutte le riviste di gossip per la sua turbolenta relazione con il batterista dei Mötley Crüe Tommy Lee, e in particolare a causa di un video hard, a loro sottratto e diffuso online, che li ritraeva in atteggiamenti estremamente espliciti durante la loro prima notte di nozze. Scandalo e storia questi, tra l’altro raccontati nella serie di successo Disney+ Pam & Tommy.
Una vita e carriera quella di Pamela Anderson quindi piuttosto ‘irrequieta’, se così si può definire, che l’ha vista costantemente confrontarsi soprattutto con l’immagine che altri hanno costruito, le hanno fatto indossare, alla quale lei si è dovuta adeguare.
Una figura di eccessi e trasgressioni che non l’ha mai abbandonata e che ora grazie a una straordinaria, toccante e rivoluzionaria performance che ha stupito pubblico e critica in The Last Showgirl, forse è riuscita a lasciarsi alle spalle. Interpretazione che le è valsa una nomination ai Golden Globe 2025 come Miglior Attrice in un film drammatico, e che ha confermato la potenza della sua trasformazione artistica e soprattutto interiore, che allontana per l’appunto quell’aspetto spinto, superficiale e provocatorio, che oramai le si era letteralmente incollato sulla pelle.
In The Last Showgirl, Pamela Anderson veste i panni di Shelly, una showgirl simbolo di Las Vegas che, dopo trent’anni di carriera, si ritrova, assieme alle sue colleghe, improvvisamente senza il suo storico spettacolo poiché chiuso bruscamente. Costretta a reinventarsi, Shelly si ritroverà ad affrontare le scelte del passato e costruire un nuovo futuro.
The Last Showgirl, un film autentico e coraggioso
In un viaggio emotivo pieno di sfide che esplora l’instabilità del successo, l’inesorabile passare del tempo e la necessità di riscoprirsi, in The Last Showgirl Pamela Anderson non si limita semplicemente a vestire i panni di un personaggio, bensì si mette a nudo con un’intensità rara e disarmante. Un percorso intimo e profondo che si fonde con la sua vita e intreccia l’ascesa, il declino, le luci, le ombre del successo, e il silenzio di un ritiro forzato e doloroso. Una scelta quella di mostrarsi senza filtri, senza il velo lezioso che per anni ha avvolto la sua immagine pubblica, che rende il film autentico e coraggioso.
Pamela Anderson, con trasparenza e vulnerabilità, si espone quindi al pubblico senza maschere, lasciando emergere non solo i rari momenti di trionfo, bensì soprattutto le fragilità recondite, le difficoltà dell’essere madre, donna, artista, le cadute, le sconfitte e le solitudini che hanno segnato il suo cammino. Ogni lacrima, esitazione e silenzio diventano parte di una confessione sincera, che oltrepassando il confine della rappresentazione cinematografica si trasformarsi in un atto di verità.
Emozioni e sentimenti che la regia di Gia Coppola, al suo terzo lungometraggio dopo Palo Alto del 2013, suo esordio dietro la macchina da presa, e Nessuno di Speciale del 2020, entrambi presentati nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia, dei rispettivi anni di uscita, sottolinea dando alla narrazione quel tocco delicato e malinconico in grado di catturare ogni sfumatura dell’anima della protagonista.
Luci e innanzitutto ombre di una vita vissuta nell’eccesso, colte con estrema attenzione inoltre dalla fotografia di Autunm Durald, che alle sfavillanti atmosfere di Las Vegas alterna istanti di toccante introspezione, creando così un contrasto visivo che ne valorizza la complessità. Riflessioni e sconfortanti analisi d’animo in cui a giocare un ruolo fondamentale è anche la colonna sonora, che con sensibilità accompagna le vicende di Shelly amplificandone e rafforzandone l’empatia.
Musiche la cui potenza evocativa rappresenta un po’ la ciliegina sulla torta nella storia di Pamela Anderson, e di cui fa parte anche il brano originale Beautiful That Way, cantata dalla superstar del pop Miley Cyrus, prodotta dal candidato Oscar® Andrew Wyatt, scritta da Wyatt, Cyrus e Lykke Li, e nominata come Miglior Canzone ai Golden Globe 2025.
The Last Showgirl è un racconto che va oltre la superficie immergendosi nella complessità di una star che ha affrontato ostacoli e pregiudizi, e che ora ha deciso di mostrare la donna che, oscurata dalla fama e dal glamour, ha lottato contro le aspettative del pubblico e dell’industria, superando i momenti di crisi per rinascere. Una lotta che induce a riflettere sulla tendenza della società a relegare le persone in ruoli precostituiti, senza concedere loro lo spazio e la libertà di esprimersi, sbagliare e scegliere.
Un film che si distingue quindi per la sua onestà con una storia che non celebra una carriera, bensì racconta la resilienza l’evoluzione e l’accettazione dei cambiamenti. Un film che ha dato l’opportunità alla Anderson di dimostrare che la sua forza non risiede solo nella sua immagine iconica, ma nel suo rivelare la propria debolezza affiancata da un cast di eccezione che l’ha sostenuta e valorizzata.
Dal premio Oscar® Jamie Lee Curtis, straordinaria nei panni della migliore amica di Shelly, a Dave Bautista, il quale si distacca dai ruoli scanzonati da lui finora interpretati dando prova di saper e poter vestire i panni di personaggi più sensibili e complessi, ogni interprete contribuisce a rendere l’opera unica. Curtis, con la sua esperienza e versatilità, porta sullo schermo un ulteriore veridicità, mentre Bautista, noto per il suo aspetto imponente, dimostra una sorprendente profondità emotiva, regalando al pubblico una nuova dimensione del suo talento attoriale. Non possiamo poi non citare Brenda Song, Kiernan Shipka e Billie Lourd, che dà vita alla figlia di Shelly evidenziando il turbolento legame con la madre. Attori ognuno il quale ha donato autenticità a un’opera sincera e capace di lasciare un segno che si fa anche riflessione profonda sulle relazioni umane, l’amicizia e la famiglia.
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Emanuela Giuliani
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