Presentato in anteprima mondiale il 31 agosto 2022, alla 79esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in Concorso nella Selezione Ufficiale, TÁR di Todd Field si è subito rivelato come un’opera cinematografica densa di riflessioni sulla natura mutevole del potere, sulla sua durata e sulle implicazioni sociali legate al movimento #MeToo. Un film che mette al centro della scena la figura di Lydia Tár, un personaggio fittizio, ma emblematico, interpretato da una magistrale Cate Blanchett.
Ambientato nel mondo della musica classica, TÁR racconta la vita della protagonista, Lydia Tár, una delle compositrici e direttrici d’orchestra più celebri al mondo, nonché la prima donna a dirigere un’importante orchestra tedesca. Al culmine della sua carriera, con la presentazione di un libro e l’attesa esibizione della Quinta Sinfonia di Mahler, Lydia si trova a fronteggiare una serie di eventi che segneranno un profondo cambiamento nella sua vita. L’intreccio delle sue ambizioni, le sue difficoltà e il suo passato la condurranno a un doloroso esame del potere che esercita su se stessa e sugli altri, e sulla sua fragilità nel contesto di una società moderna che fatica ad accettare certi cambiamenti.
Todd Field ha scritto il film pensando specificamente a Cate Blanchett, che ha interpretato un ruolo che sfida le convenzioni e scava nelle pieghe più nascoste della psicologia umana. “Ho trascorso diversi mesi con lei, anche quando lei non lo sapeva”, ha dichiarato il regista durante la conferenza stampa, rivelando come la preparazione del film sia stata un processo intimo e lungo, con una particolare attenzione ai dettagli psicologici del personaggio. Il film si concentra su un arco temporale ristretto – solo tre settimane della vita di Lydia – e in quel breve lasso di tempo vengono condensati numerosi cambiamenti, scelte difficili e interazioni che rivelano la fragilità del suo potere e della sua posizione.
Cate Blanchett ha spiegato che la chiave del suo personaggio risiede nel conflitto interiore di Lydia: una donna al vertice, ma consapevole che ogni successo è effimero, pronta a cedere alla tentazione di rivedere se stessa e le proprie scelte. “Lydia è una figura di contraddizioni”, ha dichiarato l’attrice. “Un’artista in cima al suo monte Olimpo, ma come essere umano sa che il passo successivo la porterà in basso.” Il lavoro con Todd Field, ha aggiunto Blanchett, ha permesso di esplorare le molteplici sfaccettature della sua personalità, evidenziando l’evoluzione di una figura complessa, un essere umano che è anche l’incarnazione di un sistema. “Il film è sulla trasformazione”, ha sottolineato l’attrice, “ma ciò che non cambia mai è che lei non sa più chi è.”
L’elemento del genere e della sessualità, che è presente nel film, è trattato con discrezione e senza mai essere il fulcro della narrazione. La Blanchett ha commentato che non era mai stato pensato che la sessualità di Lydia fosse un aspetto centrale del personaggio, ma piuttosto una componente che si inserisce organicamente in un ritratto umano complesso. Il film esplora la sua identità, ma non si riduce mai a un tema identitario, puntando invece su una rappresentazione universale del personaggio.
La narrazione del film, tuttavia, presenta delle difficoltà. Nonostante la performance straordinaria di Cate Blanchett e una regia impeccabile, TÁR è penalizzato da una trama che può risultare lenta e ponderata, al punto da compromettere la connessione empatica con il personaggio principale. La riflessione sul potere, sul cambiamento e sul #MeToo è profonda, ma il ritmo rallenta l’immedesimazione, rischiando di allontanare lo spettatore, soprattutto quelli in cerca di un film più dinamico.
Lydia Tár, purtroppo, non è solo una donna al vertice della sua carriera, ma anche un simbolo di come il potere e le sue storture possano abbattere anche le figure più elevate. Questo aspetto, però, viene esplorato con una lentezza che non rende giustizia alla potenza del tema trattato. Nonostante ciò, il film rimane un’opera affascinante, che invita alla riflessione sulla natura effimera della fama e sul fragile equilibrio tra successo e caduta.
TÁR, distribuito in Italia da Universal Pictures International Italy a febbraio 2023, è un film che merita di essere visto, ma che può dividere il pubblico. Un’opera da ammirare, ma che richiede pazienza e una certa disponibilità a confrontarsi con la complessità dei suoi temi.
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Emanuela Giuliani
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