La recensione di Oppenheimer, il capolavoro diretto da Christopher Nolan con protagonisti Cillian Murphy e Robert Downey Jr.
Christopher Nolan ha raggiunto l’apice della sua carriera con Oppenheimer, un film che si impone come un capolavoro cinematografico e una pietra miliare nella storia del cinema. Il racconto della creazione della bomba atomica viene reso con una potenza visiva e narrativa straordinaria, culminando in una scena dell’esplosione che sta facendo scuola, essendo stata realizzata senza l’uso della CGI.
L’abilità di Nolan nel rendere dinamico un tema potenzialmente ostico è uno dei maggiori punti di forza del film. A differenza di “Interstellar”, in cui alcune spiegazioni scientifiche risultavano complesse e talvolta pesanti, “Oppenheimer” riesce a mantenere un ritmo serrato e coinvolgente, evitando inutili digressioni. Questo risultato è reso possibile anche grazie a un cast di altissimo livello, con performance che elevano ulteriormente la qualità della pellicola: Robert Downey Jr., Cillian Murphy, Emily Blunt e Florence Pugh offrono interpretazioni straordinarie, donando profondità e intensità ai loro personaggi.
Oppenheimer, Un’opera destinata a entrare nella storia del cinema
Il film sta accumulando una lunga serie di riconoscimenti, e con ogni probabilità sarà il protagonista della 96esima edizione degli Oscar. Tra i premi più attesi, quello per il miglior attore non protagonista a Robert Downey Jr., il quale, interpretando Lewis Strauss, ha dimostrato una versatilità che va oltre l’iconico ruolo di Iron Man. Il suo personaggio è complesso, ambiguo, capace di generare tensione e conflitto, contrapponendosi a un Cillian Murphy che ha incarnato magistralmente J. Robert Oppenheimer, l’uomo che ha vissuto il tormento di aver dato al mondo l’arma più devastante della storia.
Il percorso emotivo di Oppenheimer è reso con una profondità straordinaria: si percepisce la sua lotta interiore tra la passione scientifica e la consapevolezza delle conseguenze della sua creazione. Il film mostra il suo orgoglio nel successo dell’esperimento, ma anche la devastazione interiore quando prende coscienza delle sofferenze che ne derivano. La contrapposizione tra il plauso del pubblico americano e le allucinazioni che lo tormentano, con visioni di vittime dilaniate dalla bomba, è uno dei momenti più toccanti della pellicola.
Un altro aspetto che rende Oppenheimer un’opera d’arte è la fotografia curata con maestria. L’alternanza tra bianco e nero e colori non è solo un espediente estetico, ma un elemento narrativo essenziale che separa e collega i diversi momenti della storia. Nolan utilizza il contrasto visivo per rappresentare le due anime del film: la fissione, incarnata da Strauss, e la fusione, rappresentata da Oppenheimer, suggerendo che l’uno non potrebbe esistere senza l’altro. Questa metafora si riflette anche nei loro percorsi di vita, con Strauss che cerca di distruggere Oppenheimer proprio come la fissione atomica separa un nucleo per generare energia, mentre Oppenheimer rappresenta la fusione della conoscenza scientifica con le implicazioni morali delle sue scoperte.
La scena dell’esplosione della bomba è il culmine tecnico e narrativo del film. Nolan ha dichiarato che per realizzarla ha utilizzato esclusivamente effetti pratici, con un minimo di intervento CGI per rifinire il risultato finale. L’impatto di questa sequenza è amplificato da un uso magistrale del sonoro, che gioca un ruolo cruciale nel film. Il silenzio improvviso prima della deflagrazione, seguito dalla potenza distruttiva del suono, è un momento che lascia senza fiato e dimostra quanto la colonna sonora di Ludwig Göransson sia perfettamente integrata con la narrazione. Il sound design, inoltre, riflette lo stato mentale del protagonista, con momenti di caos sonoro alternati a silenzi assordanti che enfatizzano il suo conflitto interiore.
Oppenheimer, un monito contro la guerra nucleare
Oppenheimer non è un film che celebra la vittoria americana nella Seconda Guerra Mondiale, ma piuttosto un monito contro l’uso indiscriminato delle armi nucleari. La scena della conversazione tra Oppenheimer ed Einstein, che ritorna nel finale, evidenzia quanto il film sia attuale, nonostante tratti eventi di ottant’anni fa. Il pericolo delle armi nucleari è ancora oggi una minaccia concreta, e Nolan riesce a trasmettere questo messaggio con una potenza che solo il grande cinema può raggiungere. Il confronto con Einstein assume un significato profetico, con un Oppenheimer ormai consapevole delle conseguenze del suo operato, in un mondo che sembra ignorare le lezioni della storia.
Grazie alla sua capacità di raccontare una storia complessa con un approccio visivo e narrativo coinvolgente, Christopher Nolan ha firmato un’opera destinata a lasciare un segno indelebile nella storia del cinema. Con la stagione dei premi cinematografici in pieno svolgimento, Oppenheimer si avvia a diventare uno dei più grandi trionfatori degli Oscar, consolidando il suo status di capolavoro assoluto. Il film, oltre ad essere un biopic su un uomo straordinario, è anche una riflessione sul peso della conoscenza e sulla responsabilità morale della scienza, temi che lo rendono un’opera universale e di grande rilevanza contemporanea.
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Emanuela Giuliani
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