In occasione dell’arrivo su Sky Valeria Golino ha presentato alla stampa la serie da lei diretta. L’Arte della Gioia.
Presentata in anteprima mondiale allo scorso 77esimo Festival di Cannes, arrivato in sala in due parti la scorsa estate, la miniserie in 6 puntate L’Arte della Gioia, tratta dall’omonimo romanzo di Goliarda Sapienza, rifiutato per tanto tempo dalle case editrici italiane per raggiungere il successo all’estero, arriva finalmente in esclusiva su Sky e in streaming su NOW il 28 febbraio.
E proprio in occasione del debutto in streaming, Valeria Golino, co-sceneggiatrice assieme a Luca Infascelli, Francesca Marciano, Valia Santella e Stefano Sardo, ha presentato alla stampa romana l’importante progetto.
“Quando abbiamo deciso di trasportare la letteratura di Goliarda sullo schermo. La mia intenzione era quella di farne un film. Ci abbiamo lavorato per parecchi mesi senza però riuscire a trovare una quadra dal momento che il libro è tantissime cose, e la disobbedienza di Modesta, di questo personaggio, è anche la disobbedienza sia letteraria che dei contenuti di Goliarda Sapienza”, svela Valeria Golino.
“Non riuscivamo a fare qualcosa che avesse un senso compiuto, nel poco tempo offerto da un film, e così abbiamo deciso di realizzare una serie, in modo da poter dare a questo complesso racconto fluviale pieno di continue contraddizioni, sia dal punto di vista letterario che nelle intenzioni del personaggio principale e di tutti gli altri, molto complesso, per l’appunto un senso. Ero molto spaventata. Ci abbiamo messo oltre due anni, interfacciandoci anche con Sky che di serie ne ha già fatte tante e conosce anche le regole non dette di come si rende un racconto fruibile in televisione. Ho imparato tantissime cose facendolo più che sapendolo fare già da prima”, spiega la Golino. “Ho fatto da cavia e il libro ha fatto da cavia a tutti noi, ci abbiamo messo tutta l’attenzione, la passione e anche le contraddizioni nostre personali per riuscire a fare qualcosa che fosse non solo un racconto di fatti che succedono, ma un racconto esistenziale. E’ stato veramente in lavoro collettivo come sempre è il cinema e in questo caso, in questo mio terzo progetto, ho sentito particolarmente l’importanza di tutti i miei collaboratori”.
In merito alle difficoltà nell’adattare il romanzo gli sceneggiatori hanno detto: “Una delle difficoltà per noi è stato capire come utilizzare tutto il materiale del romanzo senza la voce di Goliarda, dal momento che si toglie la sua voce resta un materiale ricco di topos pericolosi. Ci siamo chiesti come poter usare quel materiale basico mantenendo un livello di linguaggio cinematografico in grado di dare profondità ai vari strati che costituiscono i personaggi, e che venivano fuori dal racconto e dai temi trattati. Poi abbiamo trovato un istinto che ci ha permesso di seguire quel pensiero e fare questa permeabilità”.
Prodotta da Sky Studios e da Viola Prestieri per HT Film, L’Arte della Gioia racconta la drammatica e avventurosa storia di Modesta, una ragazza orfana della Sicilia rurale di inizio ‘900 che scopre la sessualità e il desiderio di una vita migliore di quella che ha sempre avuto, che la porterà a lottare per la sua emancipazione e la sua felicità, sbaragliando le leggi dei padroni che hanno già scritto il suo posto nel mondo.
Viola Prestieri produttrice per HT Film parlando della genesi del progetto ha dichiarato: “Mi sono appassionata al romanzo e sono stata incuriosita dal fatto che fosse di Goliarda Sapienza, la quale è stata la mia insegnante al centro sperimentale. Poi ho scoperto che anche Valeria era legata a Goliarda, e sentire parlare di tutta questa scabrosità mi fa sorridere, dal momento che ne romanzo ci fosse stato Modesto e non Modesta, non avrebbe creato alcuna polemica. Non siamo stati i primi ad aver provato ad adattare questo libro, e penso che grazie a Sky è diventato possibile. Da subito Sky per me e per Valeria, ci è sembrata la casa giusta per L’Arte della Gioia”.
Emanuele Marchese Head of Content Coordination & Development Sky Studios afferma: “Le storie che cerchiamo di raccontare nelle nostre serie devono avere una visione, e quando è arrivata sul nostro tavolo la proposta della serie, non era solo L’arte della Gioia, non era solo Goliarda Sapienza, conoscevamo il romanzo, la sua potenza e la sua difficoltà, era L’Arte della Gioia visto da Valeria Golino. La sua visione che ha reso possibile una serie televisiva, un racconto appassionante, e potevamo farla solo con lei, perché lei è arrivata con le risposte ad alcune delle domande che noi avevamo. Valeria aveva una direzione, e il lavoro collettivo di sviluppo, di shooting, di montaggio ha portato a un risultato veramente incredibile. Questo è l’obiettivo di Sky Studios, avere sempre una visione unica che in questo caso era quella di Valeria”.
Infine Antonella d’Errico, Executive Vice President Content Sky Italia: “La storia de L’Arte della gioia ha le caratteristiche di libertà, coraggio e autodeterminazione femminile di cui c’è ancora bisogno. L’Arte della Gioia ha delle caratteristiche che la rendono profondamente cinematografica, e questo è un tratto distintivo della serialità di Sky, sia per il modo in cui è girata, sia per il libro da cui proviene, e sia perché è stato diretto e co-sceneggiato da Valeria. Il suo percorso dopo Cannes era assolutamente nelle sale, tra l’altro in due settimane ha incassato 700.000 euro, quindi ha appassionato tantissime persone che sono rimaste assolutamente intrigate da questa storia, anche coloro che non conoscevano Goliarda Sapienza. Per noi è decisamente molto importante e penso che sia una di quelle rare opere che non tradiscono il libro, hai voglia di guardare subito l’episodio successivo perché è irresistibile. Si rivolge alle donne ma non solo perché è una storia importante per tutti”.
Tecla Insolia interprete della protagonista Modesta ha speigato: “Probabilmente quello che ho portato di mio da diciottenne è stata un pò di incoscienza, ma allo stesso tempo la consapevolezza di trovarmi in un ambiente creativo estremamente stimolante, e il risultato è la collettività che ha dato a questa serie quel valore in più ed è bellissimo che si riesca a percepire. Io parlo per esperienza personale ma credo che sia una cosa possano condividere tutti i miei colleghi e colleghe, ricordiamo il periodo delle riprese come una bolla temporale dove poteva succedere di tutto, e noi eravamo liberi di fare tutto consapevoli di avere il filtro dello sguardo di Valeria che era tutti i personaggi oltre ad essere una straordinaria regista e attrice meravigliosa.
Penso che sia stato fondamentale avere Valeria alla regia di questa storia e mi emoziona da sempre ricordare le cose che Valeria mi raccontava del suo trascorso con Goliarda, la quale scriveva questo romanzo probabilmente guardando lei. Ci sono una serie di connessioni che non riesco a percepire come casualità in questa storia e in tutto il periodo delle riprese. Mi rendo conto di essere stata inserita in un meccanismo tanto organico da risultare naturale. È stato difficile Modesta è un personaggio complesso che si muove sugli eccessi, è un regalo meraviglioso perché probabilmente è il personaggio dei sogni di ogni attrice e di ogni attore. Sentivo la responsabilità che in qualche modo ha trovato la sua forma ed è stata plasmata dall’ambiente da cui ero circondata”.
“Il mio personaggio non ha una sete di conoscenza fine a se stessa, ma è una conoscenza che passa dall’esperienza che è la fonte maggiore per tutti noi, di incontro e di sapienza”, dice Jasmine Trinca. “Secondo me non è un caso che Madre Leonora in uno scambio litigioso con Modesta le dica tu non appartieni a questo posto, non appartieni a questa scatola che è il posto dove ci mettono. Leonora infatti è stata messa dentro un Convento e lei in qualche modo consegna la libertà, che è anche il racconto che fa Valeria in questa serie, a questa ragazza e le dice torna nel mondo. Soltanto con questa fame del mondo che Modesta educa tutte noi, forse si arriverà a una forma di conoscenza, e se non è conoscenza sarà stata gioia e in questo senso è anche interessante come Valeria da attrice e da donna racconta il desiderio femminile e il corpo. Un corpo che non viene solo attraversato e subisce, ma che si afferma in maniera feroce e gioiosa. Inoltre il modo in cui filma il sesso Valeria non è mai compiaciuto ma è con piacere”.
L’Arte della Gioia è interpretata anche da: Alma Noce (Brado, La ragazza ha volato, Gli anni più belli) nei panni di Beatrice, la più giovane della famiglia Brandiforti; Giovanni Bagnasco (Finalmente l’alba) in quelli di Ippolito, figlio di Gaia e unico vero erede dei Brandiforti; e Giuseppe Spata (La mafia uccide solo d’estate – Parte II, La mossa del cavallo – C’era una volta Vigata, Tutta colpa di Freud) che interpreta Rocco, autista dei Brandiforti.
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Emanuela Giuliani