The Happy Prince – L’ultimo ritratto di Oscar Wilde di Rupert Everett

Un immagine concreta, nuda e cruda, priva di qualsiasi filtro patinato, che da sempre avvolge l’imponente genialità di Oscar Wilde, nell’intimo, sensibile e curato racconto, offerta da Rupert Everett, nella pellicola da lui scritta, diretta ed interpretata: The Happy Prince – L’ultimo ritratto di Oscar Wilde, dall’affascinante atmosfera fumosa parigina, il cui caratteristico tratto teatrale, riflette la personalità ed il fare dell’artista, un tempo, più famoso di Londra, il quale ha richiesto un grande e attento lavoro, di ricerca e studio.

Io sono Tempesta di Daniele Luchetti

Arriverà nelle sale il 12 aprile, la commedia, dal pungente sarcasmo, diretta da Daniele Luchetti: Io sono Tempesta, con protagonisti, i sempre impeccabili, Marco Giallini ed Elio Germano, rispettivamente il primo nella parte dell’uomo d’affari, privo di scrupoli, Numa Tempesta, condannato a scontare la pena relativa ad una vecchia condanna per evasione fiscale, in un istituto di accoglienza, il secondo nell’intraprendente senza tetto Bruno, ragazzo padre finito in rovina in seguito ad un tracollo economico, entrambi caricature di personalità specchio dell’attuale società, accomunati da una particolare e spiccata nota comica amorale e cinica, fil rouge dell’intero racconto.

Il Prigioniero Coreano di Kim Ki – duk

Una dura analisi quella mostrata dal noto regista orientale Kim Ki- duk, nel: Il Prigioniero Coreano, una rappresentazione nuda e cruda del confronto, infinito tira e molla, tra le due ideologie socio-politiche, che divide la Corea, il quale non prevede vincitori, bensì l’esclusiva supremazia di entrambe sull’essere umano, che ne inibisce la volontà, umiliandola fino al completo annientamento, in modo da poterla plasmare, e manipolare, a proprio piacimento, celando la concreta indole dittatoriale, attraverso la falsa maschera di un ipocrita correttezza, di giustizia e libertà.

A Quiet Place: Un posto tranquillo di John Krasinski

A dominare egregiamente, la scena, nell’intenso horror thriller diretto da John Krasinski, al suo terzo lungometraggio, del quale è anche sceneggiatore e interprete, : A Quiet Place – Un posto tranquillo, in cui dirige per la prima volta la moglie, Emily Blunt, è il costante angoscioso silenzio, in cui una famiglia è costretta a vivere, evitando di produrre qualsiasi suono, rumore e vibrazione, che possa richiamare, e scatenare, l’ira famelica delle terrificanti creature tutto orecchie, ben nascosti nella radura, che popolano l’ipotetico scenario, dall’ambientazione contemporanea, completamente desolato e devastato da quest’ultimi.

Il Mistero di Donald C. di James Marsh

Il regista James Marsh, dopo aver diretto il premiato agli Oscar: La Teoria del Tutto, racconta ne: Il Mistero di Donald C., la vera avventura di Donald Crowhurst, velista dilettante che tentò di circumnavigare il globo in solitaria, senza alcuna sosta, passando attraverso i tre grandi capi di: Buona Speranza, Leeuwin e Horn, partecipando all’impresa organizzata e sponsorizzata dal Sundey Times, nel 1968 in Gran Bretagna.

Bob & Marys-Criminali a Domicilio di Francesco Prisco

Il regista Francesco Prisco, ispirandosi ad una vicenda realmente accaduta, dirige: Bob & Marys –  Criminali a Domicilio, commedia che ruota attorno alla pratica criminale denominata: “Accùppatura”,  seconda la quale una normale, ed anonima, famiglia, è costretta a custodire in casa, per un periodo di tempo più o meno lungo, malgrado la propria volontà, della merce illecita, appartenente ad un gruppo di malavitosi locali, senza la minima possibilità di reagire, causa le possibili ritorsioni da parte di quest’ultimi, ed il rischio di essere accusati di complicità e favoreggiamento dalla legge.

Succede: Incontro Stampa

Francesca Mazzoleni, nella sua opera prima, affronta le problematiche adolescenziali  realizzando la pellicola: Succede, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo best seller, non autobiografico, di Sofia Viscardi.

Un diario nel quale emozioni e sentimenti, vissuti e provati dalla sedicenne Meg, prendono vita, ed intrecciandosi con quelli dei suoi tre amici Tom, Olly e Sam, raccontano e mostrano i turbolenti, obbligatori, passaggi da superare per poter raggiungere la maturità. Quattro percorsi che si incrociano, accumunati dalle stesse tipiche insicurezze  e voglia di raggiungere i propri sogni, in cui ad emergere è il noto e dilagante dominio dei social, con tutti gli inganni, le illusioni ed i fraintendimenti che questo racchiude, i quali, spesso, non concedono, ed offrono, chiarimenti e soluzioni.

Nella Tana dei Lupi di Christian Gudegast

Ray Merrimen (Pablo Schreiber) a capo della banda di criminali, affiancato da Enson Levoux (Curtis “50” Cent), Bosco Ostroman (Evan Jones) e Donnie Wilson (O’Shea Jackson JR), si prepara al colpo della sua  vita, pianificando nei minimi dettagli la rapina alla Federal Reserve  Bank di Los Angeles, considerata la capitale  mondiale delle rapine, ma sulla sua strada si contrappone  il rozzo agente Nick  O’Brien (Gerad Butler), al comando della squadra speciale anticrimine, ed inevitabilmente, come prevedibile, data la determinazione di entrambi a non piegarsi l’uno al volere dell’altro, tra i due esploderà un confronto psichico e fisico senza esclusioni di colpi, in cui spiccano inseguimenti e sparatorie nel bel mezzo del traffico cittadino privi, tuttavia, di originalità ed incisività.

Quanto Basta: Incontro Stampa

Quanto Basta, diretta da Francesco Falaschi, è una commedia che affronta il particolare tema dell’autismo, non scivolando nel tedioso melenso melodramma attraverso una moderata e rispettosa ironia in grado di strappare tenere sorrisi, facendo riflettere sulle svariate difficoltà, e reticenze, che gli individui colpiti devono fronteggiare giorno per giorno, trasmettendo, facendone percepire, non solo le emozioni da loro provate, bensì le paure e preoccupazioni dei familiari nei confronti di un futuro privo di opportunità, e soluzioni, allo stato di emarginazione e spesso di abbandono, a cui sono soggetti i propri cari.

Tonya di Graig Gillespie

Tonya, biopic diretto da Graig Gillespie, è il prorompente ritratto, nudo e crudo della grande, ed in parte sfortunata, atleta al centro dell’eclatante scandalo che investì e scioccò il panorama sportivo  americano negli anni ’90, Tonya Harding, prima pattinatrice ad eseguire perfettamente il celebre Triple Axel, responsabile della furiosa aggressione ai danni della collega/rivale Nancy Kerrygan (Catlin Carver), assieme al marito Jeff Gilloid (Sebastian Stan), complice e mente dell’ignobile piano, e del folle migliore amico di quest’ultimo Shawn Eckardt (Paul Walter).