“Il Nostro Generale” – Recensione: i Primi due episodi

“Il Nostro Generale” – Recensione: i Primi due episodi

Debutta stasera su Rai 1 con i primi due episodi Il nostro generale, serie tv diretta da Lucio Pellegrini che narra la storia del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa in 8 episodi che andranno in onda fino a lunedì 16 e martedì 17.

Il nostro generale - recensione 1

Nel 1973 il Colonnello Dalla Chiesa viene trasferito da Palermo a Torino, dove viene nominato Generale. La notizia del trasferimento arriva d’improvviso e il trasloco non è vissuto con stesso spirito da tutta la famiglia, ma ciò che preoccupa il generale in particolar modo è la formazione di un gruppo estremista che sta piegando il paese, le Brigate Rosse, nel fermento dei movimenti operai.

Dopo il rapimento del giudice Mario Sossi, Dalla Chiesa ottiene finalmente dal Ministro dell’Interno il permesso per operare con un proprio nucleo speciale dell’antiterrorismo. I membri del nucleo speciale sono ragazzi e ragazze giovani ed entusiastici e fra questi spiccherà, in particolare, Nicola.

Purtroppo l’Arma esige prontezza nella messa a punto dell’intervento che dovrebbe fermare gli atti terroristici delle Brigate Rosse, ma per Dalla Chiesa si rivela sin da subito difficile conciliare l’entusiasmo dei ragazzi con la poca disponibilità di mezzi a disposizione. Finché non arriva Silvano Girotto, che verrà infiltrato nell’organizzazione grazie alla sua passata esperienza fra i guerriglieri cileni (con cui ha fondato il Movimento di Sinistra Rivoluzionaria). Con la discrezione e l’aiuto offerto da Girotto, soprannominato “Frate Mitra”, il Generale comincerà a vedere una speranza e il suo lavoro una direzione da prendere.

il nostro generale - recensione 2

Non è mai impresa facile narrare una figura storica che accorpi in sé la dimensione umana, puramente intima e individuale, e quella sociale, che si connette al tessuto culturale e sociale di un paese.

Impossibile non citare l’Esterno Notte di Marco Bellocchio, serie anche quella (seppur dal differente target e dal formato) uscita l’anno scorso, che soprattutto attraverso il volto e la voce mimetica di Fabrizio Gifuni raccontava il rapimento di Aldo Moro per mano del nucleo armato delle Brigate Rosse nel ’78, lasciando spazio alle prospettive di tutti coloro che furono coinvolti nel caso, dagli esponenti politici a quelli religiosi, dai famigliari più vicini ai terroristi.

Il processo di storicizzazione degli anni di piombo non ha ancora avuto la stessa cementazione che è stata resa possibile, data dalla distanza temporale, per gli eventi che li hanno preceduti, ma è interessante notare come al cinema e all’audiovisivo sia affidato quel compito che un tempo era messo in mano esclusivamente ad altri mezzi.

Il nostro generale - recensione 3

Dopo il cinema, la miniserie di Bellocchio; dopo Bellocchio, la fiction (inizialmente prevista per il 2022) che sfida un pubblico ancor più ampio aprendo un dialogo su un’era italiana tanto cruciale quanto dimenticata dai libri scolastici. Pellegrini utilizza un linguaggio piuttosto semplice per vestire il suo falso biopic di un’universalità che lo rende accessibile ai più. “Falso” perché non è il resoconto della vita del Generale a costituire l’essenza de Il nostro generale, bensì come l’esistenza dell’uomo abbia contribuito a plasmare l’attuale presente del paese a cui ha dedicato il suo operato e la sua vita, a spese della stessa.

Sergio Castellitto veste abilmente i panni di Dalla Chiesa, senza timore di sottolinearne i tratti più spigolosi, mentre Teresa Saponangelo interpreta Dora Fabbo senza mai tentare di rileggerla, proponendone una versione autentica e catturandone le sfumature di donna dalla formazione conservatrice, in grado però di leggere i propri tempi per prepararsi ad affrontare il cambiamento in atto.

Tutto questo è possibile grazie al lavoro di sceneggiatura firmato da Monica Zapelli e Peppe Fiore, che propongono una rielaborazione lineare delle azioni del nucleo antiterrorismo e insieme uno sguardo limpido sulla sfera privata di ogni personaggio, riuscendo a costruire l’equilibrio ideale (e richiesto, data la materia trattata) fra l’ambito professionale e quello intimo, fra collettività e individualità, fra storia personale e la Storia di tutti.

“Il Nostro Generale” è in onda da lunedì 9 gennaio su Rai 1.

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Federica Cremonini