“Romulus II – La Guerra per Roma”: chi prenderà il nome Romulus? Matteo Rovere e i protagonisti presentano la seconda stagione

“Romulus II – La Guerra per Roma”: chi prenderà il nome Romulus? Matteo Rovere e i protagonisti presentano la seconda stagione

Ancora più epica e sempre più vicina alle origini del mito fondativo di Roma, è stata presentata in anteprima alla diciassettesima edizione della Festa del Cinema di Roma “ROMULUS II – LA GUERRA PER ROMA”, secondo capitolo della serie Sky Original firmata da Matteo Rovere.

Prodotta da Sky Studios, Cattleya e Groenlandia in collaborazione con ITV Studios, i nuovi episodi saranno disponibili dal 21 ottobre in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW (e sarà ovviamente disponibile anche on demand).

Come già la prima, venduta da ITV Studios – il distributore internazionale – in più di 40 territori, anche la seconda stagione della serie è stata interamente girata in protolatino. Il team di regia è formato da Matteo Rovere, Michele Alhaique ed Enrico Maria Artale, già registi della prima stagione, e da Francesca Mazzoleni (“Punta Sacra, Succede”). Alla sceneggiatura tornano Filippo Gravino e Guido Iuculano, cui si uniscono nella writers’ room Flaminia Gressi e Federico Gnesini.

“Dal mio punto vista, il senso di portare avanti la serie era quello di creare una seconda stagione partendo da un mondo che avevamo fondato durante la prima stagione, usandolo come blocco di partenza per regalare qualcosa di superiore agli spettatori e alle spettatrici, dando vita ad un’avventura che avesse delle tensioni umane ed emotive molto chiare, dritte e forti conservando quella natura arcaica e complessa nei sistemi di relazione che questa serie propone – afferma Matteo Rovere CEO di Groenlandia e regista nel corso della Press Conference – “Chiaramente il lavoro di Filippo (Gravino), Guido (Iuculano) assieme a Flaminia (Gressi) e Federico (Gnesini), è stato fondamentale per regalare a noi registi qualcosa che tutti gli interpreti avrebbero poi potuto utilizzare giocosamente, dal momento che stiamo facendo intrattenimento e stiamo trattando una materia che fortunatamente si presta a quello che per me è il sogno da bambino, quindi l’azione, le dinamiche emotive, l’epica e tutta una serie di toni e archetipi che una serie come ‘Romulus’ offre, e di cui sinceramente sono orgoglioso. Sono contento che questa seconda stagione sia un po una nuova prima, poiché l’idea era anche un pò quella di ripartire dando un ulteriore spinta propulsiva ai nostri personaggi che sono stati settati inserendo degli ingressi molto importanti, come Emanuele (Di Stefano) che interpreta Tito Tazio, in modo tale che l’orizzonte per gli spettatori crescesse e potesse essere qualcosa di ancora più accattivante” – prosegue e in merito al pro – latino dice – “Per quanto riguarda la scelta del pro – tolatino devo dire che tutta Catleya mi ha dato una grande forza per percorrere questa follia, e anche la struttura di Sky non mi ha chiuso la porta in faccia. La serie rispetto al film uscirà su Sky doppiata, e a cui mi ci sono molto dedicato. Anche gli spettatori che la vedranno in italiano avranno in ogni caso una visione artisticamente molto forte, ovviamente la serie a questo contenuto premium in lingua originale dove anche il lavoro di chi mi è accanto trova una dimensione unica. Il mio obiettivo è quello di realizzare un prodotto totalmente immersivo in grado di restituire un pò l’esperienza che si vive in sala, che ci allontana dal comodo divano di casa portandoci in quelle paludi fatte di immagini e suoni, e la voce è uno di questi.”

“Questa serie nella grande tradizione della serialità internazionale pone veramente al centro la scrittura” – afferma lo sceneggiatore Filippo Gravino“La grande cura di noi sceneggiatori è stata sostenuta prima di tutto dalla libertà che ci hanno concesso i produttori, ma anche dal lavoro incredibile che hanno fatto i reparti editoriali delle rispettive produzioni e per questo io ringrazio Groenlandia e Catleya. Questa serie è ha avuto una difficoltà altissima dal punto di vista della scrittura. Una cosa fondamentale che noi abbiamo capito rispetto alla prima stagione è che andava aiutato l’ingrediente spettacolare, e l’intuizione che abbiamo avuto è che il male, l’antagonista di questa storia, non è più come nella precedente stagione la stirpe, la tradizione, il passato, bensì è lo straniero inteso come ambiguità e mistero, che riportato al mito è quello che nella mitologia viene chiamato il ‘momento del Ratto delle Sabine’, ed è proprio questa origine mitologica che noi abbiamo cominciato a dipanare nella nuova stagione.”

“Per quanto riguarda il discorso sul male che Filippo stava affrontando, voglio aggiungere una cosa” – aggiunge Guido Iuculano“Nella prima stagione noi abbiamo raccontato di un sistema malato e in crisi definitivamente superato dalla forza dell’energia di tre persone, tre giovani che hanno in mente di fondare un nuovo ordine. Ora questo nuovo ordine è stato fondato e si trova di nuovo in crisi, con il male che apparentemente viene da fuori, un male misterioso, sconosciuto, incarnato da Emanuele (Di Stefano) che è il re dei Sabini. Abbiamo fatto una riflessione su cosa è la crisi e che cosa è la guerra in tempi in cui veramente non immaginavamo che sui giornali si sarebbe parlato di nuovo di guerra. Abbiamo pensato che una guerra contro un nemico straniero genera all’interno della società una crisi, ed è qui che il mito ci è venuto in soccorso poichè racconta di una crisi tra i due fratelli, tra i due fondatori di Roma, Remo e Romolo, e noi diciamo ci siamo presi una libertà posticipando il momento in cui uno dei due ucciderà l’altro raccontando quindi la crisi interna al nuovo ordine, che messo di fronte ad una nuova minaccia genera al suo interno una crisi da cui si esce attraverso il sangue. Un elemento che secondo noi è potente per in questa seconda stagione come senso complessivo, è la domanda: ‘chi sarà il re di Roma?’ La serie si chiama ‘Romulus’ e quando è andata in onda la prima stagione molti si sono chiesti: ‘perché si chiama Romulus e non c’è un personaggio che si chiama Romulus?’ In realtà perché avevamo già in mente che uno dei nostri protagonisti sarebbe diventato un giorno Romulus quindi la domanda è: ‘chi di loro prevarrà e sarà il primo re di Roma?’. La seconda stagione va a concludere un percorso che era iniziato e non è mai terminato che risponde alla domanda come nasce un leader politico, e come nasce il primo re.”

Nuove città, nuovi popoli, nuovi re, con ancora più azione, più stunt, più sorprese: prima del mito, oltre la leggenda, la nascita di Roma come non è mai stata raccontata in otto nuovi episodi con i protagonisti della prima stagione Andrea Arcangeli (Yemos), Marianna Fontana (Ilia) e Francesco Di Napoli (Wiros) cui si aggiungono Valentina Bellè (“Volevo fare la rockstar”, “L’uomo del labirinto”, “Catch-22”) nei panni di Ersilia, a capo delle sacerdotesse Sabine; Emanuele Maria Di Stefano (“La scuola cattolica”, “Siccità”) che interpreta il re dei Sabini Tito Tazio, figlio del Dio Sancos, il più potente nemico di Roma; Max Malatesta (“Favolacce”, “Il primo Re”) è Sabos, consigliere e braccio destro del re dei Sabini; Ludovica Nasti (“L’amica geniale”) veste i panni di Vibia, la più giovane fra le sacerdotesse Sabine; mentre Giancarlo Commare (“Skam Italia”, “Maschile singolare”, “La Belva”) è Atys, il giovane re di Satricum. Tornano anche Vanessa Scalera (Silvia), Sergio Romano (Amulius) e Demetra Avincola (Deftri).

“E’ iniziato con un colloquio con Matteo (Rovere), in cui mi ha spiegato tutte le sfaccettature del personaggio e ciò che voleva raccogliere da quello che potevo dare” – spiega Emanuele Di Stefano, come detto volto del re dei Sabini Tito Tazio“Ciò che ho dovuto fare è stato semplicemente quello di aprirmi completamente, dal momento che la chiave per un personaggio così eccentrico, che ha così tanti sbalzi di umore, stranezze e desideri perversi, era quella di lasciare fluire e dare la possibilità a tutto quello che pensavo di uscire.”

“E’ stato molto bello ripartire con questa seconda stagione, anche perché già sapevano cosa ci aspettava per questo è stato ancora più emozionante” – dice invece Marianna Fontana/Ilia“Ci sono molti più combattimenti e colpi di scena, e per quanto mi riguarda mi relaziono con altri personaggi e creo dei rapporti che prima non avevo. Ilia in questa seconda deve iniziare una nuova vita, riparte da zero e piano piano si costruisce il suo percorso.”

“Il mio approccio al personaggio in questa seconda stagione, rispetto alla prima, è stato inverso, dal momento che se nella prima cercavo un Wiros pauroso, schiavo vessato, ora invece è co – re e co – fondatore insieme a Yemos della città di Roma” – dichiara Francesco di Napoli“Il lavoro che ho fatto è stato quello di cercare un’autorevolezza e sicurezza degna di un re, e che si mostra gradualmente.”

La seconda stagione di “Romulus” si apre sotto il segno della speranza. Yemos e Wiros sono entrati a Velia non con la violenza, ma con l’autorità di chi ha liberato Alba e sconfitto il traditore Amulius. Con loro ci sono Ilia, Deftri, l’intero popolo dei Ruminales, ma anche un gran numero di latini in cerca di un nuovo inizio e di una nuova patria.

Figli della Lupa e di Silvia, fratelli per scelta e destino, Yemos e Wiros sono proclamati re di una nuova città consacrata a Rumia: il suo nome è ROMA e sorgerà al posto della vecchia Velia, una città fondata non sul sangue e sulla vendetta, ma sulla giustizia e sulla pace, una promessa di fratellanza e riscatto sociale per tutti. Ma in un mondo arcaico fatto di violenza e sopraffazione, dove dèi e uomini raramente mostrano pietà, promesse come quelle di Roma sono difficili da mantenere. E la prima grande prova che i due re si trovano ad affrontare ha il nome di Cures, città sacra del popolo dei Sabini.

Tito Tazio, giovanissimo re dei Sabini, figlio del dio Sancos, temuto e venerato dal suo popolo, temendo l’espansione del regno oltre i confini, invita i due re per un rito che tuttavia si rivelerà un’imboscata volta alla sottomissione. In questa terra inospitale, Yemos e Wiros strapperanno al re le sacerdotesse Sabine, a lui molto care, in un gesto sacrilego ma inevitabile. Quando i Sabini invadono il Lazio per reclamare le donne, Yemos e Wiros restano fermi sulle loro posizioni ma di fronte a guerra e distruzione il loro sodalizio inizia a mostrare i segni di una crisi imminente, perché a Roma può esserci un solo re. Chi prenderà il nome di ROMULUS?

Prodotta da Sky Studios, Cattleya e Groenlandia in collaborazione con ITV Studios, i nuovi episodi saranno disponibili dal 21 ottobre in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW (e sarà ovviamente disponibile anche on demand).

© Riproduzione Riservata

Emanuela Giuliani