“Sopravvissuti”: il regista e i protagonisti presentano il mistery – drama dal 3 ottobre su Rai 1

“Sopravvissuti”: il regista e i protagonisti presentano il mistery – drama dal 3 ottobre su Rai 1

Dal 3 ottobre su Rai 1: “Sopravvissuti”, il mistery – drama in sei serate (12 episodi da 50 minuti ciascuno), diretto da Carmine Elia, e ideata da quattro allievi della prima edizione Master di Scrittura Seriale organizzato da Rai Fiction in collaborazione con il Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in giornalismo radiotelevisivo di Perugia e con il sostegno dell’Associazione Produttori Audiovisivi (APA). I quattro allievi del Master – Sofia Bruschetta, Ivano Fachin, Giovanni Galassi, Tommaso Matano – dopo aver ideato il concept sono stati guidati nella fase editoriale dalla headwriter Viola Rispoli e dallo sceneggiatore Massimo Bacchini.

“Sopravvissuti”, è una grande produzione internazionale a guida italiana dell’Alleanza Europea, che vede la Rai collaborare con i due grandi servizi pubblici dell’Europa continentale di France Télévisions (Francia) e ZDF (Germania).

“E’ un titolo importante, in particolare perché usciamo da un tempo in cui la sopravvivenza non è poi così scontata” – dichiara Maria Pia Ammirati direttore di Rai Fiction dando il via all’Incontro avvenuto in occasione della presentazione della serie alla stampa – “Si è trattato di una grande sfida narrativa, nata dalla penna di giovani autori coordinati da Viola Rispoli, la nostra headwriter, da un gande regista e da un grande cast, con la co – produzione di Rodeo Drive. Un progetto dalla lunga gestazione, perché parliamo di 12 persone che partono per un viaggio che si trasforma in un action, un thriller e un mistery e si muove su due tempi, due fasi temporali che sono il presente e un passato in realtà molto stretto a ciò che vivono nel presente i superstiti” – spiega la Ammirati “E’ una linea narrativa complessa e diversa che intrigherà molto i nostri telespettatori. Il piacere sarà vedere e scoprire questo tirante lunghissimo orizzontale. Noi siamo diventati dei consumatori compulsivi di storie che finiscono, perché abbiamo l’ansia del bisogno di sapere come va a finire, e infatti quasi tutte le storie si muovono su un asse verticale che ci permette di sapere come termina l’episodio. Qui invece bisognerà avere un po’ di pazienza, cosa farà crescere il piacere. Per questo ringrazio tutti gli sceneggiatori che provengono dalla Scuola di Scrittura di Perugia, e la co – produzione internazionale, un vero vanto dal momento che ‘Sopravvissuti’ è il secondo titolo a guida italiana, dopo ‘Leonardo’, dove la Germania e la Francia sono saliti a bordo. Alleanza che ci ha permesso di mettere insieme tre linguaggi differenti. Un esperimento tutto italiano, che parla italiano, girato sul suolo italiano a Genova, con un cast prevalentemente italiano, dalle tematiche e domande universali. E’ stato un impegno notevole e sono curiosa di vedere assieme a voi come va a finire.”

Una barca di nome Arianna. Un viaggio. Dodici passeggeri.

Sulla banchina Luca (Lino Guanciale), alla guida del cantiere Leone che ha organizzato la traversata, saluta gioioso sua moglie Sylvie (Stéfi Celma) e le due figlie. Anita (Pia Lanciotti), ruvido ispettore di polizia, guarda partire suo figlio Gabriele (Alessio Vassallo), che sarà il medico di bordo. Tra gli altri, si imbarca anche la famosa attrice Giulia Morena (Barbora Bobulova) con il marito e il figlio.

Dopo pochi giorni di navigazione, l’imbarcazione scompare dai radar.

Un anno dopo, al largo delle coste venezuelane, viene ritrovato un relitto. È l’Arianna. A bordo, ancora viva, solo la metà dell’equipaggio. I sopravvissuti sono sconvolti, prostrati dalla fame e dalla sete ma ancora vivi.

Interrogati dalle autorità, raccontano della tempesta che ha sorpreso la barca dopo pochi giorni di navigazione, della disperazione dopo un anno alla deriva senza albero, vele e motore. Raccontano degli altri passeggeri, morti durante la terribile tempesta.

La gioia del ritrovamento e del ritorno a casa lascia presto spazio a una dura realtà. Non solo la vita che i sopravvissuti hanno lasciato non è più la stessa, ma agli occhi dei propri cari, anche i superstiti sembrano persone diverse. Cosa nascondono? Cos’è successo durante quell’anno? Cosa li aspetta adesso?

“E’ una storia complicata. La sfida è stata quella di raccontare le rotture e gli strappi di questi personaggi, dove l’imponderabile diventa reale, come successo con la pandemia che ha cambiato tante cose dentro di noi e nessuno immaginava potesse accadere veramente” – dichiara il regista Carmine Elia“Il percorso che vivono questi personaggi attraverso il viaggio e la tempesta fa si che la menzogna diventi qualcosa di necessario per addolcire una realtà molto drammatica. Ciò che ci ha permesso di realizzare tutto è stata la sinergia nata dal gruppo di lavoro del dietro le quinte e del cast. Per quanto riguarda invece la difficoltà di girare in acqua, io girato quasi sempre a terra perché la barca è stata ricostruita in teatro, ma il cast non era preparato ai cannoni d’acqua. E’ stato qualcosa che ha meravigliato anche noi.”

Interpreti di “Sopravvissuti”: Lino Guanciale, Luca Biagini, Barbora Bobulova, Stèfi Celma, Giacomo Giorgio, Elena Radonicich e Pia Lanciotti.

“E’ stata un avventura molto appassionante, dalla grande scrittura. Elemento questo molto affascinante così come l’intera costruzione che farà chiedere allo spettatore: ‘ma come è stata girata?’, e questo perché l’investimento fatto restituisce le meraviglie di un racconto complesso” – dice Lino Guanciale – “Quando ti dicono che ricostruiranno la barca in studio ti aspetti la tinozza, poi invece vedi la piattaforma basculante, le bombe d’acqua e l’accuratezza del piano di naufragio, condizioni quindi che ti permettono di ricostruire perfettamente la situazione, sei spinto e motivato a lavorare al meglio, a dare il massimo perché hai disposizione tutti gli strumenti per un lavoro ricco ed è esaltante.”

Il fatto che si tratti di una produzione internazionale è un elemento in più per noi attori. Inizialmente non volevo fare questa serie, perché io ho le barche e il mare” – dice Barbora Bobulova“Io soffro il mare, ma Carmine mi ha convinto perché mi ha spiegato che avremmo girato tutto a terra, mi ha mostrato lo studio e la piattaforma. Ed è stato bellissimo mi sono divertita molto.”

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Emanuela Giuliani