“Tár”: la mutevole natura del potere e del MeToo

“Tár”: la mutevole natura del potere e del MeToo

Presentato, il 31 agosto, in anteprima mondiale, alla 79esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in Concorso nella Selezione Ufficiale, TÁR”, il nuovo film di Todd Field con protagonista Cate Blanchett, che esplora la natura mutevole del potere, la sua durevolezza e l’impatto sulla società moderno nonché ad affrontare e vedere attraverso un nuovo punto di vista il MeToo.

Ambientato nel mondo internazionale della musica classica, il film vede al centro della scena Lydia Tár, considerata una delle più grandi compositrici e direttrici d’orchestra viventi e prima donna in assoluto a dirigere un’importante orchestra tedesca.

All’apice della sua carriera, impegnata sia nella presentazione di un libro, che in un’attesissima esibizione dal vivo della Quinta Sinfonia di Mahler, Lydia – il quale è un personaggio puramente fittizio e non come inizialmente ipotizzato realmente esistito – nel corso delle settimane che seguono, vedrà la propria vita disfarsi di fronte alle problematiche attuali, che la condurrà ha uno scottante esame del potere, della sua influenza, della solidità nella società odierna non solo personale.

“Ho scritto questo film non pensando a Cate Blanchett, bensì per Cate Blanchett. Ho trascorso diversi mesi con lei, quando lei non lo sapeva” – svela il regista Field nel corso della conferenza stampa – “Nel film è vero c’è un elemento di orrore immagino. È un viaggio molto lungo in un tempo molto breve. Vediamo Lydia in un periodo di tre settimane della sua vita, di conseguenza ci sono tante cose condensate. È un personaggio che ha il senso di autorealizzazione in un periodo di attività compressa, con molti obiettivi da raggiungere: il lancio del libro; il suo ruolo con l’orchestra; le questioni burocratiche e la registrazione dell’ultima sinfonia del ciclo di Gustav Mahler. Ha tutte queste forze esterne e la sua vita cambia, con certe cose che non avrebbe mai pensato di vedere e di fare, d’altro canto è forse in grado di vedere il mondo in modo un po’ diverso.”

“Sicuramente c’è qualcosa che la tormenta nel suo passato che ha messo già da parte, e ha cercato di reinventarsi, di salvarsi attraverso la musica, ma c’è qualcosa che la tormenta ancora” – dichiara Cate Blanchett“E’ stato affascinante lavorare con Tod, lui è molto bravo a presentare i due volti delle cose. Noi ovviamente ci siamo fatti guidare e spesso ci ha dato l’idea di quello che poteva e non poteva esistere. Lydia è sul monte Olimpo come artista, ma come essere umano sa che il passo successivo la porterà in basso. Questo richiede molto coraggio e forse è la parte di orrore della sua vita” – prosegue parlando della preparazione per il personaggio di Lydia Tar – “Una caratteristica molto particolare e speciale dei film di Todd, è che da vita a personaggi molto umani e ci invita a osservare in modo molto intimo le dinamiche delle persone. Leggendo la complessa sceneggiatura, ‘Tar’ è un film sulla trasformazione che segue l’evoluzione del personaggio, ciò che non cambia mai invece è il fatto che lei non conosce più se stessa, e forse tutti i personaggi sono così. Lei è un essere di contraddizioni e Todd già dalle prime conversazioni mi ha chiarito che si trattava di una figura dai molti aspetti, dalla carriera differenziata, con alti e bassi. Dalla sua posizione come esperta, a una persona che suona Gustav Mahler. C’è molta psicologia del personaggio con tante provocazioni.”

“Credo che sia importante per la società l’omogeneità in ogni forma dell’arte e la sua morte. La pratica artistica non è uno strumento educativo, e nel parlarne le persone possono sentirsi disgustate o offese o ispirate, tuttavia è qualcosa che va al di là del nostro controllo” – prosegue la Blanchett in merito alla rappresentazione che unisce l’arte alla tematica LBGT“Non avevo mai pensato al genere del personaggio né alla sua sessualità e questo è ciò che mi piace del film: semplicemente è una rappresentazione molto umana. Era però una cosa necessaria, innegabile. Credo che, come specie, siamo abbastanza maturi da guardare il film senza far si che questa sia la cosa più importante. Solo quando abbiamo cominciato a fare le conferenze stampa abbiamo realizzato di avere un cast quasi solo di donne, ma in realtà abbiamo avuto grandi uomini alla guida del film che è un film sugli esseri umani.”

“Al momento la struttura orchestrale tedesca non ha ancora un direttore donna perché si tratta di una struttura patriarcale, e far si che questo cambiamento possa accadere e diventi una cosa normale, regolarizzerà anche l’arte di per sé. ogni volta che un direttore prende in mano una musica diversa reinventa quella musica. Non avevo riflettuto sull’importanza dell’aspetto di genere del film, ho solo pensato che il film avesse una innegabile componente umana” – spiega il due volte premio Oscar“All’epoca di Carol, non c’erano tanti film di quel tipo, il romanzo è stato uno dei primi a rappresentare questo genere di personaggio, e ho capito quanto fosse importante per le persone mentre giravamo. Ci sono molti argomenti importanti, il film è fatto nel tempo in cui viviamo, ha una componente più esistenziale e racchiude tante cose esplosive” – conclude l’attrice e produttrice australiana con cittadinanza statunitense – “Ovviamente da allora, da quando sono entrata nel mondo nel cinema, il tempo è cambiato molto. Io ho lavorato nel teatro e la cosa che mi hanno detto all’inizio è stata ‘goditi ogni momento perché avrai più o meno 5 anni’, perché quando ho iniziato era così. La vita dell’attrice finiva presto. Io credo che sto ancora diventando chi sono, non ho mai visto la mia identità come una cosa statica sto ancora cambiando e questo mi dà fiducia per il futuro del genere umano e per il paese. La fiducia, come metafora del film, è fondamentale in qualsiasi rapporto interpersonale, e quando questa si perde alcuni sono in grado di perdonare e altri no. Io credo che Lydia Tar sia stata oggetto di bullismo e quindi il tradimento per lei è una cosa molto problematica. Per avere fiducia nelle cose bisogna avere grade fiducia e il perdono è difficile.

TÁR”, tuttavia, nonostante una magistrale, impeccabile sotto ogni punto di vista e carismatica Cate Blanchett, è penalizzato da una narrazione lenta, che spesso va a colpire la connessione empatica con il personaggio protagonista. Il film approderà sul grande schermo delle sale italiane a febbraio del 2023, distribuito da Universal Pictures International Italy. 

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