“Minions 2 – Come Gru diventa cattivissimo” – Recensione: La rivincita dei gialli

“Minions 2 – Come Gru diventa cattivissimo” – Recensione: La rivincita dei gialli

Dal 18 agosto 2022 in sala, distribuito da Universal Pictures, “Minions 2 – Come Gru diventa cattivissimo” riporta sulla scena gli amatissimi esserini gialli, a distanza di sette anni dal primo capitolo. L’idea alla base non solo è apprezzabile e accattivante, quanto utile a riempire i “buchi” nella storia dei Minions e della loro presenza al fianco di Gru.

All’età di soli 12 anni, il ragazzino ha un sogno: diventare il supercattivo numero uno. I suoi idoli sono infatti i Malefici 6, una banda alquanto eccentrica, che ha promesso di regnare sul mondo, grazie ai poteri di una fantomatica pietra color smeraldo. Per impossessarsene, i Malefici 6 hanno messo in atto un piano criminale molto audace, durante il quale però uno di loro, Willy Krudo, è stato lasciato indietro, perché ritenuto troppo anziano. Il giorno in cui Gru riceve una convocazione ufficiale per un provino con la banda, tutti i suoi desideri sembra stiano per avverarsi. Se non che, per una serie di bizzarre coincidenze, si ritroverà intrappolato e conteso da una parte e dall’altra. Per fortuna, in suo aiuto accorrerà il trio di suoi affezionatissimi Minions, Bob, Stuart e Kevin. Mentre il logorroico Otto si rivelerà la chiave di volta per risolvere i misfatti.

Diretto da Kyle Balda, Brad Ableson e Jonathan del Val, “Minions 2 – Come Gru diventa cattivissimo” sfrutta fino in fondo le potenzialità offerte dalle mitiche creature. La loro forza è senza dubbio la simpatia – sebbene parlino una lingua tutta loro, poco comprensibile, ad eccezione di alcune uscite spagnoleggianti – ma anche il loro essere fondamentalmente esuberanti e fuori dalle righe. Ogni situazione, anche la più semplice e “normale”, si riempie di nuova energia, tramutandosi in gag spassosissime. Nei circa 90 minuti di durata, ne capitano davvero di tutti i colori, da incredibili voli aerei a lezioni di kung-fu memorabili. Le citazioni spuntano dovunque, sempre molto precise e divertenti, andando ad arricchire la già buona base di partenza. Sono gli anni Ottanta quelli che appaiono più omaggiati, non solo dal punto di vista cinematografico, ma anche da quello musicale. Ma non mancano riferimenti a grandi cult come “Kill Bill”, “Prova a prendermi” ed “Easy Rider”.

Vivaci e inarrestabili, i Minions popolano lo schermo e regalano risate genuine, catartiche, fondamentali. Alcune delle sequenze di questo secondo capitolo, che è al tempo stesso un prequel di “Cattivissimo me”, resteranno negli annali della storia del franchise.

L’amicizia, per quanto particolare, resta uno dei punti focali della vicenda e dei personaggi. Senza i suoi Minions, Gru non avrebbe forse mai neanche immaginato simili avventure. La compagnia che gli fanno e l’aiuto su cui può sempre contare, gli permettono di spingersi e di sognare oltre misura, di ambire a qualcosa di eccezionale. Inoltre, è grazie a Krudo se impara ciò che gli servirà per essere un vero cattivo. E se è vero che l’unione fa la forza, ovvio perché un progetto come questo si riveli un successo. Gli elementi che lo compongono, lavorano insieme per un obiettivo comune: intrattenere, divertire, emozionare. Al termine della visione, il pubblico dei più piccoli ne uscirà strasoddisfatto. Ma anche i grandi avranno trascorso un pizzico del loro tempo in allegria e spensieratezza.

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Sabrina Colangeli