Giffoni 2022: Maenza, Marchiori e Occhionero ai giffoner: “Nella vita professionale bisogna anche osare”

Giffoni 2022: Maenza, Marchiori e Occhionero ai giffoner: “Nella vita professionale bisogna anche osare”

Tre storie diverse unite dall’amore per il cinema. Giulia MaenzaClaudia Marchiori Marina Occhionero sono state le protagoniste di un intenso incontro, tra dimensione pubblica e privata, con i giurati della sezione Generator +18 del Festival. All’interno della Sala Verde della Multimedia Valley le tre bellissime attrici hanno dato vita a un racconto in punta di voce ricco di particolari. Pieno zeppo di vita. Ha cominciato Occhionero, famosa per La ragazza nella nebbia, Il Calabrone e In viaggio con Adele“Volevo fare l’avvocato. Mi pagavo l’università lavorando alla biglietteria di un teatro, a Milano. Il caso ha voluto che ci fosse una defezione improvvisa nel cast di una compagnia e che io sia stata costretta ad entrare in scena come sostituta. Ovviamente si trattava di una parte piccolissima e marginale. Ne rimasi così affascinata che subito dopo quella esperienza decisi di cominciare a studiare recitazione”. Differente il percorso di Maenza. Le passerelle il suo punto di partenza e la bellezza il primo abito professionale indossato. “Ho cominciato a fare la modella a sedici anni. Il mondo della moda mi è letteralmente piombato addosso. Non è stato facile reggere l’onda d’urto. Ma mi ha insegnato a restare sempre centrata con la testa e salda nei valori. Quando hai rapporti lavorativi con tante persone differenti. e in tanti posti del mondo diversi, è fondamentale essere strutturata”. Maenza ha sfilato per Versace e Dolce&Gabbana ed è stata sulla copertina di riviste come Elle e Marie Claire.“Da due anni” ha proseguito “mi sono avvicinata al mondo del cinema. L’ho fatto con passione e con profondo rispetto”. Il suo esordio cinematografico è stato ne La Regola d’oro accanto a Barbora Bobulova ed Edoardo Pesce. A seguire la serie televisiva La mafia uccide solo d’estate con Anna Foglietta e Alessandro Piavani. “Quando studio un personaggio da interpretare” ha spiegato Maenza “una delle prime cose che faccio è pensare quali abiti indosserebbe. Mi aiuta a costruire la necessaria empatia. Per me è il punto di contatto più immediato tra la moda e il cinema, due mondi ai quali sono legata. Il punto più immediato ma non l’unico. Ero e resto, infatti, una persona ansiosa”.

Claudia Marchiori ha invece scoperto l’amore per la recitazione a otto anni. Quando, per avere il ruolo di Trinculo ne La Tempesta di Shakespeare, ha lottato con le unghie e con i denti: “tutte le bambine volevano interpretare Ariel e tutti i bambini Trinculo. Mi sono impuntata e ce l’ho fatta. Da allora non ho mai lasciato il set. Per me è una casa, il cinema una famiglia”. Da allora Marchiori si è anche messa sotto con lo studio, formandosi come attrice alla Scuola Gian Maria Volonté di Roma dopo la laurea all’Accademia delle Belle Arti. Sul grande schermo ha esordito con Noi rimanemmo solo a guardare, terzo film da regista di Pif. Mentre in televisione è stata nel cast di Romulus di Matteo Rovere, di Che Dio ci aiuti di Francesco Vicario e nell’ultima fortunata stagione di Un passo dal cielo. “I personaggi che interpreti ti attraversano con il loro carico di emozioni lasciando il segno” ha sottolineato. “Una lacrima, un sorriso, un amore che nasce e uno che finisce: queste cose travolgono lo spettatore come gli attori. Ti travolgono e ti cambiano“. Le tre attrici hanno battuto all’unisono sull’importanza della formazione e dello studio per costruire una professionalità reale e aspirare ad abitare stabilmente, e con merito, il mondo della celluloide. Allo stesso tempo hanno definito il coraggio come un prezioso e fondamentale alleato: “Nella vita professionale bisogna anche osare. Lanciarsi in situazioni per le quali ritieni di non essere per nulla adatto. Provarci, in questi casi, è sicuramente una cosa che ti sposta. Ma è uno “spostamento” positivo. Le cose che ‘spostano’ aiutano a crescere”.

La Redazione