Giffoni 2022: Imparzialità, digitale e rapporto con i lettori: Luciano Fontana ospite di Impact!

Giffoni 2022: Imparzialità, digitale e rapporto con i lettori: Luciano Fontana ospite di Impact!

I social, le fake news, l’imparzialità dell’informazione, ma anche la politica e la pandemia sono stati i temi al centro del dibattito tra il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana ed i duecento partecipanti di Impact! Ad aprire i lavori è stato il direttore e fondatore del Festival Claudio Gubitosi, che ha voluto ringraziare il numero uno della più importante testata italiana per aver momentaneamente abbandonato la guida del quotidiano, in un momento storico così delicato, pur di confrontarsi con i giffoner. A chi gli ha chiesto delle sue paure, argomento con il quale la star internazionale Gary Oldman si era appena congedato dalla platea, Fontana ha detto: “Professionalmente ho spesso paura di dare notizie non verificate o inesatte, perché ho un enorme senso di responsabilità nei confronti del lettore. Ma mi fa paura anche un’Italia sempre più sull’orlo del crollo, la guerra, le vite delle persone scosse dalla pandemia. Ecco perché il mio obiettivo è quello di fare ogni giorno con onestà il mio lavoro, perché un Paese che non ha un’informazione libera è un Paese che non cresce”. Inevitabile il riferimento alla crisi del cartaceo: “Ho 64 anni” – ha raccontato il direttore – “e ho iniziato a lavorare portandomi dietro una macchina da scrivere e un gettone per dettare telefonicamente i pezzi. Potete comprendere cosa abbia significato per la mia generazione la rivoluzione digitale”.

Ma non bisogna mai avere atteggiamenti luddisti, altrimenti si è destinati al fallimento: “Quando nel 2003 sono stato nominato vicedirettore della testata ero il più giovane e per questo, l’allora direttore Paolo Mieli, mi affidò proprio il web, ritenendolo un settore minoritario rispetto al quotidiano cartaceo. All’inizio ci rimasi male, lo confesso, ma ho studiato, ho seguito tanti corsi di formazione all’estero ed oggi gli abbonati alla versione digitale del Corriere della Sera sono il doppio di quelli del cartaceo. Non solo, seguiamo a ruota nelle classifiche i cosiddetti over the top come Google o Facebook e questo è stato reso possibile perché cerchiamo di garantire ogni giorno una informazione di qualità e che sia verificata” – ha sottolineato – “Le fake news? Siamo circondati, c’è chi lavora proprio per costruirle, per questo bisogna essere scrupolosi nella verifica ed esercitare il proprio diritto critico”. Ma quanto è cambiata oggi l’informazione dai tempi del fatidico Quarto potere di Orson Welles? Tantissimo, naturalmente, “anche perché bastano le scarpe nuove del primo influencer per orientare il pubblico, però nonostante il contesto sia cambiato, l’autorevolezza e la storia ci consentono di esercitare un ruolo. Se un giorno verrete nella sede di via Solferino, a Milano” – ha detto rivolgendosi ai giffoner – “troverete un corridoio lunghissimo con le foto e i ritratti di tutti quelli che hanno lavorato per noi. Parliamo di gente che ha fatto la storia, come D’Annunzio, Ungaretti, Buzzati. Questo è il nostro valore”.

Tra dibattiti sul precariato che caratterizza un mestiere complesso e pieno di responsabilità e dubbi sulla liceità di pubblicare immagini particolarmente forti o disturbanti, Fontana ha voluto lasciare ai giovani un messaggio ben preciso: “L’informazione è tanto più libera quanto più dipende dai suoi lettori, svincolandosi dal resto, a partire dalla pubblicità, che pure è necessaria per resistere al mercato”. Imparzialità e indipendenza sono le regole d’oro di chi vuole intraprendere questa carriera, guardando invece con sospetto chi preferisce ammirarsi in uno specchio: “Ci sono testate così, non è il nostro caso, per fortuna, perché sarebbe come vivere una vita con amici che la pensano come te e che non ti contraddicono mai”.

La Redazione