Giffoni 2022: Sentire il vento: Daniele Cassioli racconta ai giffoner lo sport e le vittorie

Giffoni 2022: Sentire il vento: Daniele Cassioli racconta ai giffoner lo sport e le vittorie

Tante cose non ho visto e non vedo ma le vivo passando”: così si presenta Daniele Cassioli, campione paraolimpico di sci nautico e scrittore, cieco dalla nascita, professionista ultratitolato in tutte le categorie del suo sport. Nella sua vita si dedica ai bambini ciechi e disabili “per lavorare all’obiettivo della felicità», come raccontato nel libro Il vento contro”.Il mio vento contro è stata la cecità, ma se ci accettiamo possiamo trovare nella sfortuna l’occasione della nostra vita. Ho smesso di pensare che la vista mi renderebbe felice, credo che posso esserlo ugualmente. E così vale per i ragazzi, per i bambini. Ho iniziato a dedicarmi a loro perché un bambino cieco, per esempio, si muove molto meno di un bambino che ci vede. Da qui lo sport”.

Cassioli racconta l’esperienza formativa, la fisioterapia, il lavoro nelle scuole, nelle società sportive e nelle aziende: “Un atleta forte se non ha stabilità emotiva diventa scarso all’improvviso, si tratta dell’ingrediente della mente che serve a incrociare noi stessi nel nostro cammino. L’intelligenza emotiva, l’allenamento del pensiero, sono fondamentali: le questioni per me nascono dalle cose concrete, dalle attività quotidiane, dalle difficoltà nelle storie d’amore al movimento. Sono le domande sui problemi concreti della cecità. Io per questo sono stato lasciato, e all’inizio avevo un senso di tristezza, ne ero colpito, ma succede anche a chi vede”. Sulla diversità è necessario lavorare: “Per me il meccanismo dell’immaginazione è legato al sentire, non vedo le cose ma le percepisco, ho a che fare con la temperatura, protezione e rumori. Non vedo le figure ma le dimensioni, le caratteristiche e gli odori. Se devo immaginare l’acqua, avverto queste cose, la libertà dagli ostacoli fisici”. Forse una crisi o un deficit come la cecità, che per i Greci accumunava il senso di vedere e sapere, apre altre possibilità: dal punto di vista fisico si allenano altri sensi ad arrivare più a fondo. “Ho la presunzione di pensare che la mia storia, divenuta per me un’opportunità, possa essere d’esempio per gli altri. Se vedessi, certamente sarebbe diverso. Eppure così com’è mi entusiasma molto”.

La Redazione