Giffoni 2022: Simonetta Gola a Impact!: “Immaginare un mondo senza guerra significa già realizzarlo”

Giffoni 2022: Simonetta Gola a Impact!: “Immaginare un mondo senza guerra significa già realizzarlo

Immaginare un mondo senza guerra significa già realizzarlo”. Quando Simonetta Gola prende la parola nella sala Blu della Cittadella del Cinema gli applausi dei giffoner della sezione Impact! diventano ascolto silenzioso a cuore aperto. La responsabile della comunicazione di Emergency, giornalista e moglie del suo fondatore Gino Strada, quest’ultimo protagonista lo scorso anno di un toccante collegamento con i giurati un mese prima di venire a mancare, soffia con passione sulle emozioni dei ragazzi del festival alimentandone la fiamma della speranza e della consapevolezza nel cambiamento possibile. A portata di vita. Di ogni singola vita. “La guerra” -spiega- “è una scelta dell’uomo e non è affatto inevitabile. Una tragedia immane a qualsiasi latitudine del pianeta che provoca morti e ferite al corpo e all’anima di quanti restano aggrappati alla vita.  Chi sceglie la guerra sceglie la sofferenza umana”. Inutile girarci intorno.

Il centro è questo come l’essenziale. Eppure, ancora oggi, la strada è tutta in salita per scrivere la parola pace sull’esistenza terrena. “C’è la diffusa e cattiva abitudine” -prosegue Gola – “di parlare in modo astratto e complesso di guerra e di esserne coinvolti emotivamente solo quando risulta prossima sul piano geografico e, in un certo senso, culturale. Nel mondo sono in corso almeno trenta conflitti superiori. In Afghanistan, ad esempio, da quarant’anni c’è la guerra e si contano almeno 250mila vittime dirette. La nostra attenzione verso il recente conflitto ucraino, però, è stata di gran lunga superiore. Stesso discorso vale per l’attenzione della classe politica europea e mondiale. Da questo punto di vista la cosa positiva è aver creato un precedente: quando le cose si vogliono fare, si fanno”. Per la responsabile della comunicazione di Emergency tutte le guerre parlano la stessa lingua. È il nudo e crudo lessico dei corpi: “Un corpo senza vita o martoriato nella carne dalle armi è tale proprio perché qualcuno ha scelto la strada della guerra. Non ha senso parlare di alleanze internazionali o di ordigni bellici impiegati durante la battaglia. Né tanto meno ha senso ragionare da quale parte stare durante un conflitto.  La vita umana è la priorità e va sempre difesa”.

Il ruolo della comunicazione e della informazione, in tempo di pace e non solo, resta fondamentale: “Per evitare di far diventare invisibile ai nostri occhi e ai nostri cuori le guerre che si consumano nei territori più lontani o che rischiano di essere fagocitate dall’incalzare dell’attualità piu stringente” – ammonisce Gola – “bisogna continuare a parlarne. È un dovere farlo anche quando si ha la sensazione che il messaggio arrivi a poche persone. Da un solo seme ben piantato può fiorire l’albero della pace”. Su come raccontare i conflitti bellici le sue idee sono chiare e saldamente ancorate ai migliori principi morali ed etici: “L’uso massiccio di immagini rischia di creare assuefazione e di trasformare il reale in fiction. Emergency ha deciso di raccontare la guerra evitando di mostrarne le vittime nel momento di maggiore e drammatica vulnerabilità. Significherebbe umiliarli ancora una volta. Il loro rispetto è sacro. Abbiamo una apposita cartella fotografica con sopra scritto: non usare. In ogni caso è innegabile che alcune foto abbiano avuto un impatto importante sulle scelte della politica e siano riuscite a creare una coscienza collettiva”.

Dalla guerra alla povertà e all’immigrazione il passo è breve e doloroso. “Le disuguaglianze sociali nel mondo” – annota la moglie di Gino Strada “sono aumentate in maniera esponenziale. E’ illusorio pensare di poter gestire questa situazione arroccandosi in una sorta di fortino-giardino, come fa l’Europa ma anche gli Stati Uniti. Queste persone scappano dalle proprie terre consapevoli di poter andare incontro alla morte perché ciò hanno alle spalle è già una morte certa. Dobbiamo aiutarli a lasciare in sicurezza i paesi d’origine e allo stesso tempo dobbiamo impegnarci a creare delle opportunità di lavoro affinché non vivano come essere umani di riserva”. Simonetta Gola, in conclusione dell’incontro con i giffoner della sezione Impact!, ha ricevuto il premio #Giffoni52 direttamente dalle mani dell’ideatore e fondatore del festival Claudio Gubitosi. E ha inteso salutare la sala blu della Cittadella del Cinema con un profondo atto di fede nelle giovani generazioni: “Voi ragazzi avete il potere di cambiare in meglio il mondo. Noi di Emergency abbiamo sempre avuto il mito di Giffoni proprio perché vive e si alimenta con la vostra straordinaria energia. Il ‘bello’ appartiene alla vita. Il ‘bello’ è alla portata dell’uomo, alla vostra portata. Combattete con le armi dell’amore e dell’immaginazione per realizzarlo”.

La Redazione