Giffoni 2022: Giorgia Soleri si racconta ai giffoner

Giffoni 2022: Giorgia Soleri si racconta ai giffoner

Oltre un’ora di confronto e di riflessioni profonde e acute; Giorgia Soleri, giovane modella, influencer, pittrice e da poco anche poetessa, con i ragazzi di Impact! ha dialogato sui temi su cui si espone dai social e non solo. Primo su tutti la vulvodinia, patologia invalidante che genera dolore cronico nella zona intorno alla vulva, senza nessuna causa apparente, raccontata dalla Soleri via social permettendo a tante ragazze di confrontarsi e condividere le loro esperienze. “Peggio della malattia è l’indifferenza” – afferma la Soleri – “e credo non ci debba essere bisogno di una persona celebre per accendere i riflettori su una malattia perché il diritto alla salute è un diritto di tutti e tutti devono avere il diritto di non sentirsi soli. Lo scorso novembre si è tenuto un convegno – al quale ha partecipato anche il sottosegretario Sileri – organizzato dal Comitato Vulvodinia e neuropatia del pudendo in occasione del quale è stata presentata anche una prima proposta di legge. Un momento molto importante di sensibilizzazione”.

Per Giorgia Soleri la sana comunicazione è fondamentale ed essenziale per la formazione di un individuo: “Tendiamo spesso a pensare” – racconta rispondendo alle domande dei giffoner – “che ciò che proviamo sia unico ed invece molto spesso il raccontare diventa terapeutico. Ricordo il caso di una bambina che soffriva della malattia e non aveva il coraggio di raccontarlo persino alla madre; dopo il mio racconto ha trovato il coraggio di farlo”. Una condizione, quella delle ragazze che soffrono della malattia in questione, che strettamente si lega con un certo senso di colpa da parte di chi ne soffre e da un’errata comunicazione ed anche da una mentalità ancora troppo sessista.

Nessuno mi sapeva dare risposte, mi sono sentita dire che provare dolore durante un rapporto era normale e che avevo paura di un atto intimo come il sesso – racconta – mi è capitato di leggere consigli pratici ma che portavano a svilire il senso e la purezza del rapporto riducendolo ad atto di pura passività. Il femminismo” – aggiunge – “non è solo delle donne; gli uomini siano parte attiva e pensante di questo cambiamento di mentalità”, Un animo gentile e profondo quello della Soleri, non scalfito nemmeno dalla depressione che non per poco tempo l’ha colpita e che ha trovato sollievo dando forma al suo estro nell’arte e nella poesia. “Considero la mia poesia una poesia borghese ed ho diversi modelli, da Andrea Melis a Patrizia Cavalli, scomparsa di recente come considero l’arte un valore universale. Sulla mia attività di modella quello che vorrei è riappropriarmi della mia immagine avendola sperimentato in molti campi artistici e fotografici. Tutto ciò che si fa occorre farlo criticamente e con coscienza di quello che si fa. Noi donne dobbiamo riappropriarci del piacere e del nostro corpo, come accadde negli anni ’70”.

La Redazione