Venezia 79: Isola Edipo dedica ad Artavazd Pelechian l’approfondimento sul cinema dell’inclusione

Venezia 79: Isola Edipo dedica ad Artavazd Pelechian l’approfondimento sul cinema dell’inclusione

In occasione della 79. Mostra Internazionale del Festival del Cinema di Venezia, Isola Edipo Giornate degli Autori, all’interno dell’appuntamento annuale dedicato al Cinema dell’Inclusione tra visione e formazione, presentano, in collaborazione con Fondation Cartier pour l’art contemporain, Paris, l’opera di Artavazd Pelechian.

L’evento, alla presenza del regista, si svolgerà nel corso della giornata del 5 settembre 2022, presso Sala Laguna, lo spazio di proiezione e incontri nel cuore del Festival del Cinema di Venezia gestito dalle Giornate degli Autori in collaborazione con Isola Edipo

In questa occasione verrà proiettato il suo ultimo grande lavoro: “La Nature”. Commissionato nel 2005 da Fondation Cartier e dal ZKM Filminstitut, Karlsruhe. “La Nature” rappresenta l’apice di quindici anni di lavoro che coronano una produzione cinematografica d’eccezione mondialmente celebrata. Nel 2001 Fondation Cartier presenta il film “Les Saisons” nell’ambito della mostra “Un Art Popolare”. A partire da quel momento si sviluppa una lunga e permanente relazione con il regista, che si esprime attraverso la realizzazione di numerose esposizioni a Parigi e nel mondo intero. Quattro dei film di Artavazd Pelechian si sono aggiunti da allora alla collezione di Fondation Cartier: “Les Saisons”, “Les Habitants”, “Notre siècle” e “La Nature”. “La Nature”, fa parte attualmente dell’esposizione 2Mondo Reale” nell’ambito della 23esima Esposizione Internazionale: Unknown Unknowns. An Introduction to Mysteries, aperta al pubblico dal 15 luglio all’11 dicembre 2022 a Triennale Milano.

Attraverso un’incredibile maestria nell’uso del montaggio e la costruzione di un paesaggio sonoro essenziale e drammatico, Pelechian sviluppa un’ode alla natura e alla sua immensità attraverso un racconto privo di filtri, audace e profondamente emozionante. Composto dal montaggio di materiali ritrovati che raccontano scene di grandi catastrofi ma anche di fenomeni di spettacolare bellezza e grandiosità, il film segna il ritorno di Pelechian a uno dei temi a lui più cari: la relazione tra l’umanità e il mondo che ci circonda in tutte le sue manifestazioni più grandiose.

Tale approfondimento, giunto alla sua sesta edizione, è stato dedicato a Frederick Wiseman (2017), Raymond Depardon (2018), Margarethe Von Trotta (2019), Liliana Cavani (2020), Michele Placido, Julia Von Heinz, Oliver Guerpillon, Jaco Van Dormael, Michel Winterbottom (2021 edizione speciale).

Nato nel 1938 in Armenia, Artavazd Pelechian ha svolto vari lavori prima di stabilirsi a Mosca nel 1963 per studiare cinema. Per lui questo linguaggio universale “può esprimere cose che nessun altro linguaggio al mondo è capace di tradurre”. Nel mondo del cinema Pelechian è un regista allo stesso tempo acclamato e sconosciuto. Ha un modo molto particolare di fare film, senza attori o dialoghi. I suoi film (“The Beginning”, “We, Inhabitants”, “The Seasons”, “Our Century”, “End”, “Life”) raccontano la grandezza, le speranze e i tumulti della storia dell’umanità, con un montaggio particolarmente inusuale. Pelechian ha inventato il “montaggio a distanza”, una tecnica che potenzia l’energia dei suoi film. Il regista dà inoltre ampio spazio alla musica, considerando suono e immagine sullo stesso piano e utilizzando la musica classica e la varietà degli strumenti orchestrali per aggiungere potenza ai suoi film.

La Redazione