“Thor: Love and Thunder”: amore, tuoni e Guns N’ Roses – Recensione e Incontro Stampa con Natalie Portman

“Thor: Love and Thunder”: amore, tuoni e Guns N’ Roses – Recensione e Incontro Stampa con Natalie Portman

Nelle sale statunitensi dall’8 luglio, e in quelle italiane dal 6 luglio: “Thor: Love and Thunder”, quarto capitolo del franchise incentrato sul Dio del Tuono, è diretto, come il precedente “Thor Ragnarok” del 2017, dall’eclettico regista neozelandese Taika Waititi, che in questa nuova avventura non si è affatto risparmiato dando libero sfogo al suo estro e alla sua ironia.

Tratti distintivi questi non molto apprezzati in ‘Ragnarock’, ma che qui entusiasmano e trascinano al ritmo dell’adrenalinica “Sweet Child on Mind” dei Guns N’ Roses, padroni nella colonna sonora e infondo anche della storia.

Seguendo Thor in un viaggio diverso da quelli affrontati fino ad ora, alla ricerca di un equilibrio interiore dopo gli eventi di “Avengers: Endgame”, in cui l’eroe norreno ha perso familiari, amici, la dimora di Asgard, il suo imponente fisico da dio e soprattutto l’amatissimo Mjolnir, Waititi porta sullo schermo uno spettacolo fluido, ricco di personaggi, brillante, colorato, frenetico, a volte chiassoso, folle, comico e spesso esagerato, in cui però non mancano i sentimenti, l’amicizia, l’elaborazione del lutto, il sacrificio e naturalmente l’amore.

Una versione del figlio di Odino quindi, come da tempo si era intuito, differente, non più principe arrogante e impulsivo, ma segnato e perseguitato dalla convinzione che tutte le persone che ama siano destinate a morire. Un cambio di rotta deciso dei Marvel Studios, che in “Thor: Love and Thunder” si rafforza affermandosi definitivamente, con un oltremodo carismatico Thor, interpretato come sempre da Chris Hemsworth, che, tra una battura e una gag demenziale, mostra i propri dubbi e timori, e il cui animo da supereroe sarà risvegliato da un inaspettato e sconosciuto nemico dal nome di: Gorr il Macellatore di Dèi.

Gorr, dal volto di un magistrale Christian Bale, un tempo uomo pio, dopo aver assistito a troppa morte e distruzione, deluso, ferito e tradito dall’inerzia di quelle divinità che tanto venerava e in cui aveva riposto la propria fiducia, consumato dalla rabbia e dal dolore, ora non desidera altro che sterminare ogni essere immortale dell’Universo.

Una missione quella di Gorr, che lo porterà a scontrarsi con Thor, con Re Valchiria, Tessa Thompson, e niente meno che con l’astrofisica di fama mondiale, ed ex fidanzata del Dio del Tuono, Jane Foster, la quale scomparsa nel blip di Thanos, molti anni dopo è riapparsa assieme a buona parte dell’umanità ma con un segreto molto preoccupante, e i poteri di Potente Thor.

A interpretare il doppio ruolo di Jane Foster/Potente Thor, Natalie Portman, che abbiamo incontrato in occasione dell’uscita in sala del film.

“Lavorare con Taika devo dire è veramente una grande gioia, perché lui porta sul set creatività e spontaneità, ed è quello che vuole da tutti noi” – svela la Portman – “Non ha mai mancato di ricordare l’importanza di affrontare la vita, soprattutto in questo momento, con un po’ di umorismo, di cui abbiamo tutti bisogno, così come abbiamo bisogno di ridere e di avere un momento di gioia. Ce lo ha sempre ricordato ed è quello che si aspettava da noi. Taika ha un senso dell’umorismo che rispetta sempre gli altri. Non si ride mai a spese di qualcuno, è molto generoso e gentile così come lo è anche nella vita. Credo che questo sia un chiaro segno di intelligenza, è divertente e anche un po’ surreale, assurdo e bizzarro al quale si abbinano delle forti emozioni” – prosegue parlando dell’esperienza sul set – “Sul set è stato piuttosto difficile non ridere, ci sono stati dei momenti in cui è stato veramente una sfida riuscire a non farlo, e questa non solo, come detto, per l’umorismo brillante di Taika, bensì anche di Tessa e Chris. Non saprei citare una scena in particolare, perché ciò che ho appena detto vale un po’ per tutte le scene girate. La cosa straordinaria è che questo senso di comicità è presente anche nelle sequenze più drammatiche perché Taika voleva sempre sperimentare, continuando a provare e riprovare prendendo in considerazione spunti diversi. Per alcuni versi è stato come girare un film sperimentale ma con un budget alto.”

“L’essere forte e umana è la cosa del mio personaggio che amo di più. Personalmente trovo molto difficile rapportarmi con delle figure che sono dure e toste in ogni momento. Ammiro chi ha queste qualità, ma non è una cosa che mi appartiene” – dice la Foster sul suo personaggio – “Jane invece è più vera, più femminista se vogliamo, una donna che ha dei dubbi, delle paure, delle sfide a cui deve far fronte e delle debolezze, ma contemporaneamente è potente, ed è per l’appunto ciò che mi piace di lei. Un altro aspetto che mi piace, è anche il fatto che sia Jane che la potente Thor per l’appunto devono affrontare delle sfide enormi che portano a grandi paure. Lei ha bisogno di trovare un senso a ciò che fa, alla sua vita, uno scopo, l’amore. Cerca di seguire tutto per raggiungere questi obiettivi. Taika in questo film, e in generale, ci tiene molto ad esplorare l’amore in tutte le sue forme, e ritengo sia la cosa più bella per tutti noi. L’amore quello romantico, quello tra genitori e figli, per se stessi, per il proprio lavoro. E’ un modo per trovare un senso alla propria esistenza.”

“In questo momento la presenza di protagoniste femminili ha una grande importanza. Le figure delle supereroine aumentano sempre di più, ed anche se ha dell’incredibile la loro presenza non dovrebbe sorprenderci, dal momento che dovrebbe essere la normalità. In particolare in questo film ho la fortuna e il piacere di avere al mio fianco il personaggio interpretato da Tessa (Thompson), siamo una squadra tutta al femminile, ed è un messaggio importante per i giovani, per i bambini, perché devono avere la possibilità di riconoscersi in eroi di qualunque genere, in modo da potersi rapportare a queste figure per la loro personalità. Quando ero bambina c’era un solo punto di riferimento nel panorama del mondo dei supereroi donna, oggi invece la situazione è cambiata.”

“Per quanto mi riguarda è stato un viaggio entusiasmante. Dieci anni fa poter interpretare la parte di un’astrofisica in un film di quelle dimensioni è stato veramente straordinario, e ovviamente non avrei immaginato un’evoluzione del genere” – afferma riferendosi al film del 2011 diretto da Kenneth Branagh “Thor” – “Tuttavia è stata una svolta, dal momento che sono ancora troppo poche le ragazze che scelgono di studiare la scienza, le tecnologie, l’ingegneria e la matematica, le così dette discipline STEM, per la quale la Marvel tra l’atro, ha avviato un programma lodevole proprio per sostenere le giovani che desiderano studiare queste materie negli Stati Uniti” – continua – “Devo dire che è stata una sorpresa, un’idea rivoluzionaria, parlo del fumetto, avere un personaggio che fosse astrofisica e al contempo eroe. Inoltre quando stavamo girando questo film, abbiamo festeggiato i miei quarant’anni, e trovo anche questo rivoluzionario che Taika e la Marvel abbiamo affidato questo ruolo a una mamma di 2 bambini, ebrea, alta 1,60, quarantenne che si trasforma in supereroe biondo. Anche per questo mi ritengo particolarmente fortunata.”

“Per preparami ho studiato, ho letto, ho riflettuto molto sul personaggio, poi, quando sono arrivata sul set ho capito che dovevo lasciarmi tutto alle spalle perché si trattava di improvvisare parecchio, era questo che voleva e vuole Taika. Inizialmente ero molto agitata, io devo sapere e voglio essere sempre preparata. Non sono una persona che vuole sempre avere il controllo assoluto, voglio solo essere preparata, invece qui bisognava lasciarsi andare, essere molto aperti di mente. E’ stata una lezione e una volta raggiunta la calma sono riuscita ad affrontare il personaggio ed è stato un po’ ritrovare il senso del nostro lavoro, il gioco, la fantasia infantile, anche perché quando giravamo le scene di combattimento, non avevamo un vero avversario, non avevamo nulla, il nostro nemico era l’aria. E’ stato come ritornare a 5 anni e riscoprire la gioia della fantasia che infondo è l’essenza del nostro lavoro.”

Scritto dallo stesso Waititi con Jennifer Kaytin Robinson, “Thor: Love ad Thunder” è prodotto da Kevin Feige e Brad Winderbaum, mentre Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Brian Chapek, Todd Hallowell e Chris Hemsworth sono i produttori esecutivi.

Accanto a Hemsworth, Bale, Portman e Thompson troviamo: il vincitore dell’Oscar® Russell Crowe nel ruolo di Zeus, re degli dèi; Taika Waititi nel ruolo di Korg; e i Guardiani della Galassia: Chris Pratt nel ruolo di Peter Quill, Dave Bautista di Drax, Karen Gillan di Nebula, Pom Klementieff nel ruolo di Mantis, Vin Diesel come voce originale di Groot e Bradley Cooper come voce originale di Rocket.

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