“Doctor Strange nel multiverso della follia”: i sogni sono le vite parallele vissute dalle nostre differenti versioni

“Doctor Strange nel multiverso della follia”: i sogni sono le vite parallele vissute dalle nostre differenti versioni

Stephen Strange si sveglia nel suo letto in preda all’ansia e alle preoccupazioni dopo una nottata passata a lottare con una creatura mostruosa. Un incubo non semplicemente da decifrare, bensì immagini che si riveleranno essere una terrificante realtà, dal momento che: i sogni altro non sono che le porte di esistenti vite e mondi paralleli, vissute dalle differenti versioni di noi stessi.

Un filo comunicante questo, che darà il via al nuovo viaggio di Doctor Strange all’interno dell’atteso e inesplorato multiverso, e la conferma del ritorno a pieno titolo di Sam Raimi nell’Universo Cinematografico Marvel.

Il regista della trilogia di “Spider – man” con protagonista Tobey Maguire infatti, con “Doctor Strange nel multiverso della follia”, si riappropria con determinazione e decisione del proprio posto. Un secondo capitolo dedicato allo Stregone Steven Strange, interpretato da un sempre più carismatico e magnetico Benedict Cumberbatch, dove la sua firma è ben visibile in ogni scena, inquadratura, sfumatura, atmosfera. Un tripudio visivo in grado di trascinare lo spettatore all’interno della moltitudine dei complessi mondi del decantato multiverso ancora tutto da scoprire, e con il quale Raimi ribadisce a gran voce di esserci.

Raimi spingendosi oltre i confini stilistici, e non solo, dei vari film Marvel visti fin ora, conquista in modo assoluto grazie al suo inconfondibile tocco, ricco di spettacolare azione ed effetti, ed ovviamente alle inquietanti, affascinanti, sinistre e accattivanti atmosfere dark horror che avvolgono l’intera storia.

Una narrazione e una visione che abbonda di possibilità dalla costante ed imprevedibile evoluzione, innumerevoli svolte e soluzioni, nonché di citazioni. Non si può non citare, ad esempio, il riferimento a “L’Armata delle Tenebre”, scritto e diretto per l’appunto da Raimi nel 1992, terzo capitolo della saga “Evil Dead – La Casa” del 1981, debutto alla regia da presa di quest’ultimo che lo consacrò nell’horror e il cui protagonista: Bruce Campbell, è presente con un divertente cameo in “Doctor Strange nel multiverso della follia”. Evidente anche la menzione alla serie “What if..?, la prima serie animata targata Marvel Studios, attualmente disponibile in esclusiva su Disney+, che rimescola le carte del Marvel Cinematic Universe, reimmaginando i celebri eventi dei film e i suoi personaggi. Richiamo questo di cui non vi sveleremo altro poiché è legato in parte alle vociferate ‘introduzioni’ che senza alcun dubbio entusiasmeranno i fan.

Ma a spiccare, in particolare sono anche la strabiliante Elizabeth Olzen, nei panni di un imponente Wanda Maximoff/Scarlett Wirtch, e il suo ‘controverso’ spirito alimentato da un fortissimo senso materno, per cui lotterà fino alla fine, e la ‘Giovane’ Xochitl Gomez volto di America Chavez, dalla sorprendente capacità di creare portali e viaggiare da un universo all’altro.

“A volte mi trovo a pensare alle altre vite, ma sai…sono riconoscente a questa con le sue tribolazioni”

Nelle sale italiane dal 4 maggio, unica pecca di “Doctor Strange nel multiverso della follia” – nel cui cast troviamo anche: Rachel McAdams/Christine Palmer, Chiwetel Ejifor/Barone Mordo, Benedicth Wong/Wong, Rachel McAdams/Christine Palmer, e Adam Hugill/Rintrah – uno script, opera di Michael Waldron, che spesso scivola nella confusione perdendo intensità, ma che tuttavia non ne indebolisce e sminuisce la forza e l’incalzante ritmo, scandito dalle musiche della colonna sonora compista da Danny Elfman, del cinecomic, che apre un’inedita strada nell’MCU rinnovando, giocando ed esplorando una ‘follia’ che rischiava di appiattirsi, e di cui l’amato Universo aveva bisogno.

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