“Finale a Sorpresa – Official Competition” – Recensione: una scintilla di classe deliziosamente irriverente

“Finale a Sorpresa – Official Competition” – Recensione: una scintilla di classe deliziosamente irriverente

“Molte delle cose più importanti sono quelle che non capiamo. Dobbiamo smettere di creare un’ideologia ad ogni cosa.”

I cineasti argentini Gastón Duprat e Mariano Cohn lavorano insieme dagli anni Novanta e hanno attraversato diverse mode culturali: sono stati videoartisti, autori di format televisivi, documentaristi e registi cinematografici. Alcuni dei loro film decostruiscono e dissacrano i mondi della creatività e raccontano le sfumature di come “il contorno” interagisce con le persone di successo.

Anche con la loro ultima fatica “Finale a sorpresa” interpretato magistralmente da una strepitosa Penelope Cruz, insieme ad Antonio Banderas e Oscar Martinez, tra gli altri, narrano vizi, manie ed ego smisurati ed incombenti del mondo del cinema. Una pellicola che conquista il pubblico e ne stimola il riso, ma non solo, lo coinvolge e sollecita la sua intelligenza, portando in scena le meschinità del mondo “autoriale” della cultura.

Tutto nasce, non a caso, da un miliardario ottantenne che ha fatto i soldi con l’industria farmaceutica e che prima di morire ha il desiderio di lasciare un’opera che sopravviva a lui, conferendogli un’eredità culturale ed artistica e non solo il ricordo di un impero economico. L’anziano riccone compra i diritti di un romanzo da Nobel che non ha mai letto, e ne finanzia la produzione scegliendo come regista Lola Cuevas, Penelope Cruz, regista di fama a lui sconosciuta, la cui vena esageratamente autoriale fa tanto impazzire i critici.

Lei sceglie i due protagonisti che devono interpretare i fratelli divisi tra amore e odio del fantomatico libro: uno è un vecchio leone del teatro, totalmente allergico allo star system, l’altro invece è l’esatto contrario: un sex symbol che ha fatto il botto a Hollywood grazie più alle sue bravate e alla fama, che alla bravura.  Il nucleo del film ruota attorno alle prove ed al rapporto difficile tra i tre, ognuno con il suo devastante ego. Quello della regista, sadica nel metterli continuamente alla prova, in tutti i sensi, quello dell’antidivo Ivan, Oscar Martinez, che sotto ad un’aura di impegno sociale e politico, nasconde una vanità non inferiore a quella del suo collega, la star social, Antonio Banderas, che cerca un ruolo di spessore per portare la sua carriera nell’Olimpo.

Una pellicola deliziosa nella sua spietatezza, nel cinismo sadico con cui porta in scena la vanità e le debolezze del mondo patinato del cinema, condite da una leggerezza che dona equilibrio e risate a cuore aperto.

Per chiudere il cerchio dell’elite culturale raccontata, anche gli interni e gli esterni sono esteticamente memorabili, dalle opere di Alvaro Siza Vieira ad interni di design, che amplificano la sensazione di lusso ed esclusività.

Presentato alla Mostra cinematografica di Venezia nel 2021, “Finale a sorpresa” è un lungometraggio sorprendente, che per primo diverte i tre protagonisti, che sicuramente, avranno avuto occasione di conoscere da vicino le gag paradossali che portano sul grande schermo.

Un’opera spumeggiante, ma al contempo amara, che offre spunti interessanti, come la scena della distruzione dei premi come sprezzante gesto contro il narcisismo vuoto dello show business, a momenti di riflessione sul vero valore dell’essere, in un gioco di equilibri che non ti aspetti e che saprà sorprenderci ad ogni passo.

“Quando appare la parola fine in un film? Un giorno dopo, un mese o un anno dopo. O ogni volta che ci pensiamo. In più ce ne sono altri, credetemi, che non terminano mai.”

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Chiaretta Migliani Cavina