Festa del Cinema di Roma: Quentin Tarantino racconta il cinema e presenta il suo primo libro

Festa del Cinema di Roma: Quentin Tarantino racconta il cinema e presenta il suo primo libro

Tra gli appuntamenti più attesi della sedicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, da poco conclusasi, senza alcun dubbio c’è stato quello con Quentin Tarantino il quale è stato onorato con il Premio alla Carriera consegnatogli direttamente dal maestro dell’horror Dario Argento.

Occasione in cui l’iconico regista ha inoltre presentato il suo primo romanzo “C’era una volta a Hollywood” estensione del suo omonimo ultimo film.

“Tutto è iniziato quando negli anni ’70 – ’80 ho letto i primi romanzi tratti dai film, mi piacevano e proprio grazie a questi ho scoperto delle opere che non conoscevo e non avevo mai visto” – dichiara un vivace Tarantino sempre disponibile e generoso con il pubblico in grado di affascinare e catturare completamente l’attenzione grazie ad un innato e infinito carisma che da sempre lo contraddistingue – “A distanza di due, tre anni ne ho riletto qualcuno e nel farlo ho pensato: ‘Che Figata!, perché non posso farlo anche io’, così è nata l’idea. Ovviamente questi libri fanno parte della forma più bassa di letteratura poiché risentono del trash presente nei lungometraggi. La prima scelta è stata ‘Le Iene’, poi però mi sono ricordato del materiale che avevo raccolto mentre lavoravo in ‘C’era una volta a Hollywood’ e ho deciso di espandere quell’universo.”

“E’ difficile realizzare dei film oggi, ma non impossibile, bisogna credere nei propri principi senza ascoltare e farsi influenzare dai giudizi degli altri, bisogna volerlo senza chiedersi se potrà piacere. Quando uscì ‘Pulp Fiction’ parte della critica espresse un pensiero estremamente severo, e ora a distanza di anni mi sono reso conto che rileggendole non devo prendermela più di tanto, dal momento che se un film continua a far parlare di se allora ne vale la pena” – prosegue l’eclettico cineasta – “L’arrivo di ‘Pulp Fiction’ nelle sale cinematografiche ha inaugurato un periodo sperimentale e molto più permissivo per il cinema, a differenza dei repressivi anni ’80. Se infatti il film fosse uscito alla fine degli anni ’90, sono convinto che la critica sarebbe stata ancora più severa.”

“E’ impossibile rispondere alla domanda in merito alla morte del cinema, soprattutto dopo la pandemia. Io a Los Angeles ho acquistato due sale cinematografiche e devo dire che dopo l’emergenza c’è un’affluenza incredibile con il tutto esaurito nelle sale tutte le sere. Siamo al livello di una boutique di nicchia e non credo che il cinema sia morto altrimenti non avrei comprato un’altra sala” – dice Tarantino“Per quanto riguarda il mainstream, non so se tornerà ai livelli di prima. Noi siamo stati fortunati a poter girare ‘Cera una volta a Hollywood” nel 2019, siamo stai come un uccello che attraversa in tempo una finestra un attimo prima che questa si chiuda.”

“Quando scrivo un film penso solo alla pagina bianca, alla carta, alla penna e al tavolo che in quel momento ho davanti” – conclude infine – “Per me conta la qualità della narrazione dei personaggi, devo scoprire prima la loro storia, ed inizio a pensare alla regia, alla parte tecnica, alle inquadrature delle singole scene solo quando sono sul set. Nella mia carriera ho dato vita a tanti personaggi, e tra quelli che amo c’è quello di Cliff Booth, mentre tra quelli che odio, o nei confronti dei quali provo compassione ci sono Calvin Candie e Rick Dalton. In ogni caso non ho mai creato degli ambienti, dei mondi nei quali vivrei.”

© Riproduzione Riservata