Venezia 78: Paolo Sorrentino emoziona e commuove con il suo discorso di ringraziamento

Venezia 78: Paolo Sorrentino emoziona e commuove con il suo discorso di ringraziamento

Paolo Sorrentino con “E’ stata la mano di Dio”, il suo film più intimo e autobiografico, ha conquistato il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria. Riconoscimento che il regista Premio Oscar, ha accettato con commozione, emozionando l’intera sala con un discorso intenso, sincero e toccante.

“Dovete avere un po’ di pazienza perché sono leggermente emozionato, anche io devo ringraziare un po’ di persone. Devo ringraziare Scott Stuber di Satabac, (…) e tutta la grande squadra di Netflix, sono meravigliosi e inspiegabilmente mi vogliono bene. Ringrazio i miei amici e produttori Lorenzo Mieli e Andrea Scrosati, la troupe che è stata veramente eccezionale e mi ha aiutato moltissimo in un film non facile, così come Filippo, gli attori e tutti i personaggi del film. I miei genitori, Maradona, i miei fratelli, ringrazio mia moglie Daniela, che sono più di vent’anni che mi sopporta e mi vuole bene, e i miei figli Anna e Carlo. Ogni tanto qualcuno un po’ antipatico mi dice ‘ma perché fai un altro film con Toni Servillo?’, beh io ora posso dirgli ‘guardate dove sono arrivato facendo i film con Toni Servillo’. Devo ringraziare Roberto, Richard, Federica, Martina. Devo ringraziare quelli che mi hanno accolto da ragazzo che sono Antonio Capuano e Umberto Contarello, ma soprattutto il mio primo produttore, il mio più caro amico, Nicola Giuliano. Poi niente, volevo parlare di due scene nel film che non ci sono, una è un sogno che non ho fatto, è c’è un ometto di uno e sessanta su un campo di calcio che vi ringrazia e si chiama Maradona, e che ci crediate o no questo è il più grande premio che si poteva ottenere e Maradona vi ringrazia, e volevo parlare di un’altra scena che non c’era nel film. Il giorno dei funerali dei miei genitori, sembra triste invece è addirittura allegra, il preside della mia scuola mandò solo una rappresentanza di quattro compagni di classe e non tutta la classe, e io ci rimasi malissimo, ma questo non ha più importanza, perché oggi è venuta tutta la classe che siete voi. Grazie.”

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