Addio a Hugh Keays – Byrne, ci lascia all’età di 73 anni il volto iconico di Immortan Joe e Toecutter

Addio a Hugh Keays – Byrne, ci lascia all’età di 73 anni il volto iconico di Immortan Joe e Toecutter

Ci lascia all’età di 73 anni l’iconico volto di Immortan Joe in “Mad Max: Fury Road”, diretto da George Miller, nonché di Toecutter nel primo episodio della saga sempre di Miller, Hugh Keays – Byrne.

A dare la notizia della scomparsa dell’attore di origini australiane l’amico di lunga data Brian Trenchard – Smith attraverso un post su Facebook.

“Sono molto triste nel riferire che il nostro amico Hugh Keays-Byrne è morto ieri in ospedale. Un ex attore della Royal Shakespeare Company che si è stabilito in Australia, ha recitato nel mio “Man From Hong Kong”, e ha ottenuto il riconoscimento mondiale come Toecutter in “Mad Max” e Immortan Joe in “Mad Max-Fury Road”. Questa foto riflette l’innato senso dell’umorismo che ha portato non solo al mio film ma a ogni produzione a cui ha lavorato. È stato un bravo attore e un buon amico per me e Margaret per 46 anni. Abbiamo trascorso molte felici domeniche mattine con lui, la sua compagna Christina e un gruppo di colleghi attori e artisti (la Macao Light Company) nella casa che condividevano a Centennial Park. Christina, Jack, Shawn, Tim, Ralph, Robina, i nostri cuori sono per voi. Hugh aveva un cuore generoso, offriva una mano alle persone bisognose o un posto dove stare a un adolescente senzatetto. Si preoccupava della giustizia sociale e della preservazione dell’ambiente molto prima che questi problemi diventassero di moda. La sua vita era governata dal suo senso di unicità dell’umanità. Ci mancherà il suo esempio e la sua amicizia. Vale, Hugh.”

Nato il 18 maggio del 1947, Keays – Byrne dopo essersi trasferito con la famiglia in Gran Bretagna, nel 1968 iniziò a recitare al RSC, e fece le sue prime apparizioni in progetti quali “Come vi piace”, “Molto rumore per nulla”, “Amelto” e “Re Lear”. Tra i suoi lavori ricordiamo: “Braccato in vita” di Philippe Morra, nel 1976, “Detector di Ian Barry, nel 1980, Dove sognano le formiche verdi” di Werner Herzog, nel 1984, “Giochi di morte” di David Webb Peoples, nel 1989 e Sleeping Beauty” di Julia Leigh nel 2011.

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