“Via col Vento”, 10 Curiosità e i Primi 10 minuti dell’indimenticabile classico

“Via col Vento”, 10 Curiosità e i Primi 10 minuti dell’indimenticabile classico

Tra gli indimenticabili classici cinematografici non si può assolutamente non citare “Via col Vento”, di cui vi presentiamo, grazie a Warner Bros., i Primi 10 Minuti.

Adattamento dell’omonimo romanzo del 1936, scritto da Margaret Mitchell, ambientato durante la Guerra di Secessione, e nel periodo successivo della ricostruzione, racconta l’appassionata storia di Rossella O’Hara, Vivien Leigh, volitiva e viziata figlia di un proprietario di piantagioni in Georgia, del suo sentimento d’amore, non ricambiato, provato per Ashley Wilkes, Leslie Howard, sposato con sua cugina Melania Hamilton, Olivia de Havilland, e del matrimonio con l’affascinante Rhett Butler, Clarke Gable.

Qui 10 interessanti Curiosità

1 La produzione del film risultò difficoltosa fin dall’inizio. Le riprese infatti subirono un ritardo a causa della determinazione di Selznick nel volere Clarke Gable per il ruolo di Rhett Butler, e nella ricerca di Rossella, per la quale vennero sostenuti più di 1.400 provini. Tra le attrici presentatasi per il ruolo anche Joan Crawford, Bette Davis e Katharine Hepburn, ma alla fine, a riprese già iniziate, ad avere la meglio fu Vivien Leigh.

2 La sceneggiatura originale, scritta da Sidney Howard, al fine di essere ridotta ad una lunghezza adeguata, fu sottoposta a numerose revisione da parte di altrettanti autori. Il primo di “Via col Vento”, di 4 ore e 46 minuti, era lungo 48 minuti in più della versione finale, mentre il minutaggio delle riprese girato e visionato per il montaggio era di 88 ore.

3 Inserito nella top ten della lista AFI’s 100..Years..100 Movies, dell’American Film Institute, nel 1989 la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti lo selezionò ed inserì per la conservazione nel National Film Registry. George Cukor, regista originale della pellicola, fu licenziato poco dopo l’inizio delle riprese, al suo posto subentrò Fleming, a sua volta sostituito da Sam Word, il quale guidò il progetto per un brevissimo periodo prima di prendersi una pausa per un esaurimento nervoso.

4 Accolto positivamente dalla critica che ne apprezzò soprattutto il cast nel giorno della presentazione in anteprima ad Atlanta, il 15 dicembre 1939, stabilito dal Governatore come festività, “Via col Vento”, vinse nel 1940, ben 8 premi Oscar, un record per l’epoca, tra cui Miglior Film, Regista, Sceneggiatura non Originale, Miglior Attrice e Miglior Attrice non Protagonista, assegnato a Hattie McDaniel, prima afroamericana a conquistare la prestigiosa statuetta.

5 L’omonimo romanzo da cui è stato tratto il film, divenne un vero e proprio successo editoriale, con circa 180.000 copie vendute in quattro settimane, e un milione i sei mesi. Vincitore del Premio Pulitzer nel 1937, venne tradotto in quasi 40 lingue.

6 Clarke Gable convinse la produzione ad assegnare il ruolo di Mami a Hattie McDaniel, la quale non era sicura di poter interpretare il personaggio a causa della sua formazione comica. L’attrice quindi deve il suo premio Oscar, come Miglior Attrice non Protagonista, a Gable, che, come detto, la fece diventare la prima afroamericana e portare a casa il riconoscimento.

7 Nel corso delle riprese della scena che vedeva la città di Atlanta in fiamme, tra l’altro la prima ad essere girata il 10 dicembre 1938, vennero date alle fiamme i set di alcune precedenti produzioni, come quella di King Kong. Il fuoco che ne scaturì fu così forte tanto da spaventare e spingere i residenti della zona, a chiamare le forze dell’ordine, convinti che gli Studios della Metro Gonden Mayer stessero veramente bruciando.

8 Nel 1994 venne realizzata una miniserie in 4 puntate dal canale CBS. Considerata il vero sequel del film, conquistò due Emmy. Protagonisti Joanne Whalley – Kilmer e Timothy Dalton, rispettivamente nei panni di Rossella e Reth.

9 Nella scena in cui Rhett, in occasione della nascita d Bonnie, offre a Mami un drink, Gable versò del vero alcool alla McDaniel, la quale se ne accorse solo quando lo bevve. Una reazione così naturale che la scena venne considerata buona così come era al primo ciak.

10 La versione originale della frase celebre pronunciata da Rhett, “Francamente me infischio!”, era “Franky, my dear, I don’t give a damn!”, e venne censurata all’epoca poiché troppo colorita. Alla Selznick International Pictures venne chiesto di togliere la parola “damn”, cosa che lo studio non fece nonostante rischiasse una multa di 5000 dollari.

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