“Le Mans ’66: La Grande Sfida” – Recensione: l’epica rivalità tra Ford e Ferrari

“Le Mans ’66: La Grande Sfida” – Recensione: l’epica rivalità tra Ford e Ferrari 

“C’è un momento a 7.000 giri al minuto tutto svanisce. La macchina senza peso. Scompare. Resta un corpo che attraversa lo spazio e il tempo. E’ a 7.000 giri al minuto che l’incontri. E’ là che ti aspetta.”

Dal regista candidato agli Academy Award, James Mangold, dietro la macchina da presa di “Quando l’amore brucia l’anima” e “Logan – The Wolwerine”, arriva un film ispirato alla vera e profonda storia di amicizia che ha cambiato per sempre il mondo delle corse automobilistiche. Un racconto dal sapore dolceamaro, intenso e carico di adrenalinica, avvincente competizione.

Nel 1959 infatti, Carroll Shelby, dopo aver vinto la 24 ore di Le Mans, la più difficile tra le gare, è all’apice del successo, ma a causa di una grave patologia cardiaca non potrà più correre. Una notizia devastante ma che non abbatte l’uomo, il quale si reinventa progettista e venditore di automobili in un magazzino di Venice Beach, con al fianco un team di ingegneri e meccanici di cui fa parte anche il brusco collaudatore e premiato pilota britannico Ken Miles.

Quando le vetture di Shelby ottengono un ottimo piazzamento a Le Mans alle spalle delle inarrestabili Ferrari, la Ford Motor Company decide di ingaggiare il giovane intraprendente al fine di progettare la macchina in grado di porre fine al dominio delle rosse di Enzo Ferrari. Così, nonostante i contrasti con la casa, Shelby, Miles e la loro squadra iniziano la scalata verso la desiderata vittoria, che però pagheranno a caro prezzo.

“Era importante per me riuscire a dare vita ad un film che fosse in grado toccare il cuore dello spettatore coinvolgendolo completamente e catapultandolo accanto ai protagonisti. Un film che rappresentasse in modo reale e crudo i fatti, la bellezza delle macchine, dei motori, il fascino del pericolo. Che ne raccontasse le emozioni, le paure e lo sforzo nel voler raggiungere l’obiettivo. Per questo motivo mi sono rivisto in loro, dal momento che realizzare macchine a quel tempo, non era molto diverso dall’impegno di creare film, poiché devi convincere gli altri della realtà del tuo sogno” – dichiara John Mangold“Lavorare con Matt e Chris è stato molto semplice. Son persone che amano recitare, amano ciò che fanno, sono generosi e non si atteggiano da star” – prosegue – “Il lavoro della ricerca è stato veramente monumentale data la grande quantità di informazioni scritte e video a disposizione. Ma credo che visionarle sia stata la parte più interessante”.

“Le Mans ’66 – La Grande Sfida”, non si limita a ripercorrere, descrivendoli accuratamente, gli eventi di un epico confronto, che susseguendosi freneticamente conquistano l’attenzione non solo degli appassionati, bensì scavando nell’intimità nei sentimenti di un’amicizia fraterna, tra due uomini dal grande temperamento, audacia ed ambizione, che va oltre la voglia di vincere ed affermare la propria superiorità sportiva, ne mostra e trasmette accuratamente quella passione viscerale, quell’ardore così raro e difficile da trovare oggigiorno, dove tutto è dominato e si riduce ad un’operazioni di marketing.

Naturalmente tutto ruota attorno alle due figure carismatiche di Shelby e Miles, magnificamente interpretati da Christian Bale e Matt Damon, che rettilineo dopo rettilineo, curva dopo curva, tolgono il fiato e conquistano senza alcun dubbio scena e pubblico.

“Le Mans ’66: La Grande Sfida”, arriverà nelle sale cinematografiche il 14 novembre, distribuito da 20th Century Fox.

Emanuela Giuliani

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