“WESTERN STARS”, il film di Bruce Springsteen e Thom Zimmy presentato alla Festa del Cinema di Roma

“WESTERN STARS”, il film di Bruce Springsteen e Thom Zimmy presentato alla Festa del Cinema di Roma

Versione cinematografica dell’ultimo album di successo internazionale di Bruce Springsteen, “Western Stars”, nelle sale cinematografiche il 2 e 3 dicembre distribuito da Warner Bros. Pictures, segna il debutto alla regia del Boss, dietro la macchina da presa assieme al suo collaboratore di lunga data Thom Zimny.

Il film offre ai fan di tutto il mondo l’unica opportunità di vedere Springsteen esibirsi in tutte e tredici le canzoni dell’album, accompagnato da una band e da un’intera orchestra, sotto il soffitto a cattedrale del fienile della sua centenaria proprietà.

Uscito a cinque anni di distanza dal precedente progetto in studio di Springsteen, l’album Western Stars” segna un punto di partenza per il leggendario cantante / cantautore pur attingendo sempre dalle sue radici. Toccando temi come l’amore e la perdita, la solitudine e la famiglia, e l’inesorabile passare del tempo, il docu-film evoca il West americano – sia il leggendario che il duro – in cui si intrecciano filmati d’archivio ed il racconto in prima persona della rockstar con la canzone per narrare la storia.

“Western Stars”, diciannovesimo album in studio di Springsteen, ha raggiunto il successo mondiale e ha ottenuto recensioni entusiastiche. Si è posizionato al primo posto delle classifiche iTunes in tutti i continenti, inclusi paesi come Stati Uniti, Regno Unito, Belgio, Germania, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Australia, India, Sudafrica e tutta la Scandinavia, tra gli altri.

Springsteen e Zimny ​​hanno collaborato a diversi progetti nel corso degli anni, tra cui il documentario “The Promise: The Making of Darkness on the Edge of Town”, e la versione filmata trasmessa su Netflix di “Springsteen on Broadway”, vincitore del Tony Award, che Zimny ​​ha diretto.

“Western Stars” è scritto ed interpretato da Bruce Springsteen, con Special Guest Patti Scialfa. Thom Zimny, Jon Landau, Barbara Carr e George Travis hanno prodotto il film, con la produzione esecutiva di Springsteen. La colonna sonora originale è di Springsteen. Direzione della fotografia di Joe DeSalvo, e montaggio di Zimny.

DOMANDE E RISPOSTE CON IL REGISTA / SCRITTORE / CANTANTE-CANTAUTORE BRUCE SPRINGSTEEN E  IL REGISTA THOM ZIMNY

DOMANDA: Bruce, negli ultimi anni, hai scritto un libro di memorie, hai fatto uno spettacolo di successo a Broadway e ora, con “Western Stars”, hai debuttato alla regia. Puoi parlarci un po’ della loro connessione?

BRUCE SPRINGSTEEN: “Il libro è venuto in modo molto organico, e dal libro è arrivato lo spettacolo teatrale, e dallo spettacolo è arrivato un approfondimento della risoluzione dei fili filosofici su cui ho lavorato per tutta la mia vita. Come ho detto all’inizio del film, ci sono due lati del personaggio americano: il lato solitario, e il lato che brama la connessione e la comunità, e ho passato una vita a cercare di capire come conciliare queste due cose. Sapevo che non sarei andato in tour per Western Stars, quindi avevo bisogno di un altro modo per entrare in contatto con i fan. Ho detto: “Giriamo l’intero album dall’inizio alla fine”, cosa che abbiamo fatto. La sceneggiatura della narrazione è arrivata dopo. E poi, con Thom, abbiamo messo insieme le immagini e girato dei filmati, e improvvisamente è uscito fuori questo film che ha emozionato entrambi, e che speriamo arrivi al pubblico. Quindi, ho scritto il libro e poi ho fatto uno spettacolo a teatro, e ora questo film è il completamento di quella trilogia di lavori.”

DOMANDA: “Western Stars” segna la tua prima collaborazione come co-regista. Potete entrambi raccontare qualcosa sul vostro impegno in questo film?

BRUCE SPRINGSTEEN: “Thom ha concepito il film con me, e ha gestito il lavoro dietro la macchina da presa. Il mio compito era controllare lo sviluppo del film e coordinare gli intermezzi delle canzoni. È stata una vera collaborazione tra noi, ed è stato molto divertente.”

THOM ZIMNY: “Fin dall’inizio, abbiamo avuto un approccio diverso dagli altri film per “Western Stars”. Inizialmente abbiamo pensato di girarlo in uno stadio, ma alla fine abbiamo realizzato l’intera performance nello storico fienile centenario della proprietà di Bruce, che ci ha fornito lo sfondo perfetto per le canzoni e le storie che raccontavano.”

BRUCE SPRINGSTEEN: “Penso che la scelta del fienile abbia avuto molto a che fare con l’atmosfera del film, un po’ grintosa e molto intima, come d’altronde sono la maggior parte delle canzoni.”

DOMANDA: Tornando al materiale originale: Bruce, qual era l’idea di base dell’album Western Stars?

BRUCE SPRINGSTEEN: “In realtà era solo una raccolta di canzoni che avevo messo insieme, e tutte evocavano la stessa ambientazione, il West americano. Lo stile della composizione ricordava quello della California del sud alla fine degli anni ’70. Mi interessava scrivere seguendo quella vena. E c’era un arco emotivo che stavo cercando di comunicare, ed è quello che le immagini mettono in risalto, molto più di quanto abbia fatto il disco. Quando abbiamo aggiunto il parlato tra la musica, le parole hanno davvero tracciato quell’arco che volevo per l’album, e ha messo in primo piano i temi che approfondiva.”

DOMANDA: Il fienile fornisce un’atmosfera seducente, ma le storie dietro ogni canzone hanno uno sfondo molto più ampio. Ci puoi raccontare di quelle riprese?

THOM ZIMNY: “Le sezioni tra le canzoni sono state girate nell’area del deserto di Joshua Tree. E in seguito, ascoltando i brani strumentali che Bruce stava costruendo, in alcuni momenti ho sentito qualcosa che evocava un sentimento o un’immagine, quindi abbiamo parlato di alcuni degli elementi visivi che mi venivano in mente ascoltando il sound. E’ stata un’opportunità molto rara, perché sono stato in grado di concepire le immagini sulla base di questa partitura che stava letteralmente nascendo accanto a me, ed è stata un’esperienza che non dimenticherò mai. Abbiamo raccolto molte idee e poi ci siamo avventurati nel deserto.”

DOMANDA: Bruce, in che modo “Western Stars” è stato influenzato dalla tua esperienza nel West americano e dal mito delle frontiere nella tua crescita?

BRUCE SPRINGSTEEN: “Sono cresciuto negli anni ’50, quando il West regnava, quindi filtrava naturalmente nelle ossa. E il sud-ovest mi ha sempre attratto, per le sue dimensioni e il modo in cui è pesato sulla mia psicologia. Ho anche vissuto in California per quasi dieci anni, e mi è piaciuto molto, quindi anche se provengo dal New Jersey, volevo che il mio lavoro comprendesse l’intero Paese. La cosa bella di questo film è che la performance è stata eseguita nel fienile della mia casa nel New Jersey, e che abbiamo girato tutti gli altri filmati nel sud-ovest; abbiamo così ottenuto il meglio da entrambe le realtà. Per me, il West continua ad essere un paesaggio mitico; è un qualcosa che da americani portiamo dentro di noi, cogliamo immediatamente l’isolamento di quello spazio, la difficoltà a stabilire le connessioni umane più elementari, e la lotta per il senso di comunità e l’amore. Il tutto emerge da solo, quando inserisci le tue narrazioni in quella parte del paese. Quindi è stato bello poterlo fare, recarsi in quei posti ed effettuarci delle riprese, e Thom ha svolto un ottimo lavoro insieme al nostro direttore della fotografia, Joe [DeSalvo].”

DOMANDA: Il film offre alcuni spunti personali sulla tua vita e la tua carriera, alcuni dei quali possono sorprendere anche i tuoi fan di sempre. Puoi spiegarceli?

BRUCE SPRINGSTEEN: “Quando avevo 30 anni, una mattina mi sono svegliato e mi sono chiesto: “Qual è il mio posto nel mondo?” Mi piaceva lavorare e la band era eccezionale, ma non c’era molto altro. E’ lì che ho iniziato a capire che avevo raggiunto un limite: ero arrivato davanti ad un muro e non sapevo dove altro andare. Eppure dovevo andare in qualche altro posto, per trovare una strada alternativa ed arrivare dove avrei voluto. Davvero, questo film non avrebbe motivo di esistere senza quelle premesse. Penso che se vuoi prosperare e continuare ad essere creativo sia nella tua vita personale che in quella lavorativa, e con i tuoi cari, devi fare quei salti di coscienza ogni tanto. E ciò che ti consente di spostarti ad un livello successivo: è, alla fine, l’amore. Quindi il film parla di quel viaggio verso la tua pace interiore, concedendoti una vita ed essere in grado di goderti la stessa insieme a tutto il dolore e la felicità che porta. Quindi speriamo che il film sia universale in questo senso.”

DOMANDA: “Rhinestone Cowboy” è una scelta interessante per concludere il film. Puoi dirci perché la senti come la canzone a te più vicina, dal momento che non è presente nell’album?

BRUCE SPRINGSTEEN: “Glen Campbell ha avuto un’enorme influenza sull’album, così come Jimmy Webb e quel tipo di pop della California del sud, quindi ho detto a Thom che sarebbe stata una canzone divertente e giusta per la chiusura.”

THOM ZIMNY: “E inoltre, questo è lo spirito che ho vissuto negli ultimi 19 anni: ti prepari per un determinato programma, e poi all’ultimo minuto arriva nel film questa canzone nuova. Per me è stata come una magia di cui non avevo il controllo, ma sembrava un modo perfetto per chiudere il film.”

DOMANDA: Infine, cosa speri che rimarrà al pubblico dopo aver visto il film?

BRUCE SPRINGSTEEN: “Quando ascolti il ​​disco Western Stars, vivi un’esperienza unica, ma la realizzazione del film mi ha permesso di raccontare una storia in un modo che non ho mai fatto. È stata solo accennata nel corso degli anni, e si riflette in molti dei miei lavori, ma è una storia che non ho mai raccontato prima. Questo è ciò che ci ha entusiasmato, e ciò che Thom mi ha permesso di fare. Penso che il film approfondisca il contenuto emotivo della musica in un modo che spero possa intrattenere, ispirare ed arrivare ai miei fan. È anche la continuazione della conversazione che ho intrattenuto con loro fin da giovane, e li ringrazio per essermi sempre stati al fianco.”

La Redazione