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“MARRIAGE STORY”, di Noah Baumbach: il Colpo al Cuore di Venezia ‘76

“MARRIAGE STORY”, di Noah Baumbach: il Colpo al Cuore di Venezia ‘76

“MARRIAGE STORY”, di Noah Baumbach: il Colpo al Cuore di Venezia ‘76

Protagonista della seconda giornata della Mostra del cinema di Venezia, oramai entrata nel vivo, senza alcun dubbio, uno dei titoli più attesi, “MARRIAGE STORY”, del regista Noah Baumbach, il quale porta sul grande schermo il difficile traumatico percorso del divorzio, da lui vissuto circa 10 anni fa, e che lo ha profondamente segnato.

“Ci rendiamo conto della realtà dei fatti nel momento in cui questi non vanno come dovrebbero, è come osservare la nostra casa dall’esterno e riuscire finalmente a vederne per la prima volta, le reali fattezze” – afferma Baumbach“Partendo dalla crisi ho ricostruito il viaggio del matrimonio ed il legame racchiuso. E’ stata un’esperienza gratificante ed un privilegio aver avuto la possibilità di lavorare con un cast così grande. Le riprese sono durate 50 giorni, e si sono svolte tra Las Angeles e New York. Al termine di ogni scena faticavo così tanto ad uscirne che avevo bisogno di andare a passeggiare. Era come assistere a due atleti in costante competizione tra loro” – conclude – “Nei dialoghi ho cercato di mettere me stesso ed il quotidiano, e sapere che Adam e Scarlett avrebbero fatto parte del progetto mi ha dato un ulteriore spinta. Il film inizia con il rispettivo omaggio di Nicole e Charlie, in cui l’uno elenca i pregi dell’altro. Una lista che racchiude un amore destinato a trasformarsi in una battaglia legale e che nonostante si stia sgretolando, non svanirà mai. Ed è proprio su questo che ho costruire l’intera storia.”

Un racconto dall’intensa nuda forza emotiva, in grado di trasmettere e far percepire con veemenza le emozioni provate dai protagonisti in un crescendo di tensione che implode ed esplode liberando, una volta per tutte, i pesanti fardelli e rancori, repressi fino a quel momento dai protagonisti, interpretati magistralmente da Adam Driver e Scarlett Johansson, affiancati da un altrettanto impeccabile Laura Dern, nel ruolo della complessa ed ironica figura dell’avvocato divorzista, il cui monologo sul perchè una donna deve essere perfetta ha suscitato un caloroso applauso in sala.

“Abbiamo girato quella scena in due giorni senza analizzarla, ognuno era in una stanza diversa” – rivela Driver, alla sua quarta collaborazione con il regista – “E’ un film molto teatrale, come del resto lo è il divorzio. Le sceneggiature di Noah sono scritte molto bene.  E’ stata una scena molto difficile, perché man mano che si girava le intenzioni cambiavano così come le posizioni della macchina da presa. Non capita sempre di avere la possibilità di realizzare progetti del genere. Ne avevamo parlato tanto con Noah, immergendoci nell’argomento, ma è così che lui lavora. Si inizia dall’idea e si avanti. Lui ci segue sempre.”

“Questo film” – prosegue Scarlett Johansson“Ha tanto di noi, dal momento che ognuno può ritrovarsi a vivere una situazione del genere. Quando ho incontrato Noah, io stavo affrontando il mio secondo divorzio ma lui non lo sapeva, così come io non sapevo dell’argomento trattato nel film. Ci siamo rivisti dopo tanto tempo, ed entrando nella stanza ho iniziato a lamentarmi chiedendo un bicchiere di vino, e a quel punto Noah mi ha rivelato tutto. Ho pensato fosse destino.”

Baumbach con “MARRIAGE STORY”, regala al pubblico del Lido il primo forte colpo al cuore, mettendosi a nudo, e dando vita ad un potente, viscerale ed equilibrato ritratto, in cui si ride, si piange e si riflette sulla fine di una vita in comune, sulla trasformazione dell’amore, sulla difficoltà nel comprendere, accettare e saper ricominciare, sui propri e gli altrui sbagli. Dialoghi e parole di una narrazione semplicemente perfetta, curata meticolosamente. La cui veriditicità toglie il respiro trafiggendo e svuotano l’animo, lasciando spazio solo al sapore amaro di una comune realtà, pronunciate dalla rabbia e dall’istinto del momento da entrambe le parti, alimentate da tante domande alla quale forse non esiste la giusta risposta.

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