fbpx
“AD ASTRA”: il deludente shi – fi diretto da James Gray , in concorso a Venezia ‘76

“AD ASTRA”: il deludente shi – fi diretto da James Gray , in concorso a Venezia ‘76

“AD ASTRA”: il deludente shi – fi diretto da James Gray , in concorso a Venezia ‘76

Se il primo colpo al cuore di questa Venezia ’76 ci è stato regalato dall’inteso “Marriage Story”, di Noah Baumbach, con protagonisti Adam Driver e Scarlett Joahnsson, a riportare in equilibrio l’ago della bilancia, negativamente, della seconda giornata, se così si può dire, ci pensa “Ad Astra”, debutto del regista James Gray nella fantascienza, tanto atteso quanto deludente.

Al centro della storia, ambientata in un futuro ipotetico, l’astronauta Roy McBride, il quale con la speranza di ritrovare il padre scomparso quando lui era ancora un bambino, nel corso del segretissimo progetto Lima, accetterà di recarsi su Marte con il compito di lanciare un appello a quest’ultimo, ritenuto dall’intelligence americana ancora vivo e pericoloso.

Un’avventura nello spazio infinito, specchio del tumultuoso viaggio interiore intrapreso da Roy, che gradualmente lo farà implodere costringendolo ad affrontare il pesante carico emotivo, che lentamente, giorno dopo giorno, logora il suo animo, e lo poterà, una volta raggiunto l’obiettivo e trovatosi faccia a faccia con il genitore, a prendere coscienza di se stesso, e, soprattutto dei suo errori.

Una lotta tuttavia, quella racchiusa e raccontata da Gray, priva di impeto, non trasmessa e percepita a causa di una narrazione che perdendosi fin dalle prime scene nel buio spaziale, dallo spettacolare impatto visivo, non permette allo spettatore di entrare in contatto con la storia e con il personaggio protagonista interpretato da un non valorizzato Brad Pitt, il cui arrivo a catalizzato facendo impazzire il Lido, rimanendo sospeso nel limbo di un imbarazzante incertezza emotiva.

“Tutto riguarda una certa definizione di mascolinità” – dichiarata Pitt in merito all’approccio che ha avuto con il film – “Siamo cresciuta in un’epoca in cui ci hanno insegnato che bisogna essere forti, e non si deve lasciare spazio alla debolezza, bisogna nascondere le emozioni. Ci siamo chiesti in che modo possiamo aprirci, e relazionarci di conseguenza con la famiglia, i compagni di vita, i genitori, i figli e con soprattutto noi stessi, perché infondo è questo che stiamo cercando.”

“Ad Astra”, il cui cast include anche Tommy Lee Jones, Donald Sutherland, Ruth Negga, Greg Bryk, Lisa Gay Hamilton, Kimberly Elise, Jamie Kennedy, John Ortiz, Loren Dean, John Finn, Alyson Reed e Anne McDaniels, arriverà nelle sale cinematografiche a settembre distribuito da 20th Century Fox.

RED CARPET.

© Riproduzione Riservata