James Gunn rompe il silenzio sul suo licenziamento alla Disney e su tutto ciò che è successo inseguito.

James Gunn rompe il silenzio sul suo licenziamento alla Disney e su tutto ciò che è successo inseguito.

Durante la scorsa estate, a causa di alcuni vecchi tweet, James Gunn, allora impegnato a scrivere il terzo episodio di “Guardiani della Galassia”, la Disney decise di licenziare immediatamente il regista, mettendo in serio pericolo la carriera di quest’ultimo.

E risale a pochi mesi fa l’annuncio da parte dell’azienda di aver chiarito e nuovamente coinvolto Gunn nel progetto. Adesso, per la prima volta, il regista ha parlato di quanto accaduto allora.

Come ti sei sentito quando la Disney ti ha invitato ad occuparti di nuovo di Guardiani della Galassia 3?

Mi ero appena seduto a parlare con DC di “Suicide Squad” ed ero davvero eccitato di ciò. Credo che la Disney mi abbia ripreso perché ha capito che fosse la cosa giusta da fare. In questa industria, c’è anche tanta gente buona e disposta ad ascoltare. Ed in seguito ho detto a Kevine Feige che aver già deciso di prendere parte al progetto di “Suicide Squad”.

Nè Horn né Feige hanno incontrato altri registi ma la tua uscita di scena è stata molto enfatica. Tu hai mai temuto veramente di aver perso il franchise che avevi portato sul grande schermo?

Beh si. Io stavo scrivendo “Suicide Squad” e ho pensato di aver perso per sempre il mio progetto. È stato un po’ come separarsi dalla propria moglie. In genere, non guarderei mai i sei anni di vita trascorsi con mia moglie come uno spreco di tempo. Piuttosto, li considererei come un periodo in cui sono cresciuto tanto e siamo stati davvero bene insieme ma le cose non sono semplicemente andate bene. È successo così anche con Disney. Non volevo guardarmi indietro ed essere arrabbiato o dispiaciuto. Volevo soltanto dire addio in modo tranquillo e gentile.

 Cosa hai provato nel momento in cui sei stato licenziato per quanto avvenuto su un social network?

Me la sono presa solo con me stesso. Mi è dispiaciuto tantissimo aver parlato male, all’epoca, essermi espresso in quel modo, aver esagerato col mio humor. So che molte persone sono state male per quello che ho detto e so di averle fatte soffrire. Disney aveva assolutamente ragione a licenziarmi. Io ho detto qualcosa che a loro non è piaciuto e loro avevano tutto il diritto di licenziarmi. Ho sentito che la mia carriera era finita. È stato uno dei momenti più difficili della mia vita. E ne ho avuti parecchio. Alcuni amici si sono suicidati e altre cose del genere. Eppure, mi sono sentito davvero male a causa del licenziamento. Sono come molte altre persone che vogliono soldi e potere. Dal momento del licenziamento, però, ho iniziato a pensare diversamente. Sono un artista, amo raccontare storie e amo ricevere e dare amore e calore umano. Il mio modo di essere amato erano il mio lavoro e la fama. Prima del licenziamento, non avevo sperimentato altre forme di amore così forti. È sempre stato un problema per me l’essere amato. Dopo il licenziamento, ho ricevuto così tante dichiarazioni di affetto e di vicinanza da sentirmi totalmente inebriato ed è cambiato davvero tutto. Ho vissuto tutto attimo dopo attimo, ho staccato dai social network e ho iniziato a guardarmi attorno. È stato incredibilmente difficile ma adesso vedo le cose in modo diverso.

Cosa mi dici in relazione all’aver fatto tutto quanto da solo? Ti sei dato tante colpe?

Certo, ero molto arrabbiato con me stesso. So quanti errori ho fatto nella mia vita e conosco bene le conseguenze che hanno procurato. È una cosa che fa parte di tutti. Ma, allo stesso modo, non potevo rimanere vittima di tutto ciò.

Tornando su Guardiani della Galassia, quali personaggi e quali temi non vedi l’ora di sviluppare nel terzo film?

Quando mi chiedono cosa mi dispiacesse di più del mio licenziamento, senza dubbio risponderei citando il mio rapporto particolare con Rocket. Sono io Rocket, anche se suona abbastanza narcisista come affermazione. Groot, invece, è come se fosse il mio cagnolino. Lo amo in modo totalmente diverso. Sono affezionato a Rocket e provo compassione nei suoi confronti. Ha un arco narrativo che inizia nel primo film, continua nel secondo e prosegue in “Infinity War” e in “Endgame”. Ed è difficile che finisca nel terzo episodio di “Guardiani”. Perdere Rocket è stato un vero dolore.

Quanto ti dispiace che Rocket non sia stato nominato all’Oscar con il suo debutto, A star is born?

Ho amato quel film. Mi ricordo quando parlavo con Bradley che mi mostrava le prime riprese con Lady Gaga. Ero molto felice per lui ma anche in ansia. Ho tanti amici che hanno fatto tanti film e non sono mai stati nominati. Lui, comunque, ha avuto parecchio successo con questo straordinario film.

Che cosa mi dici dell’industria in cui lavori? Riesce a dare una seconda possibilità?

Ci sono davvero tante persone positive. Questa è una delle cose che ho imparato. Le persone imparano dai loro errori. Se togli ad una persona la possibilità di essere una migliore persona, non so che fine potremmo fare. Ho imparato tanto su di me attraverso questo processo.

FONTE VARIETY.