“LO SPIETATO”, con protagonista Riccardo Scamarcio – Recensione ed Incontro stampa.

“LO SPIETATO”, con protagonista Riccardo Scamarcio – Recensione ed Incontro stampa.

Riccardo Scamarcio ne: “LO SPIETATO”, è Santo Russo, calabrese cresciuto nell’hinterland milanese, che nel racconto diretto da Renato De Maria, nelle sale l’8, 9 e 10 aprile, distribuito da Nexo Digital, e dal 19 del medesimo mese disponibile su Netflix, nel bel mezzo degli anni d’oro della moda, dei soldi facili, dell’arte d’avanguardia e della disco music, decide di conquistare la vertiginosa e caleidoscopica città lombarda, intraprendendo la pericolosa ed estrema strada della criminalità.

Così, tra rapimenti, traffici di droga, esecuzioni a sangue freddo, riciclaggio di denaro sporco e lusso, il nostro gangster dalla mentalità yuppie, costantemente in bilico tra la famiglia e l’affetto della moglie Mariangela, devota e remissiva, Sara Serraiocco, e la passione dell’amante Annabelle, bellissima, elegante e irraggiungibile, Maria – Ange Casta, da inizio alla sua tragicomica scalata.

Una vicenda dalla forte rappresentazione scenico narrativa, in cui a dominare sono, il giallo, il blu e il rosso, della furbizia, della potenza e violenza, dal ritmo dinamico e frizzante, assolutamente vincente, della colonna sonora affidata a Riccardo Senigallia ed Emiliano Di Meo, in cui ogni elemento è ben studiato e costruito, in primis l’accattivante mix di ironia e brutalità, caratteristica fondamentale del film e soprattutto del protagonista Santo.

“LO SPIETATO è un sogno adolescenziale che si realizza” – dichiara il regista presente all’incontro stampa, assieme al cast, in occasione della visione in anteprima – “Sono cresciuto vedendo i film di gangster che mi piacevano tantissimo, leggendo Dashiell Hammet, vedendo i noir americani e Melville, il regista francese. E’ un genere che mi ha sempre appassionato, poiché racchiude l’azione, la tragedia greca, la perdita disastrosa del potere, la storia d’amore, immancabile ovviamente, e la spettacolarità dall’affascinante ed interessante tono narrativo” – prosegue – “Nel 2015 nel corso della preparazione del documentario “Italian Gangster”, realizzato con l’Istituto Luce, dedicato ai poliziotteschi ed ai banditi degli anni ’50 e ’60 del nord Italia, ho avuto la possibilità di rileggere “Manager Calibro 9”, di Pietro Colaprico e Luca Fazzo, letto nel ’90, e li ho compreso finalmente di aver trovato la storia giusta su cui lavorare, che aveva in sé tutto ciò che a me piaceva, e che aspettavo da tutta la vita” – conclude – “Assieme agli sceneggiatori, Valentina Strada e Federico Gnesini, abbiamo riscritto una storia vera secondo il linguaggio cinematografico. Santo Russo nasce dalla nostra passione per il cinema. Quando crei un film sui gangster, hai la possibilità di raccontare anche l’ambiente sociale circostante, che in questo caso era la Milano degli anni ’60, ’70 e ’80, ed in particolare l’insediamento della ‘ndrangheta dalla periferia al centro, con la mediazione ed il riferimento cinematografico di quel poliziottesco italiano fonte di ispirazione per il cinema internazionale, come il romanzo “Milano Calibro 9” di Fernando Di Leo, e “Il Libro dei Racconti” di Scerbanenco”.”

Dal canto suo Riccardo Scamarcio, conferma di trovarsi perfettamente a suo agio nei panni del boss in ascesa, in una Milano da bere in cui a vincere è colui che ha più sete. Sprezzante, determinato, privo di scrupoli dal tagliente, canzonatorio sarcasmo, il Santo Russo dell’attore pugliese, senza alcun dubbio, emerge e convince con decisione, impadronendosi della scena con naturale disinvoltura.

“Ho incontrato Renato un anno prima dell’inizio riprese, e nel momento in cui mi ha detto di voler realizzare una gangster comedy avendo come punto di riferimento “Goodfellas”, di Martin Scorsese, ho accettato immediatamente” – confessa sorridendo – “Mi sono divertito molto, anche perché i personaggi mi ricordavano le figure losche e ambigue della mia infanzia ad Andria. Il ritmo serrato delle sei settimane di riprese, mi ha permesso di lasciarmi andare, ed è stato uno ottimo stimolo per tutti.”

“LO SPIETATO” è una produzione Bibi Film con Rai Cinema, ed il cast include, Alessandro Tedeschi e Alessio Praticò, al fianco di Scamarcio rispettivamente nelle vesti degli amici fidati Mario Barbieri e Slim.

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