“IRISH FILM FESTA”: Il palmarès della XII edizione.

“IRISH FILM FESTA”: Il palmarès della XII edizione

Si è conclusa domenica 31 marzo, la XII edizione di IRISH FILM FESTA, il festival interamente dedicato al cinema e alla cultura irlandese, che come ogni anno si è tenuto alla Casa del Cinema di Roma.

Nella serata conclusiva, sono stati annunciati i cortometraggi vincitori nelle sezioni “drama” e “documentario”:

Miglior cortometraggio DRAMA: “BLESS ME FATHER” di Paul M. Horan.

Per la capacità di raccontare una storia senza tempo in un piccolo paese, custode di segreti inconfessabili. Per la messa in scena claustrofobica, dove il confessionale diventa luogo di confronto, sfogo e redenzione. Per il rigore registico al servizio del racconto e dei due straordinari attori, che fanno vivere la storia attraverso la loro voce e le loro misurate espressioni. Il peccato da espiare passa da un profondo rancore e un desiderio di vendetta

Miglior cortometraggio DOCUMENTARIO a MOTHER & BABY” di Mia Mullarkey.

Per la forza del racconto doloroso e poetico che, attraverso un’accurata ricostruzione, fa luce e fissa la memoria sulla vicenda poco nota di tanti bambini irlandesi crudelmente strappati alle madri e alla vita, da una spietata ingiustizia sociale.

La giuria era composta da Cristian Scardigno (regista, Cisterna Short Film Festival), Kissy Dugan (Scrittrice/Produttrice, presidente di WiFT&M Italia), Elisabetta Pandimiglio (Scrittrice/Regista) e Lance Pettit (Associate Research Fellow, Birkbeck, University od London).

E’ stata una splendida edizione” – dice il direttore artistico Susanna Pellis – “Siamo soddisfattissimi per il livello di film e dibattiti, per l’influenza e il coinvolgimento del pubblico, per l’entusiasmo e il riconoscimento che i filmmarker, gli attori e gli artisti irlandesi presenti a Roma hanno espresso nei confronti del festival. Tutto è andato davvero oltre le nostre aspettative e tutto ci incoraggia a continuare il lavoro fin qui svolto.

Un’edizione dal bilancio decisamente positivo, capace di coinvolgere un pubblico nutrito e variegato, che nei cinque giorni della manifestazione ha partecipato davvero numeroso, dimostrando grande apprezzamento per i titoli proposti e facendosi coinvolgere nei Q&A con gli autori e gli attori. Grandi applausi per le opere prime “The Drummer and the Keeper” di Nick Kelly, “Metal Heart” di Hugh O’Conor e “The Dig” di Andrew e Ryan Tohill, così come per titoli più attesi come il campione d’incassi “Black ‘47” di Lance Daly.

Sold out per i programmi dei cortometraggi, ennesimo segnale incoraggiante per un genere che fatica a trovare visibilità all’esterno dei festival, ma che ogni anno riesce a conquistarsi una fetta sempre più grande di appassionati e intenditori.

Grande soddisfazione anche per l’attenzione dimostrata ai documentari, a cui IFF ha dedicato il panel “Isle of Docs”, per porre l’attenzione l’ascesa del documentario nel New Irish Cinema. I filmmaker Sean Murrày e Frank Berry hanno incontrato il pubblico, condividendo le loro esperienze di produzione e scrittura.

IFF ha dimostrato nuovamente la sua predilezione per gli attori. Quest’anno ospite d’onore è stato il nordirlandese John Lynch (“Nel nome del padre”, “Niente di personale”, “Sliding Doors”) che ha tenuto una masterclass per studenti di recitazione e un incontro pubblico di grande generosità, durante il quale ha ripercorso la sua carriera, senza nascondere difficoltà e ostacoli affrontati. Un pubblico attento ha ascoltato la sua chiacchierata con il direttore Susanna Pellis durante il quale l’attore ha raccontato dei suoi esordi al fianco di Helen Mirren, del suo rapporto con la madre (molisana di Trivento), dei problemi con l’alcol poi superati, degli strumenti di un attore, del suo essere un artista europeo e della sua nuova carriera da scrittore. È stata anche l’occasione per scoprire il prossimo progetto d’attore che coinvolgerà l’Italia: John Lynch infatti interpreterà Massimo Troisi, anzi una sua versione immaginaria più vecchia e più saggia, in un film diretto dal nipote del grande attore napoletano, Massimo Veneruso, e le cui riprese inizieranno a settembre all’ombra del Vesuvio. Nel cast anche Gabriella Pession che insieme a Massimo Veneruso ha partecipato all’incontro tra il pubblico.

Altro grande protagonista di questa edizione è stato Hugh O’Conor, che esordì bambino al fianco di Liam Neeson in “Lamb” di Colin Gregg (proiettato a IFF per l’Irish Classic) che non solo ha portato la sua opera prima “Metal Heart”, ma anche una mostra fotografica con ritratti di registi e attori irlandesi, iniziativa inserita nel Mese della Fotografia) e che ha saputo toccar il cuore del pubblico grazie al suo sorriso timido e a quegli occhi vivi, rimasti ancora bambini.

Attore anche il protagonista di IFFbooks, la sezione dedicata alla letteratura inaugurata nella scorsa edizione. L’attore e sceneggiatore Karl Geary ha portato a IFF il suo romanzo d’esordio Montpelier Parade (Playground Libri/Fandango Editore) e stregato il pubblico con una lettura appassionata in cui ha dato voce alle sue pagine, dimostrandosi persona di grande spessore e umanità

Tanti i momenti clou di questa edizione, oltre agli incontri e alle proiezioni. La scoperta del progetto di film su Massimo Troisi con la gradita visita di Massimo Veneruso e Gabriella Pession nel pubblico per incontrare il loro imminente collega di lavoro John Lynch.

La canzone dedicata dall’attore Dara Devaney (a IFF come protagonista del dramma storico “The Mam Trasna Murders” di Colm Bairéad), che in occasione della proiezione di Black ’47” ha regalato al pubblico un’intensa interpretazione di due brani della tradizione gaelica.

I ringraziamenti di Moe Dunford ((a IFF con ben quattro film), che prima della proiezione di “The Dig”, davanti a una sala piena ha voluto esprimere il suo apprezzamento per il lavoro svolto da Susanna Pellis, direttore artistico del festival, per conoscere il cinema irlandese in Italia.

L’annuncio, prima della chiusura del festival con la serie “Derry Girls”, del gemellaggio con l’associazione culturale Red Shoes, che si occupa di approfondire e diffondere la cultura cinematografica britannica in Italia. L’intento del gemellaggio è quello di organizzare in comune iniziative cinematografiche e culturali, a partire in particolare da quelle legate al territorio nordirlandese. Durante l’annuncio sono stati ricordati gli accordi del Venerdì Santo di 21 anni fa, con i quali si pose fine alle ostilità fra “le due Irlande”.

La Redazione.