“GOMORRA”: IL CAST ED I REGISTI PRESENTANO LA QUARTA STAGIONE.

“GOMORRA”: IL CAST ED I REGISTI PRESENTANO LA QUARTA STAGIONE.

Nata da un’idea di Roberto Saviano e tratta dal suo omonimo best seller, dal 29 marzo torna la serie originale targata Sky “GOMORRA”, con una quarta stagione, i cui 12 episodi promettono nuovi colpi di scena, intrighi, faide e tradimenti.

“Gomorra 4 ha una svolta economica, politica e finanziare, in cui è chiaro che l’Italia è il Venezuela d’Europa. Non esiste l’economia sana, poiché tutto è compromesso dalla corruzione e mediazione” – afferma Roberto Saviano tramite un breve video, nel corso dell’incontro stampa avvenuto in occasione della presentazione della quarta stagione – “In questa serie i colletti bianchi avranno una parte importante e ad emergere sarà la terra dei fuochi. A una spinta davvero nuova, non c’è più il ruolo paterno, Pietro Savastano e gli ammiragli non esistono più, e le donne continueranno ad avere una posizione crescendo militarmente e strategicamente” – prosegue – “Gli uomini sono dei bambini spersi, e in un passo viene mostrata la differenza tra chi vuole tutto e subito e chi invece conosce le regole del potere, del tempo e della pazienza e si ferma attendendo il momento giusto. il potere si costruisce, non si ottenie quando si ha fame, bensì bisogna imparare a gestire quest’ultima per poter mangiare di più, i giovani invece non sentono di avere tempo e considerano solo il presente” – conclude – “Viene fuori un racconto, che affronta senza paura il collasso del nostro stato, raccontato dalla politica come un paese che si sta riprendendo, con la solita declinazione del paese più bello del mondo, dà fastidio? E che dia fastidio. Gomorra fissa il puzzo dei soldi e sintetizza il nostro tempo, se non ammazzi sarai ucciso, se ti fidi sarai imbrogliato, se non fotti sarai fottuto. Questa è Gomorra 4, questa è Gomorra.”

Al centro della scena naturalmente Genny, unico superstite della famiglia Savastano, passato da figlio immaturo di Don Pietro a boss, marito e padre. Ora, per il bene del figlio Pietro e della moglie Azzurra, Genny, si allontanerà dal malsano mondo criminale per entrare nel mondo dell’imprenditoria. Dal canto loro Enzo e Valerio, consolidata la posizione per il controllo del centro di Napoli, affronteranno nuovi ostacoli.

“Lietmotiv di questa stagione è sicuramente il dualismo all’interno dell’animo di Genny, il quale continua a lottare con i demoni che si porta dentro fin dalla prima stagione, e che ora, dopo il sacrificio di Ciro, lo spingeranno a cambiare vita, cedendo il proprio Regno a Patrizia, con la speranza di riuscire a dare un futuro migliore a suo figlio” – dichiara Salvatore Esposito“Decisione questa, che lo costringerà ad indossare una grande maschera con tutti coloro che lo circondano. In ogni caso, la definizione del personaggio di Genny si vedrà solo alla fine.”

“Il personaggio di Patrizia è cresciuto tantissimo, è una donna che ora si ritrova a gestire un potere enorme, e lo fa alla maniera femminile, facendo i conti anche con i propri sentimenti” – prosegue Cristiana Dell’Anna“Tuttavia deve fare ancora tanta strada per raggiungere il vero potere.”

“Con la quarta stagione di Gomorra ho capito in modo completo il personaggio la cui non definita identità mi rendeva insicura” – continua Ivana Lotito – “Azzurra sceglie consapevolmente di stare accanto a Genny, la sua grandezza è quella di riuscire a trasmettere all’uomo che ama, ed in cui crede, la forza necessaria. Sarà molto più determinata ed intraprendete, dal momento che avendo rischiato di perdere tutto ed ora non ha paura di niente”.

Dietro la macchina da presa un team di 5 registi, composto da Francesca Comencini, alla guida degli episodi 1,2,3 e 4, e al quale è stata anche affidata la supervisione artistica, Marco D’Amore, il quale da protagonista passa alla regia con gli episodi 5 – 6, e gli esordienti Enrico Rosati e Ciro Visco, aiuto registi nelle prime tre stagioni, che rispettivamente hanno diretto gli episodi 7 – 8 e 9 – 10, mentre gli ultimi due episodi sono stati affidati al veterano della serie Claudio Cupellini.

Gli sceneggiatori, Maddalena Ravagli e Leonardo Fasoli in merito allo sviluppo e dinamiche della serie si sono così espressi.

Maddalena Ravagli: “Il mondo e gli equilibri cambiano, e all’interno della criminalità il cambiamento è gravido di sangue e faticoso per tutti. Patrizia è una persona che deve affrontare una famiglia patriarcale legata alla campagna di Napoli e alla Camorra.”

Leonardo Fasoli: “Abbiamo esplorato il mondo criminale che non è se stante, dal momento che gira attorno al denaro, all’economia e al potere, che si ramifica e si infiltra nella società sana. Un’aspetto interessante perché continua a crescere attraverso la complicità della società per bene, sana.  Aspetto questo che non avevamo mai trattato.”

La parola passa ai registi.

Claudio Cupellini: “Ogni volta sul set noi registi dobbiamo comprendere il linguaggio della nuova realtà, e questo ci sorprende sempre. Siamo arrivate alla quarta stagione con l’impressione che si stesse giocando una bellissima partita a scacchi tra i vecchi ed i nuovi protagonisti, dove ognuno di loro, nonostante i cambiamenti di strategie si adatta perfettamente all’altro. E’ una stagione differente nelle dinamiche ma dalle stesso profondo concetto iniziale.”

Marco D’Amore: “Se mi permettete di usare una metafora sportiva, direi che sono il prodotto di un vivaio. Secondo me Gomorra è una meravigliosa “cantera”, come dicono gli spagnoli, dove si sono allevati nel tempo dei talenti. E’ naturale che il mio passaggio alla regia sia stato qualcosa di eclatante, dal momento che sono stato uno degli attori della serie, ma come me ci sono Ciro e Enrico che hanno messo a disposizione della serie la loro capacità, così come ci sono operatori di ripresa che in Gomorra sono diventati grandi direttori della fotografia. Tantissime personalità hanno avuto la possibilità di germogliare, e mi dispiace che non se parli molto. Io penso di essere stato solo un giovane buon giocatore che ha avuto il merito e l’ardire di proporre questo passaggio accolto coraggiosamente da Catleya e Sky, perché è evidente che sia un salto nel vuoto. Sarà il pubblico a stabilire se sono stato in grado di restituire a questa serie il successo che merita.”

Enrico Rosati: “Gomorra è una grande macchina e noi tutti ci confrontiamo con l’imput dell’inizio, e con la difficoltà di non ripetersi. Devo dire che il nostro apporto guarda avanti, è stato una grande sforzo, ed eravamo molto spaventati, ma siamo riusciti a creare un nuovo sempre fedele a se stesso”.

Ciro Visco: “La grande ricchezza è stata anche il territorio, un aspetto questo dell’ambientazione molto importante per la serie, i personaggi sono entrati in un contesto a loro non affine e si sono di conseguenza cimentati in nuove situazioni. Non abbiamo mai girato in teatri di posa, ma sempre in ambienti veri, con l’accortezza e consapevolezza di andare in una casa che non era nostra, ascoltando chi era intorno a noi. Molte delle persone che hanno lavorato in Gomorra vengono dal territorio campano, e con noi sono cresciute anche professionalmente, ed in forme diverse ha arricchito tutti quanti”.

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