“COLETTE”: la RECENSIONE del film sull’innovativa autrice Sidone – Gabrielle Colette

“COLETTE”: la RECENSIONE del film sull’innovativa autrice Sidone – Gabrielle Colette

“COLETTE”: la RECENSIONE del film sull’innovativa autrice Sidone – Gabrielle Colette.

La storia di Sidonie – Gabrielle Colette, l’autrice più innovativa e spregiudicata della Belle Epoque Parigina, arriva finalmente nelle sale cinematografiche il 6 dicembre con il film diretto da Wash Westmoreland.

Nata e cresciuta in un piccolo centro della campagna francese, Colette arriva nelle Parigi di fine Ottocento dopo aver sposato l’ambizioso impresario letterario Willy. Affascinata dalla vivacità intellettuale dei salotti della capitale e spinta a scrivere dal marito, Colette riprende i suoi scritti di scuola e dà alla luce una serie di libri pubblicati con il nome del consorte, ottenendo in poco tempo un grandissimo successo, con la protagonista divenire un’icona della cultura pop e simbolo di emancipazione femminile.

Colette, il cui volto è quello di una notevole Keira Nnightley, perfettamente a suo agio nelle vesti della celebre scrittrice, cresce, fondendosi con Claudine, l’eroina creata da lei stessa protagonista della famosa serie di scritti, focalizzando l’attenzione di uno spettatore incuriosito dallo svolgersi, dagli stuzzicanti eventi, sospeso in un limbo dove le due personalità sono oramai un tutt’uno, e la cui immagine era imitata da ogni ragazza e donna, appartenente ai vari ambienti sociali, nell’atteggiamento, linguaggio, vestiario ed acconciatura, le quali si identificano in lei, liberando i propri, celati, maliziosi desideri.

Una situazione che permetterà alla scrittrice di acquistare consapevolezza della propria identità, ponendo fine ad un’unione coniugale malsana, e prendere forza per rivendicare e reclamare i suoi fortunati romanzi semi – biografici.

 

Un racconto decisamente ben costruito e sviluppato, con una rappresentazione scenico narrativa curata, in grado di non lasciare nessun aspetto in sospeso, mostrando e descrivendo chiaramente, in modo fluido, semplice e con la giusta intensità, la determinazione e la forza dell’impetuosa Colette, dal turbamento e dubbi interiori, alla ricerca e comprensione decisiva del voler star bene, al legame ambiguo ed aperta con Willy, Dominic West, alla stabilità del legame con l’amata Missy, Denise Gough, fino alla fama nella Francia del ventunesimo secolo, “Chèri”, del 1920, e “Gigi”, del 1944, infatti furono pubblicati entrambi sotto il suo vero nome, e tanto acclamati dal pubblico che quest’ultimo, nel 1958,  divenne un musical tutt’oggi ancora celebre, confermando definitivamente di essere una fonte di ispirazione per innumerevoli lettori.

COLETTE”, in conclusione, presentato alla recente 36° Edizione del Torino Film Festival, non delude le aspettative, pur non stupendo particolarmente, intriga, emoziona e coinvolge.

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