“IL VIZIO DELLA SPERANZA”: IL RESOCONTO DELL’INCONTRO STAMPA CON IL REGISTA ED IL CAST

“IL VIZIO DELLA SPERANZA”: IL RESOCONTO DELL’INCONTRO STAMPA CON IL REGISTA ED IL CAST

“IL VIZIO DELLA SPERANZA”: IL RESOCONTO DELL’INCONTRO STAMPA CON IL REGISTA ED IL CAST.

Lungo il fiume scorre inesorabile il tempo, e Maria, cappuccio sulla testa e passo risoluto, segnata da un’esistenza trascorsa un giorno alla volta, senza sogni né desideri, prendendosi cura della madre e al servizio di una madame ingioiellata, assieme alla sua pitbull, dagli occhi dolci e coraggiosi, traghetta da una sponda all’altra donne incinte, come Caronte i dannati, in quello che sembra un purgatorio senza fine. Ed è proprio a lei, abbandonata al destino, che la speranza, inaspettatamente, un giorno torna a farle visita, nella sua forma più viscerale, potente e miracolosa come solo la vita può essere.

IL VIZIO DELLA SPERANZA”, fresco dei riconoscimenti internazionali, per la Miglior Regia, ad Edoardo De Angelis, e Miglior Attrice Protagonista, a Pina Turco, al 31° Tokyo International Film Festival, e vincitore del Premio del Pubblico, per il Miglior Film, alla recente Tredicesima Edizione della Festa del Cinema di Roma, dove il film è stato proiettato in anteprima stampa in presenza del regista, dello sceneggiatore Umberto Contarello, dell’autore delle musiche originali, Enzo Avitabile, e naturalmente dal cast: Pina Turco, Massimiliano Rossi, Marina Confalone e Cristina Donadio, arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 22 novembre, distribuito da Medusa Film.

Ho immaginato un inverno dove tutto sembra morto, e per riscaldarci accendiamo un fuoco aspettando che la natura faccia il suo corso” – dichiara De Angelis – “Ed in questo film, vince chi resiste e supera il freddo, attendendo pazientemente che qualcosa cambi, e quando ciò accade, come nel caso di Maria, ci si rende conto di avere ancora la possibilità di poter agire” – prosegue dicendo – “E’ un film diverso, innovativo, che ho realizzato grazie al sostegno di mia moglie, Pina Turco, dello sceneggiatore Umberto Contarello, e dei produttori, tutte persone folli che amano sperimentare nuove strade andando oltre i propri limiti, ed è doveroso, nel momento in cui si decide di portare avanti determinati progetti, cercare nuove forme di linguaggio in grado di esprimere, adattandosi, al sentimento in essi racchiuso.

La parola passa ad Enzo Avitabile, allo sceneggiatore Contarello ed agli interpreti protagonisti.

Enzo Avitabile: “Lavorare con Edoardo apparentemente può sembrare facile, ma richiede una grande attenzione. La musica è un elemento molto importante del film, poiché diviene parte integrante della vicenda fondendosi con essa. I vari temi, nonostante siano posti tutti sullo stesso piano, possiedono ognuno una luce ben distinta, in modo che l’uno non sovrasti l’altro, vivendo liberamente senza costrizioni.”

Pina Turco: “Credo che la speranza sia il vizio più bello, è il seme di ogni rivoluzione, poiché questa diviene fiducia, la fiducia si trasforma in fede, e con la fede si può cambiare qualunque cosa e scrivere il proprio destino, come accade alla protagonista, e per rappresentarlo, nulla ci sembrava più semplice, meraviglioso e miracoloso della nascita di un bambino” –  afferma la protagonista, e moglie del regista – “Ad alimentare il mio seme, il mio vizio della speranza, sono stati lo scetticismo di mio marito Edoardo, convinto fino all’ultimo che non fossi pronta, e la responsabilità di un ruolo così importante e profondo, che ho coltivato ed espresso sinceramente mangiando polvere.”

Marina Confalone: “In genere io faccio tutto da sola, pochissime volte, come in questo caso, mi sono fidata, ed affidata, al regista, facendo tutto ciò che mi veniva chiesto con cura ed affetto, tirando fuori, in qualche modo, la sensibilità di un personaggio squallido, cattivo, grazie anche all’armonia presente sul set.”

Umberto Contarell0:Il mio desiderio era quello di riuscire a scrivere, e veder girare, un film fortemente lirico, un lavoro molto difficile, nato dall’idea di sviluppare un tema spirituale, mistico e religioso, oserei dire cristiano. Il racconto, si potrebbe paragonare ad una parabola dal cuore quasi arcaico, in cui non è la culla a fare il bambino, bensì è quest’ultimo a fare la culla.”

Cristina Donadio: “Alba è un personaggio tremendo, orribile, affetta da una catatonia esistenziale che le fa scivolare tutto addosso, rendendola insensibile e totalmente inconsapevole del male che fà a sua figlia. Entrare in questa storia mi ha ricordato che cos’è la speranza.”

Conclude Massimiliano Rossi.

“Come sempre quando lavoro ed entro in un personaggio, questo poi diviene reale, con delle caratteristiche concrete, buone.”

IL VIZIO DELLA SPERANZA”, è senza dubbio un film dal grande, contrastante, impatto emotivo che, pur non convincendo a pieno, dato un marcato tratto surreale, non deluderà le aspettative, riuscendo nell’intento di scuotere con determinazione le coscienze, trasmettendone e facendone percepire il vortice di emozioni, suscitando intime riflessioni andando a toccare le corde della sensibilità, ribadendo, e confermando fermamente, che nulla è perduto, e la vita può sempre sorprendere.

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