“ANIMALI FANTASTICI 2: I CRIMINI DI GRINDELWALD”: la RECENSIONE del secondo capitolo della celebre saga creata da J.K. Rowling

“ANIMALI FANTASTICI 2: I CRIMINI DI GRINDELWALD”: la RECENSIONE del secondo capitolo della celebre saga creata da J.K. Rowling

“ANIMALI FANTASTICI 2: I CRIMINI DI GRINDELWALD”: la RECENSIONE del secondo capitolo della celebre saga creata da J.K. Rowling.

Torna il magico mondo nato dalla mente dell’oramai celebre scrittrice J. K. Rowling, secondo delle cinque nuove avventure del Wizarding World: “ANIMALI FANTASTICI 2: I CRIMINI DI GRINDELWALD”, realizzato dal precedente, imponente team creativo, guidato dal regista David Yates, dell’emozionante primo capitolo: “ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI”, per un altrettanto grandioso racconto, che tuttavia, nonostante l’innegabile impatto, non convince del tutto.

Il film, in cui un giovane Albus Silente, un elegante Jude Law, incarica Newt, Eddie Redmayne, suo ex studente, di fermare il piano del potente Grindelwald, un assolutamente ipnotico Johnny Depp, in grado di conquistare e focalizzare totalmente  su di sé l’attenzione con il proprio innato carisma, fuggito dal penitenziario dove era stato rinchiuso dal MACUSA, il Magico Congresso degli Stati Uniti d’America, è ricco di elementi e personaggi non costruiti e sviluppati adeguatamente, forse con l’intento di un approccio o presentazione generale delle varie situazioni e  figure, in previsione dei possibili approfondimenti negli già annunciati prossimi adattamenti, che però ne penalizzano la comprensione degli attuali collegamenti e dinamiche, non permettendo allo spettatore di entrare pienamente nella vicenda, e compensando a tali mancanze con la maestosa, vivace visione della rappresentazione scenico narrativa.

Un racconto che limita il contatto con l’importante concetto al centro della scena, ossia la scelta da parte del protagonista Newt, così come il non mago Credence Barebone, interpretato da Ezra Miller, anch’esso dalla non definita descrizione, mostrando ancora una volta i due lati della stessa medaglia, quella del bene, dalla caratteristica tonalità del caldo ed avvolgente rosso, e del male, dal freddo color ghiaccio, riportando e rispecchiando, se pur in modo fantasioso, la realtà in cui spesso ci si ritrova a dover, inevitabilmente, prendere, giusto o sbagliata che sia, una propria posizione.

Altro argomento non giustamente curato e valorizzato, è il sentimento della fratellanza, ed in particolare al differente, viscerale modo di essere espresso, ma di eguale profondità, attraverso il naturale e genetico legame di Newt e Theseus, Callum Turner, e l’intenso rapporto e sentimento che unisce Albus Silente, all’oscuro Mago Gellert Grindelwald, confermando che l’essere fratelli non vuol dire semplicemente discendere dagli stessi genitori, bensì è un affetto e un rispetto, che affonda le proprie radice nell’animo, e per nulla al mondo và infranto.

“IO NON POSSO AGIRE CONTRO GRINDELWALD. DOVRAI FARLO TU” – Albus Silente –

“ANIMALI FANTASTICI 2: I CRIMINI DI GRINDELWALD”, in arrivo nelle sale cinematografiche il 15 novembre, in conclusione, nonostante deluda, in buona parte le aspettative è un film da non perdere, in attesa delle probabili risposte ai dubbi e perplessità suscitate dei successivi sequel.

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