“RED ZONE – 22 MIGLIA DI FUOCO”: la RECENSIONE dell’action thriller di Peter Berg

“RED ZONE – 22 MIGLIA DI FUOCO”: la RECENSIONE dell’action thriller di Peter Berg

“RED ZONE – 22 MIGLIA DI FUOCO”: la RECENSIONE dell’action thriller di Peter Berg.

RED ZONE: 22 MIGLIA DI FUOCO”, il nuovo action thriller diretto dal regista di “Battleship”, Peter Berg, frutto della collaborazione tra quest’ultimo e la scrittrice Lea Carpenter, al suo esordio come sceneggiatrice, è ambientato nel mondo dei servizi segreti della politica mondiale, con l’intento di analizzarne e rappresentarne il lato psicologico sia dei vari rapporti interpersonali  che della delicata, irreale, operazione, attraverso una storia ricca di azione, ma che, tuttavia, non raggiunge l’obiettivo prefissato, a causa di una costruzione, e relativo sviluppo, non adeguatamente curati ed approfonditi, sia per quanto riguarda la vicenda che in particolare i personaggi, privi di quell’incisiva determinazione in grado di definirne l’identità, che avrebbe permesso loro di emergere individualmente conferendo il dovuto carattere all’intero film, rimasto sospeso in un limbo dalla fumosa, caotica, disorientante atmosfera.

Il film segue la vicenda della squadra paramilitare specializzata guidata da James Silva, Mark Wahlberg, alla sua quarta cooperazione con Berg, dopo “Boston: Caccia all’uomo”, “Deepwater: Inferno sull’Oceano” e “Lone Survivor”, e della sua luogotenente Alice Kerr, la star di “The Walking Dead Lauren Cohan, incaricata di scortare, da un’ambasciata statunitense, nel sud -est asiatico, ad una pista di decollo un’informatore straniero a conoscenza di notizie in grado di fermare attacchi terroristici di portata mondiale.

Una corsa contro il tempo di 22 miglia, durante cui il team si scontrerà, con gruppi  d’assalto e nemici armati fino ai denti pronti a tutto, avendo come unico aiuto il comando tattico, fornito di strumenti altamente sofisticati e tecnologici, noto con il nome di Red Zone, situato a migliaia di chilometri di distanza con a capo la figura del misterioso Alfiere, il due volte Premio Oscar John Malkovich, il quale comunica con loro in tempo reale, guidandoli provvedendo a risolvere, per quel che è possibile, velocemente i pericolosi imprevisti del breve percorso, districandosi tra le strade di una città trasformatasi rapidamente in un campo di battaglia.

RED ZONE: 22 MIGLIA DI FUOCO”, in arrivo nelle sale cinematografiche il 15 novembre, in conclusione, nonostante i numerosi elementi a disposizione, non convince affatto, non riuscendo ad esprimere, trasmettere e far percepire, la giusta adrenalina e tensione racchiuso nel clima e provata dai protagonisti, perdendosi nella totale ed eccessiva estremizzazione dei fatti, non coinvolgendo emotivamente e focalizzando l’attenzione per l’intera durata dei 94 minuti, deludendo le aspettative.

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