L’UOMO CHE UCCISE DON CHISCIOTTE: Incontro Stampa con il regista TERRY GILLIAM

L’UOMO CHE UCCISE DON CHISCIOTTE: Incontro Stampa con il regista TERRY GILLIAM

L’UOMO CHE UCCISE DON CHISCIOTTE: Incontro Stampa con il regista TERRY GILLIAM.

Arriverà il 27 settembre nelle sale cinematografiche italiane: L’UOMO CHE UCCISE DON CHISCIOTTE, guadagnatosi la fama di film maledetto a causa delle numerose disavventure che ne hanno prolungato la lavorazione per ben 25 anni, è diretto da TERRY GILLIAM, ex Monty Python, autore di pellicole di successo quali: La leggenda del re pescatore, L’esercito delle 12 scimmie, Brazil, Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo e Paura e delirio a Las Vegas. Ispirato al celebre protagonista del romanzo classico della letteratura mondiale di Miguel de Cervantes, il racconto pone a confronto fantasia e realtà, dove i sogni sono destinati a non moire mai.

In occasione della presentazione alla stampa del lungometraggio, abbiamo avuto il piacere di assistere all’incontro con il regista TERRY GILLIAM.

Come mai, dopo tutti questi anni, ha scelto Adam Driver per ricoprire il ruolo del protagonista, e come è stato lavorare con lui?

In realtà ho deciso di scegliere Adam dopo averlo incontrato in un pub a Londra, non avevo mai visto nessuno dei suoi film e dei suoi lavori televisivi, semplicemente mi piaceva perchè era completamente diverso dal personaggio che avevo immaginato e dall’attore che avrebbe dovuto interpretarlo, ho pensato che poteva essere un ottima scelta dal momento che mi ero un po’ stancato della mia idea originale e questo era un nuovo inizio, in oltre Adam non sembra una star del cinema e un attore, non si muove nè si comporta tale, ci siamo piaciuti ed ha avuto la parte.” 

Kafka ha scritto che il dramma di Don Chisciotte non è la sua fantasia, ma è Sancho Panza, lei forse è l’ultimo regista che mette al centro del suo film la fantasia, come si sente in questo momento in cui il cinema sembra essere più legato al reale?

“Non sono affatto d’accordo, credo che tutti i grandi film si basino sulla fantasia e ciò che a me interessa è proprio il conflitto tra fantasia e realtà, Don Chisciotte è il sognatore, il pazzo, il folle mentre Sancho Panza è la persona radicata alla realtà, e quello che mi dispiace è che spesso in alcuni film questi due aspetti non sono sempre presenti. Forse le pellicole realistiche sono quelle che non avendo molti soldi a disposizione l’unica cosa che possono permettersi è quello di essere realistici e banali. Ciò che ha permesso a noi di restare ben ancorati al sogno, di poterlo sentire e percepire è stata anche la possibilità di girare sempre in esterno, in un mondo reale.”

Nel film ci sono numerosi riferimenti alla sua filmografia, in particolare il personaggio del gitano è molto simile a Johnny Deep, essendo un attore che doveva partecipare al film è una particolarità voluta?

“No, non avevo assolutamente in mente Deep, ma questo è uno dei motivi per cui mi piace fare film, mostrarveli ed avere i vostri commenti ed interpretazioni, perché in realtà quello che io faccio è un film completamente diverso, anzi molto probabilmente il film che io realizzo è veramente pessimo.”

La frase del film: “Nei nidi dell’anno passato non ci sono più uccelli”, detta da Don Chisciotte a Sancho Panza, è una citazione che viene direttamente da Cervantes e, soprattutto, come ha lavorato il testo originale per arrivare alla sceneggiatura?

Ci vorrebbero una trentina d’anni per discuterne, quando ho letto il libro la prima volta nel 1989, ho pensato che non sarebbe stato possibile farne un film data la grandezza e la complessità dello scritto. L’idea iniziale era quella di basarla su gli ultimi fuochi di un vecchio uomo riunito in questa piazza con persone che pensano, rammaricandosi, ad un passato oramai andato, e alla fine una di loro decide di mettersi all’opera per vivere e poi morire felicemente. Da lì ci sono stati una serie di cambiamenti e nel più recente, che risale a ¾ anni fà, Toby aveva realizzato circa dieci anni prima un film dal titolo, per l’appunto, L’UOMO CHE UCCISE DON CHISCIOTTE, con l’idea di mostrare le ripercussioni e le conseguenze causate da un inaspettato successo, attraverso un uomo giunto alla follia dopo aver letto tanti romanzi di fantasia, questo ha reso la sceneggiatura molto più interessante e stimolante tanto da impiegare molti anni per essere riscritta.”

In questi anni oltre al cambiamento di Toby, quali altre modifiche sono state apportate?

“Precedentemente, il personaggio di Adam, in seguito ad un colpo in testa si risvegliava nel 17 secolo e realizzava il vero Don Chisciotte, ma quella versione non era interessante come quella attuale, dal momento che lui è un regista che tradisce il proprio talento con il denaro. Possiamo paragonare la sua storia a quella di Frankenstein, dal momento che lui crea Don Chisciotte senza preoccuparsi delle successive conseguenze, proprio come molti cineasti al giorno d’oggi non si assumono le responsabilità e degli effetti di ciò che fanno, invece è importante realizzare qualcosa che porti a riflettere e comportarsi in modo corretto, o, anche, scorretto.” 

Che cosa la spinta in questi trent’anni a non rinunciare al progetto, e ne ha un altro nel cassetto con le stesse difficoltà di Don Chisciotte? –

“La ragione per la quale ho continuato è perché tutte le persone ragionevoli mi dicevano di mollare, ed io credo nell’irragionevole, Don Chisciotte è una figura molto pericolosa perché quando comincia a viverti nella mente non riesci più a liberartene, diventi come lui fino a quasi in punto di morte”

Questa versione del film sarebbe potuta esistere nel 1989 o nel 2000?

“Assolutamente no, non solo perché ciò che cercavo era meno divertente ed ambizioni, bensì perché sono veramente convinto che il film è in realtà qualcosa che esiste in un momento specifico della tua vita, e con un gruppo specifico di persone ed è l’insieme di tutti i differenti elementi che man mano vanno a comporlo.”

Questa versione del film sarebbe potuta esistere nel 1989 o nel 2000?

“Assolutamente no, non solo perché ciò che cercavo era meno divertente ed ambizioni, bensì perché sono veramente convinto che il film è in realtà qualcosa che esiste in un momento specifico della tua vita, e con un gruppo specifico di persone ed è l’insieme di tutti i differenti elementi che man mano vanno a comporlo.”

Secondo lei invecchiando si diventa più Don Chisciotte o più Sancho panza? –

“Ma ci son alcune persone che tendono ad essere più come Sancho, perché diventano più rigide, altri invece più infantile, in realtà non dobbiamo dimenticare che noi siamo entrambi, e siamo più o meno razionale a seconda di ciò che la vita ci chiede in quel momento.”

C’è un sogno di cui lei vorrebbe sbarazzarsi?

“No, a me piacciono i miei sogni, e rimango saldamente aggrappato a loro, poiché la vita può essere ripetibile mentre i miei sogni non lo sono.”

 Nel cast oltre ad Adam Driver (Star Wars: Il risveglio della Forza, Paterson, Silence), e Jonathan Pryce, che aveva già lavorato con Gilliam (la saga di Pirati dei Caraibi, I fratelli Grimm e l’incantevole strega, Brazil, Il domani non muore mai) nel ruolo di Don Chisciotte, troviamo: Stellan Skarsgård (Le onde del destino, Mamma Mia!, Will Hunting – Genio ribelle), Olga Kurylenko (Quantum of Solace, Oblivion, To the Wonder), Joana Ribeiro (Portugal Não Está à Venda, A Uma Hora Incerta), Óscar Jaenada (Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare, Cantinflas), Jason Watkins (premio BAFTA per The Lost Honour of Christopher Jefferies, Trollied, W1A), Sergi López (Il labirinto del fauno, Piccoli affari sporchi, With a Friend Like Harry), Rossy de Palma (Julieta, Donne sull’orlo di una crisi di nervi, Three Many Weddings), Hovik Keuchkerian (Assassin’s Creed, The Night Manager) e Jordi Mollá (Criminal, Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick, Blow).

La Redazione.