HEREDITARY – LE RADICI DEL MALE – Recensione

HEREDITARY – LE RADICI DEL MALE – Recensione

Lo sceneggiatore e regista Ari Aster, dopo aver diretto vari cortometraggi incentrati su rituali e traumi domestici, debutta sul grande schermo con la sconvolgente pellicola: “HEREDITARY – LE RADICI DEL MALE”. Aster costruisce, sviluppa e trasforma un lutto familiare in un inquietante, psicologico horror, in cui i familiari dell’anziana Ellen, in seguito alla sua morte, si ritroveranno, loro malgrado, lentamente a scoprire ed affrontare oscuri, occulti e terrificanti segreti, appartenenti ad un tragico destino che sembrano aver irrimediabilmente, ed inconsapevolmente, ereditato.

Fin dai primi minuti Aster, grazie anche alla maestria del direttore della fotografia, Pawel Pogorzeleski, suo compagno di classe ai tempi dell’American Film Institute Conservatory, fonde perfettamente il mondo delle miniature, create da Steve Newburn (Inception e Il Cavaliere Oscuro), con quello reale degli esseri umani, dando vita ad una suggestiva visione di una funesta, crescente ed incontrollabile maledizione, muovendone i fili sull’estremo terreno di gioco, se così si può definire, del sovrannaturale.

Un racconto quello di “HEREDITARY – LE RADICI DEL MALE”, nato da una serie di tristi, ed al quanto sfortunate, difficoltà che Aster, assieme alla propria famiglia, ha vissuto per ben tre lunghi interminabili anni, tanto da convincerli di essere vittime di un infernale sortilegio, e che non delude le aspettative, riuscendo a conquistare ed ipnotizzare totalmente lo spettatore tenendolo incollato allo schermo, ed il cui vortice di tensione insinuando e scorrendo sotto pelle arriva a toccare la mente con agghiacciante determinazione, lasciando un angosciante sensazione di incredulo smarrimento.

Il film in conclusione, il quale vanta un cast di grandi attori, tra cui una straordinaria Toni Collette (Little Miss Sunshine, United States of Tara), Gabriel Byrne (In Treatment della HBO, I Soliti Sospetti), Alex Wolff (Jumanji: Benvenuti nella Giungla), Milly Shapiro (Matilda, lo spettacolo di Broadway) e la vincitrice del Premio Emmy, Ann Dowd (The Handmaid’s Tale), nelle sale dal 25 luglio è da non perdere.

© Riproduzione Riservata


Pubblicato

in

da

Tag: