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LORO 2: Incontro Stampa

L’attesa seconda parte del tanto chiacchierato, e sollevate controverse opinioni e sensazioni, lungometraggio diretto da Paolo Sorrentino, suddiviso in due parti: Loro 2, arriva finalmente nelle sale cinematografiche il 10 maggio spazzando via dubbi e perplessità svelando il proprio intento, il quale altro non è che quello di mostrare semplicemente il lato umano nell’ascesa e declino di una delle figure più in vista del panorama socio politico nostrano, il quale indifferentemente e nonostante la rabbia suscitata ha influenzato, muovendone abilmente i fili, le sorti del bel paese.

Il regista premio Oscar in Loro 2, presente all’incontro stampa assieme a parte del cast: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Fabrizio Bentivoglio, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen e la giovane Alice Pagani, come lui stesso afferma, non solo afferma di aver posato il proprio sguardo affidandolo alla fragilità e tenerezza celata nei comportamenti discutibili, i quali non devono obbligatoriamente essere compresi, del personaggio principale, dal quale è difficile scindere la figura di potere da quella di semplice uomo, bensì ribadisce la natura non politica dell’opera.

“Non è un film schierato non sono in posizione né di attacco né di difesa, sarebbe stato stupido da parte mia fare un lavoro del genere ponendo al centro l’ideologismo a favore o contro di Berlusconi, e soprattutto non mi interessava raccontare dei fatti sia pubblici che privati già ampiamente sviscerati. Bensì sono andato alla ricerca di quei sentimenti che stanno dietro l’uomo politico e dei vari personaggi presenti nel film, il fatto che ci sia la controparte che nel film viene interpretata da Veronica Lario non significa che io sia d’accordo con l’una o l’altra parte. Ciò che rende attuale i film è l’intenzione di indagare ed esplorare quella dimensione di sentimenti e paure che si trova dietro ogni personaggio e in ognuno di noi, come la paura per la vecchiaia e la morte che riguarda sia i giovani che le persone di mezza età e si sviluppano naturalmente in maniera diversa a seconda del periodo storico a cui appartengono.”

La pellicola, in oltre, attraverso le oniriche metafore dalla grottesca ironia, tipiche dello stile sorrentiniano che da sempre dividono l’opinione cinematografica, mira a sottolineare quel mondo intimo in cui convivono gioie e paure universali comuni ad ogni singolo individuo e che esula dall’età e dal sesso di quest’ultimo, centrando l’obiettivo riuscendo perfettamente ad intrattenere, catturando la giusta dose di attenzione, lo spettatore, puntando sul privato di una persona dalla forte, non amata ed eccessiva, carica vitale, condizionato e vittima del proprio smisurato ego, che lo ha portato ad una condotta di vita al quanto amorale ed al centro di svariati scandali e degradanti siparietti sia a livello nazionale che internazionale.

Elena Sofia Ricci e Toni Servillo nelle vesti rispettivamente di Veronica Lario e Silvio Berlusconi, riguardo i loro ruoli si sono così espressi.

Elena Sofia: “Io faccio un po’ fatica a parlare del mio personaggio poiché tutt’ora esistente, mi sono preparata leggendo la biografia della signora Lario “Tendenze Veronica”, ed ho cercato dei riferimenti nella sceneggiatura che riguardassero un po’ tutte le donne, quali il tema del disincanto relativo alla fine di un amore importante, la malinconia ed il dolore nel sentire un progetto per il quale si è vissuto sgretolarsi sotto le proprie mani, fino alla paura della vecchiaia vedendo sfiorire. Mi sono fatta guidare da Paolo e di mio ci ho messo il sentimento di una donna di 56 anni quale sono, che conosce la sofferenza della separazione e la lotta in difesa della propria dignità, inteso come senso universale.”

Toni Servillo: “Io ho avuto la fortuna di fare il Divo prima di questo film con Paolo, e ne sono orgoglioso poiché mi ha dato la possibilità di potermi confrontare con un personaggio politico reale e con due figure completamente diverse tra loro, poiché mentre il Divo è una qualifica dell’Impero Romano che si muoveva esclusivamente e totalmente nei palazzi della politica con un’introversione che ne alimentava il mistero ed i segreti, quest’altro è un divo che si pone al centro della scena politica con un estroversione che ne lo rende già un personaggio da cinema, il quale con la sua presenza occupa in maniera ossessiva l’interiorità di chi tenta affannosamente di imitarlo costantemente senza riuscirci. Leggendo la sceneggiatura poi mi sono reso conto dell’opportunità di allontanarsi dalla cronaca e dagli spazi della politica lasciando parlare il cinema offrendomi scene come quella della telefonata o con Ennio, affrontando questo Eden sardo in cui lo stato di sopravvivenza alimenta il potere e viceversa, in cui il potere non pianifica ma aspetta il momento giusto per rientrare in scena, poi è chiaro uno fa riferimento anche alla storia documentata ma in ogni caso basta averla vissuta, quindi non c’è stato nessun approccio meticoloso ma si è semplicemente seguito una linea simbolica.”

Loro 2 in conclusione è un’opera i cui diversi percorsi precedentemente accennati si sviluppano in modo definito avendo come unico punto di partenza la storia d’amore, andando a completare la visione di un quadro rimasto sospeso nel limbo dell’incertezza, smentendo e risollevando piacevolmente l’iniziale delusione.

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