Rachel di Roger Michell

Rachel (Rachel Hannah Weisz), è l’affascinante donna, al centro della vendetta del giovane Philip Ashley (Sam Claflin), poiché ritenuta l’unica responsabile della morte del proprio amatissimo cugino, da cui è stato cresciuto, nonché marito di quest’ultima. Convinto e pronto, di dover affrontare un astuta, perfida manipolatrice, il ragazzo, con suo grande stupore, ne rimarrà ammaliato, infatuandosene perdutamente.

Un rapporto morboso quello vissuto intimamente da parte di Philip, acerbo nei confronti di un sentimento da lui ignorato e sconosciuto fino a quel momento, in balia della gelosia e completamente soggiogato dall’intrigante atteggiamento amorevole e seducente di Rachel, finirà per mettere in discussione non solo la personale ricerca della verità, bensì se stesso.

La pellicola, diretta da Roger  Michell, la cui atmosfera ottocentesca è avvolta, ed enfatizzata, dal crescendo di incertezze ed insicurezze, è l’adattamento cinematografico dal celebre romanzo My Cousin Rachel (Mia Cugina Rachel) del 1951 scritto da Daphne du Maurier, dalle cui opere Alfred Hitchcock ne trasse ben tre film: La Taverna della Giamaica, Gli Uccelli e Rebecca la Prima Moglie, così come Nicolas Roeg si ispirò ad un racconto della scrittrice per il suo “A Venezia…un dicembre rosso shocking”.

Tutto ruota attorno alla sfuggente, sfaccettata, sottile indipendenza ed enigmatica personalità della vedova, in grado di attirare l’attenzione di chi le è attorno incuriosendo misteriosamente, facendo presa discretamente, all’occorrenza, sulla propria energia passionale, di modo da poter assumere celatamente, ed a suo piacimento, il comando delle varie situazioni, alimentando, fino a lasciare in sospeso, il dubbio sulla sua possibile innocenza o colpevolezza.

Ciò nonostante, Rachel è un opera priva della giusta dose di suspense, causa una costruzione, e rappresentazione, narrativa non sufficientemente accattivante, che ne limita il contatto empatico, e ne penalizza il coinvolgimento complessivo, deludendo in parte le aspettative, non permettendo di vivere a pieno, e con intensità, il tormento di Phlip e l’ambiguità della protagonista, costretta a sottostare alle regola di un ambiente dalla mentalità chiusa e dalla ristretta visione, alla quale tenta di sfuggire con eleganza discreta, chiedendo consiglio, a volte, al fidato amico Enrico Rainaldi, un poliedrico Pierfrancesco Favino.

Rachel, distribuito da 20th Century Fox, arriverà nelle sale il 15 marzo.

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