Helen Mirren: Incontro Stampa

HELEN MIRREN; INCONTRO STAMPA.

“Non credo nei fantasmi, crederò nei fantasmi nel momento esatto in cui ne vedrò uno, fin ora, non avendoli visti, non ci credo. Credo però nel grande potere dell’immaginazione umana, credo nel potere del credere, credo nel credere se la vogliamo mettere così. Ritengo, peraltro, che l’essere umano sia solo all’inizio del lungo percorso di scoperta di ciò che  può essere la mente e lo spiritismo, diciamo che sono agnostica e aspetto le informazioni.”

Questa la risposta che Helen Mirren ha dato, nel corso dell’incontro stampa avvenuto questa mattina in occasione della proiezione di: La vedova Winchester di cui è protagonista, diretta da Micheal e Peter Spierig, registi dell’ultimo episodio della saga horror Saw, Saw Legacy, in merito al suo rapporto con il soprannaturale. Tra le varie motivazioni che hanno spinto la “dama”, come lei stessa afferma, ad accettare il ruolo, emerge il piacere di lavorare con due giovani cineasti, e gli eventi realmente accaduti raccontati nella pellicola, attorno ai quali ruotano molte leggende, la più nota, narra che Sarah Winchester, vedova dell’industriale delle armi William Wirt Winchester morto di tubercolosi nel 1881, e ulteriormente logorata dal dolore della perdita prematura della figlia Anne nel 1966 , per placare i fantasmi delle persone che avevano subito una morte violenta a causa dei fucili Winchester, e che affollavano l’abitazione, continuasse ad ampliare, senza sosta, giorno e notte, quest’ultima, in base alle loro indicazioni, fino al 1922 anno in cui morì.

-Ha visitato la  casa  e che idea si è fatta della  Signora Winchester?-

“Si ho visitato la casa, ed è edificio straordinario, poco dopo 2 minuti essere entrati ti senti completamente perso, ma contemporaneamente si provi una sensazione dolce,  Sarah Winchester era una donna minuta, e si ha l’impressione di trovarsi in una casa di bambole infinita. Ho riflettuto molto su quello che lei era, tenendo presente che non abbiamo molte informazioni, dal momento che si ritirò dalla  vita, come fece la regina Vittoria al momento della morte del consorte,  si chiuse in se stessa non uscendo mai dal  lutto, ed indossava spessissimo questo velo nero che le copriva il volto. Era una donna con una grandissima energia creativa, credo fosse un personaggio estremamente affascinante da tentare di capire, e per quanto cerchi analizzarla c’è un mistero, entrando in casa, nell’ingresso, ci sono due pannelli carichi di citazioni shakespeariane, appartenenti, tra l’altro, ad opere meno note, ed è frustante il fatto che nonostante cerchi di comprenderne il significato, questo ti sfugge.”

-Oltre ad essere una storia di  fantasmi è anche di  armi,  cosa pensa  del loro abuso e utilizzo in  America?-

“In realtà credo ci sia una vera e propria cultura delle armi, in particolare in America, io non vedo la fine tanto meno una giustificazione, se non quella che fanno fare un sacco di soldi, tutto  il mondo è colpevole, tutti i paesi anche il mio la Gran Bretagna, poiché vendono le armi per guadagnare grandi somme di denaro, siamo tutti colpevoli, e dobbiamo essere consapevoli di quello che succede, e assumerci la responsabilità di tutto questo.”

 -Pensa che il film possa  suscitare una riflessione che vada oltre la semplice storia di fantasmi?-

“I film possono essere di intrattenimento, educativi, informativi e a me piace poter far parte e dare un contributo, in questo caso l’obbiettivo è quello  di spaventare, spingendo lo spettatore ad  aggrapparsi  alla persona che ha accanto, la speranza è quella di riuscire a far provare questo tipo di esperienza se poi  conduce ad una riflessione più profonda  ne siamo molto contenti.”

-E rimasta  delusa  dalla  mancata candidatura agli  Oscar per  il film Virzì?-

“E ’un film di cui sono molto orgogliosa, probabilmente credo che una delle ragioni sia stata la tempistica, la nostra decisione di spostare la data di uscita a marzo ha influito sulle candidature, per me è stato bellissimo lavorare con Paolo Virzì, poi è naturale tu fai un film perché ti piace e non perché pensi ad essere candidato.”

-Che valore ha per lei la parola pazzo?-

“A me piacciono i pazzi, sono divertenti, mi  piace l’idea di una persona che va per strada con il tutù rosa,  le  calze gialle e il tacco a spillo rosso, pazzia, eccentricità, a me non spaventano i pazzi, ma i calcolatori e  manipolatori quelli sono pericolosi.”

L’incontro termina con il pensiero della Mirren in risposta alla domanda relativa all’attuale situazione della parità uomo-donna, il cui necessario cambiamento culturale è un processo lento, non dimenticando, pensando alle condizioni femminili nella seconda guerra mondiale, i progressi fatti finora,  paragonando il momento attuale ad un  vulcano in eruzione, il cui magma sta invadendo le strade.

La Vedova Winchester, distribuito in 250 copie, sarà nelle sale il 22  febbraio anche in lingua originale.